Il pari della… discordia. Che non soddisfa tutti i palati, ma che almeno ha interrotto l’emorragia di sconfitte al Monterisi. E posto anche un argine ad una egemonia degli ofantini che cominciava a farsi preoccupante. Il Foggia negli ultimi 4 precedenti da Cerignola era sempre tornato a capo chino, vittima di una superiorità dell’avversario netta ed inequivocabile. Probabilmente sarebbe finita così anche sabato scorso se nelle file dell’Audace Cuppone ed Emmausso non avessero avuto le polveri bagnate sottomisura graziando in almeno tre circostanze Borbei. Che alla fine, e contro ogni previsione, è stato il grande protagonista di giornata, riscattando così qualche peccato di gioventù evidenziato nelle precedenti uscite.
Morale: il derby di Capitanata va in archivio senza l’emozione del gol, che per gli ofantini in casa coi cugini era diventata una piacevolissima abitudine. Ma ciò che fa più specie è che al termine dei 100’ del Monterisi, il Cerignola non sembra essere più quel blocco monolitico che nelle ultime annate ha fatto un sol boccone dei rossoneri.
Il Foggia last-minute che è reduce da un’estate travagliata e che solo da una ventina di giorni ha cominciato a prendere le sembianze di una squadra è ancora in ritardo e resta tutto da scoprire. Ma con l’ardore e l’ardire dei suoi giovani almeno per ora sopperisce sul piano della tenuta atletica e della consistenza tecnica a formazioni che per condizione e spessore tecnico sono di una spanna superiore.
Delio Rossi, dunque, può essere più che soddisfatto dell’atteggiamento dei suoi, e lo stesso tecnico riminese non ha avuto difficoltà ad evidenziarlo nel post-gara del Monterisi. Il gruppo lo segue ed i progressi sul campo si vedono, ma i limiti restano e qualche correttivo si rende necessario ed imprescindibile per non rendere vano il lavoro che il suo allenatore sta portando avanti con grande dedizione.
Inutile ripetere che la batteria degli attaccanti a disposizione non è all’altezza per reggere l’urto di un campionato lungo e dispendioso come quello di C: la coppia per ora scelta da Rossi è leggerina e senza peso specifico, Bevilacqua sembra un pesce fuor d’acqua, encomiabile per sacrificio ma evanescente in zona-tiro; ne paga le conseguenze il collega di reparto D’Amico che è sicuramente più intraprendente e scafato per la categoria. Ma che non avendo una spalla adeguata, finisce anch’egli con lo smarrirsi a gara in corso.
Qualcosina in più di entrambi nel derby hanno fatto intravedere i subentrati Sylla e Fossati, soprattutto il primo sul piano fisico si è fatto sentire in campo ed ha fatto a sportellate con gli avversari. Ma siamo ancora nel campo delle buone intenzioni, lì davanti il Foggia segna col contagocce e si nota pochissimo in zona-gol. A Cerignola le sporadiche conclusioni sono arrivate da Garofalo e Rizzo, e dalla distanza da Petermann. Per il resto buio assoluto.
Si aspetta quanto prima di vedere all’opera anche Ilicic, il croato giunto alla corte di Rossi sul filo del gong del mercato. Ma anche l’ultimo arrivato non sembra avere il fiuto del gol, e al Foggia per dormire sonni tranquilli servirebbe viceversa un attaccante da doppia cifra. Che purtroppo non ha e che non può inventarsi.
Note decisamente più positive per difesa e centrocampo, reparti che paiono abbastanza bene assortiti anche numericamente soprattutto nelle prime scelte. Anche se adesso lo stop di Castorri (resterà fermo ai box per tre settimane per una distorsione alla caviglia) apre una falla in mezzo al campo: dopodomani si torna in campo nel turno infrasettimanale casalingo con la Casertana, Byar dovrebbe essere il suo naturale sostituto. Ma bisognerà vedere in che condizioni il marocchino rientrerà dal raduno con l’Under 20 della sua nazionale. L’ex Bologna non è ancora al meglio, ed allora potrebbe toccare ad Oliva, che ha appena esordito sabato scorso nel derby.
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