Foggia Calcio, minacce abbandono di Rossi sortiscono effetto: il Tribunale convoca la Sindaca per Croci Nord

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La notizia doveva rimanere secretata. In attesa di sviluppi e dell’esito dei prossimi incontri già calendarizzati. Ma il lancio Ansa giunto giovedì in seconda serata ha precorso i tempi portando a galla un altro fronte che il Tribunale di Bari, di concerto con l’amministratore giudiziario prof. Chionna, ha aperto. Anche per dare risposte concrete alle sollecitazioni di Delio Rossi, che lo scorso 5 settembre aveva minacciato di dimettersi se non si fosse posto un argine, e in fretta, ad alcuni aspetti logistici ed organizzativi che stanno intralciando il suo operato.

“ll tema dell’utilizzo del campo ‘Rinaldi-Croci Nord’ di Foggia, chiesto dal Foggia Calcio al Comune per permettere alla squadra di allenarsi in città, è finito oggi (giovedì, ndr) davanti ai giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bari. La società rossonera è in amministrazione giudiziaria da maggio, a causa delle minacce mafiose subite negli anni scorsi dal presidente Nicola Canonico, dai dirigenti e dai calciatori, e da quest’estate si allena in un centro sportivo di Trinitapoli (Barletta-Andria-Trani), a circa 60 chilometri dalla città. Ad agosto il club aveva chiesto al Comune di poter utilizzare i campi del ‘Croci Nord’ per gli allenamenti, ma le richieste sono state finora respinte. Per questo, le parti ne hanno discusso in Tribunale alla presenza della sindaca, Maria Aida Episcopo, del presidente Nicola Canonico (avvocato Michele Laforgia), dell’amministratore giudiziario Vincenzo Chionna e del procuratore di Bari, Roberto Rossi. La vicenda, in ogni caso, non è stata risolta”. Così l’Ansa, che in anteprima ha reso noti i termini del vertice.  

Con le parti che si sono aggiornate con l’impegno di venirsi reciprocamente incontro: la retromarcia su Trinitapoli e la richiesta di tornare ad allenarsi in città, parte evidentemente da Delio Rossi, che in questo arco temporale di due mesi nel corso dei quali il Foggia ha gravitato sul comunale della Bat, ha dovuto fronteggiare non pochi problemi di natura organizzativa che hanno investito il gruppo squadra: a cominciare dagli orari degli allenamenti che presuppongono tempi più dilatati per consentire allo staff di supporto di raggiungere il centro ofantino per tempo, per finire alla sistemazione logistica dei singoli che per ovvie ragioni alloggiano nel circondario della Bat. 

Disfunzioni non di poco conto, che a monte probabilmente sono state sottovalutate e che con il trascorrere delle settimane hanno creato qualche imbarazzo di troppo nel gruppo.

Così Rossi ha rotto gli indugi ed è venuto allo scoperto, lui in primis ha chiesto di tornare a Foggia e respirare l’aria di casa. E mettere nella condizione i suoi ragazzi di vivere in sede la quotidianità e di percepire così anche la vicinanza dei tifosi. Che per quanto siano sul piede di guerra per il caro-biglietti e stiano disertando lo Zaccheria, comunque a più riprese hanno  mostrato di gradire l’atteggiamento con il quale il gruppo sta affrontando la nuova stagione. 

La presenza della Sindaca a Bari, accompagnata per l’occasione dall’assessore allo Sport Di Molfetta, è servita nello specifico a verificare il sostegno dell’amministrazione comunale al progetto di legalità intrapreso da maggio scorso con l’avvento della amministrazione giudiziaria e, più in particolare, per strappare l’ok ad utilizzare  il polivalente Croci Nord venendo così incontro alle istanze della prima squadra.

Come si ricorderà, infatti, non più tardi di un paio di settimane fa era stato lo stesso Nicola Canonico a ribadire che “a fronte della richiesta ufficiale di poter usufruire della struttura per gli allenamenti giornalieri non solo al mattino, ci sarebbe anche l’esigenza di farsi carico di tutta l’attività giovanile, con sette squadre che gravitano attorno al pianeta Foggia Calcio che hanno necessità di trovare una struttura adeguata di riferimento”.

E qui la vicenda si fa spinosa, e per l’amministrazione comunale non sarà agevole trovare la quadra del cerchio senza dover incorrere negli strali delle tante società dilettantistiche locali che rischiano di esser penalizzate, e che vedono nella struttura un’ancora di salvezza alla quale aggrapparsi nel mare magnum della penuria di impianti sul territorio. 

Ricordiamo che il campo di calcio Croci Nord, con annessa tribuna, spogliatoi, depositi, locali tecnici per gli  impianti e locale primo soccorso, avrebbe dovuto essere inaugurato a settembre e dunque a quest’ora essere già nella disponibilità della collettività. Ma i soliti ritardi burocratici legati all’agibilità ne hanno fatto slittare il varo ufficiale. 

Il Foggia adesso conta entro ottobre di riportare il suo quartier generale in città e di mettersi definitivamente alle spalle un periodo in cui sono stati compiuti grandi sacrifici. Senza battere ciglio.

La disponibilità di Croci Nord sarebbe la panacea di tutti i mali, ed eviterebbe a Garofalo e soci di peregrinare su strutture alternative in loco ed in provincia. Ma serve verificare se sarà possibile trovare una soluzione che salvi capra e cavoli. Facile a dirsi, molto meno a farsi.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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