Visione, umiltà, intelligenza e lungimiranza. Sono alcuni dei caratteri distintivi che contraddistinguono un direttore sportivo navigato come Elio Di Toro. Il ds dell’Audace Cerignola ha iniziato quest’anno la sua settima stagione consecutiva dietro la scrivania gialloblù, con l’intenzione di proseguire il percorso virtuoso intrapreso nel ‘19. E se il Cerignola oggi è una bella realtà nell’agguerrito girone C di Serie C, il merito è anche e soprattutto suo. Da Tascone ad Achik, passando per i vari Dorval, D’Ausilio, Capomaggio e Romano: queste alcune delle preziose scoperte del direttore sportivo abruzzese, valorizzate appieno da un’Audace che ha saputo prendersi la scena in campo e fuori, tra risultati sportivi e sostenibilità economica. Diventando ormai una consolidata realtà del calcio meridionale.
Che si appresta domani a vedere nuovamente contrapposte in Capitanata l’Audace Cerignola e il Foggia, in un derby molto sentito sul quale si è soffermato Di Toro: dalle sensazioni pre-gara agli obiettivi stagionali, passando per un giudizio sull’avversario, il rapporto tra le due tifoserie e un pizzico di passato. “Sarà una gara speciale e dal sapore particolare - dice -. Si affrontano due squadre che hanno fatto quasi lo stesso cammino in classifica, mi auguro sia una sfida che possa in qualche modo dare dei segnali di rispetto reciproco e di sportività”.
Il ds ofantino vede un certo equilibrio delle forze in campo, e svela quella che è la sua personale ricetta per fetta: “Bisognerà correre e lottare. Lo dico domenica per domenica. Dobbiamo essere uniti e determinati, il resto è solo una conseguenza”. Guai però a sottovalutare questo Foggia, che è squadra attrezzata, organizzata e guidata da un autentico maestro: “Loro hanno un organico importante - prosegue -, e ritengo che stiano facendo bene. Sarà una partita difficile, anche perché possono far leva su un allenatore come Delio Rossi, che personalmente mi ha in segnato tanto dal punto di vista del gioco, lo ricordo come un educatore”.
Elio Di Toro, infatti, è stato allievo dell’attuale allenatore del Foggia ai tempi di Pescara nella stagione ‘95/96. Ricordi che fanno parte del passato e che non può non esser citato anche in relazione agli ultimi derby di Capitanata andati in onda e a quella che è stata la sua esperienza in rossonero: “Le partite col Foggia son state tutte sempre particolari, e le emozioni non sono mai mancate - aggiunge -. Mi son rimaste impresse le due partite playoff del ‘23, davvero indimenticabili. Di Foggia ho bei ricordi, sia da calciatore che da responsabile del settore giovanile ai tempi dei fratelli Sannella. È una città che mi ha adottato come calciatore e che mi ha regalato soddisfazioni importanti assieme a tante emozioni. Si tratta di un ambiente speciale che ti tira fuori tutto quello che hai dentro”.
Infine, un cenno alla trasferta ancora una volta vietata ai tifosi rossoneri: Di Toro regala un messaggio che non può di certo lasciare indifferenti: “È un peccato non vedere i tifosi in trasferta. Si è innescato ormai un meccanismo dove tutto diventa difficile. In questo momento storico credo che tra le due tifoserie ci sia un grandissimo rispetto e devo dire che probabilmente la scomparsa recente di 4 ultras abbia contribuito tanto ad unirle. Quei ragazzi hanno spezzato il cuore di tutti e hanno lasciato alle loro spalle tanta tristezza. In questa partita ci potevano essere le condizioni per riportare a galla il loro ricordo alla presenza sia dei tifosi rossoneri che gialloblù. Sarebbe stato un segnale importante. Rispettiamo in ogni caso le decisioni, anche perché noi parliamo con il cuore, ma poi ci sono precise responsabilità da parte di chi è deputato all’ordine pubblico”.
(di Antonio Palladino)
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