Così è, se vi pare... il pari col Latina va in archivio portandosi dietro le inquietudini di Delio Rossi. Le sue parole lasciano il segno e pesano come macigni. Ora si comprende il motivo per cui il tecnico riminese spesso (e volentieri) si sottrae a microfoni e taccuini disertando la sala-stampa. Evita così di mettere il dito nella piaga e di sollevare questioni che inevitabilmente si tramutano in polveroni.
Il Foggia, nonostante tutto, alla fine si salverà garantisce Rossi che nel calcio è navigato e di tempeste ne ha attraversate tante. Ma quello che sta vivendo in questa sua terza parentesi in rossonero è ai confini con la realtà. Anche se sapeva a monte l’allenatore romagnolo che stava per avventurarsi in una stagione da montagne russe in cui ci sarebbe stato da stringere i denti. Ma tutto poteva immaginare tranne che di doversi barcamenare in così tanta improvvisazione. Sul piano organizzativo come su quello logistico. E non solo.
E’ sembrato rassegnato ad un certo punto il tecnico del Foggia venerdì sera, quando davanti alle telecamere ha ammesso che è inutile insistere nelle sue richieste “tanto ciò che chiedo puntualmente non lo ottengo”. E allora? Si va avanti alla giornata e si naviga a vista, solo il tempo dirà se le promesse che gli sono state fatte lo scorso 4 settembre nel faccia a faccia avuto con proprietà ed amministratore giudiziario saranno rispettate.
Per ora nessuna schiarita, tutto come prima, la squadra continua ad allenarsi a Trinitapoli fra qualche mugugno di troppo e qualche oggettiva difficoltà, a cominciare da uno staff sanitario che non garantirebbe una presenza costante agli allenamenti.
Con questi chiari di luna gli aspetti tecnici passano inevitabilmente in secondo piano, ed anche la prestazione con il Latina (che alla fine non ha fatto fare salti di gioia) lascia il tempo che trova rispetto allo stato d’animo di un allenatore che dopo soli due mesi al capezzale del Foggia ha capito che occorrerà munirsi di tanta pazienza per rimanere a galla.
“Le mie dimissioni? Quando ho deciso di tornare c’erano degli accordi sul mio ingaggio che sono stati disattesi. L’ho detto a Canonico prima della partita di Catania. facendogli notare che forse avrebbe avuto bisogno di un altro allenatore, perché io non ero in grado di reggere una situazione del genere. Lui mi ha chiesto di aspettare la conclusione del mercato prima di formalizzare le dimissioni. Poi però è intervenuta la Procura di Bari che mi ha fatto notare che tutto il progetto poggia sulle mie spalle...”.
Inevitabile a quel punto il dietrofront, ma i retroscena che Delio Rossi ha deciso di svelare fanno comunque riflettere. E di certo non faranno piacere al patron che siano venuti a galla proprio nel frangente in cui si sta cercando di trovare la quadra del cerchio.
Situazione che resta in divenire, anche se a questo punto ci sarebbe da chiedersi se il feeling fra proprietà e tecnico sia sempre saldo: “Se sono rimasto è soprattutto per quelli che hanno perso 6-0 a Catania - ha precisato Rossi -. Si sono sottoposti ad allenamenti doppi ogni giorno sotto un caldo infernale e facendo fronte a tanti sacrifici. So che restare mi costerà tanto, ma finché sarò quì darò sempre il massimo per questi colori che amo. Mi auguro che le criticità strada facendo vengano superate, ma al momento non e ancora successo niente e non mi riferisco solo a questioni che chiamano in causa la società”.
E quì Rossi è andato giù duro: “Se non vengo messo nella condizione di allenare non posso incidere - ha tuonato -. Vi sembra normale che debba dividere lo Zaccheria, la casa del Foggia, con un’altra squadra? È normale che nessuno ci abbia messo a disposizione una struttura per gli allenamenti? Il Foggia è della gente, e di quelli che ci tengono. È come un figlio per cui esserci sempre quando le cose non vanno bene”.
Chiaro il riferimento all’amministrazione comunale che ha negato al club l’utilizzo a tempo pieno di Croci Nord, ed indirettamente all’Heraclea Candela col quale i rossoneri nel corso della stagione si alterneranno in occasione delle gare casalinghe.
Ne ha avuto per tutti i gusti, insomma...
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