Vicini, eppure forse mai così lontani. Il Foggia che ha scelto di trasferire armi e bagagli al comunale di via Mare a Trinitapoli per il periodo del ritiro pre-campionato, e di fare del centro della Bat il suo quartier generale per la prossima stagione, fa discutere. Perché in maniera infelice allunga ulteriormente le distanze da un ambiente in fibrillazione, che mai forse come in questo momento avvertiva il bisogno del contatto fisico con la squadra, dopo l’interminabile serie di eventi che hanno messo a dura prova la passione della tifoseria rossonera.
Ci mancavano solo i lavori di ammodernamento dello Zaccheria ad acuire un distacco che, si spera, non abbia riflessi particolarmente negativi sulla prossima stagione che bussa alle porte. E nella quale i rossoneri di Delio Rossi bazzicheranno la città solo in occasione delle gare interne. Mentre per il resto della settimana saranno estranei al contesto e alle sue dinamiche. Un entusiasmo destinato ad annacquarsi, almeno in avvio. Anche se poi come sempre saranno i risultati a fare la differenza.
Così però ha voluto patron Nicola Canonico, indispettito dal trattamento ricevuto dall’amministrazione comunale per il mancato utilizzo di Croci Nord, e che per via del restyling in corso allo Zac si vedrà costretto a rinunciare anche alla campagna-abbonamenti, che nel quadriennio della sua gestione ha portato linfa vitale nelle casse societarie.
Difficile fare previsioni su quanti sottoscrittori avrebbero risposto alla chiamata del club senza l’inghippo dell’impianto di viale Ofanto. Ma è certo che i 4mila abbonati che in media hanno risposto presente nelle ultime stagioni avrebbero fatto molto comodo alle tasche di patron Canonico, soprattutto in un frangente come questo in cui si è deciso di resettare e di battere nuovi sentieri affidandosi alle dritte ed alle intuizioni di un tecnico navigato come Rossi.
Nel frattempo però Canonico ha già messo le mani avanti anticipando che senza il sostegno degli sponsor non è disposto a rimetterci come negli anni precedenti: “Dobbiamo, nostro malgrado, rinunciare alla campagna-abbonamenti - ha detto l’ex presidente il 24 luglio scorso nel giorno del raduno a Trinitapoli -. Il settore ospiti sarà inibito per le prime due - tre giornate, poi toccherà alla Curva Nord e agli altri settori”.
Sarà una annata “scomoda” in tutti i sensi, nella quale a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i tifosi. Che, a prescindere, sono sempre al fianco della loro squadra del cuore. Se tutto però andrà per il verso giusto, nel girone di ritorno in casa Foggia non è detto che non si possa riaprire il capitolo abbonamenti: “L’Amministrazione si è impegnata a finire i lavori entro il 31 dicembre - ha aggiunto Canonico -, se sarà così se ne potrà riparlare nella seconda parte della stagione”.
Un danno ad ogni modo non di poco conto per la proprietà che, con l’affiancamento dell’amministrazione giudiziaria, sa di non avere la totale e piena autonomia nelle scelte gestionali.
Quel che è certo, è che il Foggia Calcio non parteciperà al bando per la concessione-ponte dello stadio comunale per il prossimo biennio: “Lo Zaccheria è una struttura datata - ha sottolineato il patron -. Il Foggia pagherà regolarmente per giocare le sue gare casalinghe, ma per il resto preferiamo non assumerci troppe responsabilità. Abbiamo sollevato un problema di natura tecnica sul manto erboso, abbiamo spiegato che non abbiamo nessun problema con l’Heraclea, e penso che le nostre ragioni siano state recepite dal Comune”.
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