Sette punti in nove gare di campionato sono un indizio che non promette nulla di buono. Il misero bottino racimolato dal Foggia dopo un quarto di stagione non può che portare ad un epilogo praticamente scontato; i playout e quindi il coinvolgimento diretto nella lotta per non retrocedere. Con tutte le complicazioni che inevitabilmente si porta dietro un eventuale spareggio per la sopravvivenza. Nel terzo il millennio in C il Foggia attuale è fra i peggiori di sempre, al pari di quelli edizione ‘05-06 e ‘09-10 che per rendimento (punti ottenuti in gare giocate) eguagliano la squadra di Delio Rossi. Che da domenica sera è scivolata al quart’ultimo posto, e che potrebbe diventare solitaria detentrice di un record di cui andare tutt’altro che fieri se sabato prossimo nella proibitiva trasferta di Casarano dovesse incappare in un ulteriore passo falso. Al Foggia della stagione in corso sono vicini anche le formazioni di tre stagioni fa (8 punti in 9 incontri) e quello scorso (9). A conferma dunque di quanto nel complesso sia stata insoddisfacente ad oggi la gestione-Canonico. Che in particolare nell’ultimo biennio è stata oltremodo deficitaria. Viaggiare a questa media, inferiore addirittura al punto a gara (0,77), è premonitrice di una annata da montagne russe, ed i due precedenti ai quali si è fatto riferimento lo confermano. Quindici anni fa, nella stagione ‘09-10, il Foggia targato Pecchia-Porta molto presto si ritrovò nelle risaie della bassa classifica: il club viveva un momento particolarmente tribolato, gli 8 soci che detenevano le sorti del calcio locale stavano cominciando a smobilitare e la squadra che venne allestita in quella balorda stagione risentì della crisi che si stava insinuando a livello societario. Gruppo giovane ed inesperto quello assemblato dal ds Fusco, che aveva nel cileno Mario Salgado la sua stella di prima grandezza.
Insufficiente però a tenere a galla una formazione che pure ebbe un avvio discreto in campionato pareggiando prima al debutto a Verona (0-0), e poi in casa col Giulianova (1-1), prima di fare sua l’intera posta in palio ad Andria (0-1), e di pareggiare ancora in casa col Lanciano. Quindi la serie di 4 sconfitte di fila con Ternana (4-1), Ravenna (1-2), Real Marcianise (1-3) e Cosenza (4-0) che fecero precipitare la situazione, mettendo sulla graticola l’area tecnica. Lo 0-0 interno col Taranto ed il successivo raid (3-4) di Reggio Emilia con la Reggiana (con tripletta da antologia di Salgado, ndr) rinsaldarono la posizione del tandem Pecchia-Porta, che sarebbe rimasto in sella fino al successivo 17 gennaio, quando lo 0-2 casalingo con l’Andria costò ad entrambi l’esonero. Sarebbe toccato a Guido Ugolotti (e ad un mercato di riparazione congruo) risollevare le sorti del Foggia. Che ad un certo punto della stagione intravide concreta la possibilità di tagliare il traguardo della salvezza senza passare attraverso i playout. Ma poi l’inciampo finale con la Spal (0-3) dell’ultimo turno costrinse i rossoneri agli spareggi. Il guizzo dell’argentino Caraccio sui titoli di coda nel return-match col Pescina, quando ormai tutto sembrava perso, eviterà l’onta della prima retrocessione sul campo in D della storia rossonera. Qualcosa di molto simile accadde anche nella stagione ‘05-06, la prima con al vertice Tullio Capobianco & co. ed il ds Peppino Pavone nella stanza dei bottoni. Il Foggia del nuovo corso che riproponeva Massimo Morgia in panchina avrà una partenza ad handicap: tre sconfitte di fila nell’ordine con Juve Stabia (1-0), Sangiovannese (0-2) e Martina (3-1), che precederanno il pari dello Zaccheria con il Frosinone (1-1) e la successiva vittoria interna sul Pisa (2-0). Prima del nuovo ko esterno di Perugia (2-1) e del pareggio col Grosseto (1-1) che segnerà anche l’epilogo dell’avventura di Morgia a Foggia. Seguirà il breve interregno di Giorgio Rumignani che frutterà tre pari di fila rispettivamente a Pistoia (0-0), a Lanciano (1-1) e in casa nel derby col Manfredonia (0-0). Solo col terzo cambio in panchina, però, il Foggia riuscirà a risollevarsi, e grazie all’avvento di Silvano Fiorucci sarà centrato il 13° posto finale.
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