Foggia, si cambia: Rossi si copre le spalle e torna al 3-5-2. Alle viste c’è la proibitiva trasferta di Casarano

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Si cambia ancora. Più per necessità che per intima convinzione. Il recupero pressoché certo di Castorri in mezzo al campo e la forza d’urto di un avversario come il Casarano che vanta il miglior attacco del girone, potrebbero portare consiglio a Delio Rossi, che non è escluso possa sabato prossimo optare per un atteggiamento più prudente. Rispolverando il 3-5-2 che nelle due ultime gare era andato in naftalina a favore del 3-4-2-1 figlio dell’emergenza e delle caratteristiche degli effettivi a disposizione in organico. La variante sul tema, non a caso, è stata dettata dai tanti infortuni e dalla penuria di uomini nello scacchiere rossonero in grado di supportare un sistema di gioco che richiede precisi interpreti. Contro il Crotone sabato scorso il tecnico riminese a centrocampo aveva solo 5 opzioni possibili (Garofalo, Oliva, Pazienza, Agnelli e Pellegrino), e se si pensa che di questi il solo Garofalo possa vantare alle spalle campionati di C, si può comprendere in quali oggettive difficoltà si ritrovi ad operare lo staff tecnico. Che con gli uomini contati ed un ventaglio di soluzioni risicatissimo non può far fronte all’emergenza. E deve quindi letteralmente “inventarsi” soluzioni che poi non sempre si rivelano efficaci. Come accaduto sabato scorso, quando proprio in mezzo al campo il Foggia ha finito col consegnarsi all’avversario. Il rientro probabilissimo di Castorri, in questo senso, è manna che scende dal cielo, ed anche se il giovane interno giunto in estate in prestito dal Cesena non può essere al meglio della condizione, se non altro può consentire a Delio Rossi di tornare a proporre la linea a 5 di centrocampo, dando spazio al suo fianco anche ad Oliva e Garofalo. Anche se non è escluso l’utilizzo dal 1’ di Pazienza, considerato che Oliva e Castorri per caratteristiche si somigliano molto e in campo rischiano di pestarsi i piedi e di rendere farraginoso il reparto.

Il nuovo stop di Valietti, che col Crotone ha accusato il riacutizzarsi di un fastidio muscolare, riapre invece le porte della prima squadra a Morelli sull’out di destra, mentre sul versante opposto come quinto di sinistra Panico per ora è un punto fermo. Il ritorno ad un 3-5-2 più elastico che dovrebbe garantire anche maggiore equilibrio alla squadra, ripropone il ricorso alle due punte. E saranno con ogni probabilità D’Amico e Sylla a comporre il tandem offensivo che era e rimane il tallone di Achille del Foggia. Che con i suoi 5 gol all’attivo ha fatto meglio solo del Siracusa, fanalino di coda. L’attacco rossonero resta di una sterilità disarmante (3 reti nelle ultime 5) e dietro i potenziali titolari, è ormai acclarato che né Bevilacqua (fin troppo acerbo per la categoria) che Ilicic (anch’egli leggerino negli ultimi 30 metri) non hanno particolare confidenza con il gol. Mentre il tedesco Winkelmann, giunto per completare quello che in partenza avrebbe dovuto essere il tridente che invece non ha mai trovato pratica attuazione, fatica ad esprimersi in un modulo diverso dal 4-3-3, e sia schierato da sottopunta che da quinto, non riesce a trovare la giusta collocazione in campo. Infine il capitolo portiere: Rossi continua ad insistere con Borbei, probabilmente anche perché il Foggia nel corso di questa stagione ha deciso di fare minutaggio, e quindi nell’undici di partenza gli under devono trovare stabilmente posto. Ma il numero uno rumeno continua ad esprimersi a corrente alternata, e dopo essere risultato decisivo a Caravaggio contro l’Atalanta U23 con tre interventi salva-risultato, contro il Crotone è incappato in un paio di grossolani errori che in qualche misura hanno orientato il risultato finale. Sabato prossimo a Casarano potrebbe registrarsi l’avvicendamento con Perucchini, che nel frattempo dovrebbe aver concluso il suo periodo di ambientamento ed aver raggiunto una condizione di forma accettabile. E quindi essere pronto a scendere in campo dal 1’. In un Foggia votato alla linea verde, qualche giocatore di comprovata esperienza non può che tornare utile. E questo, Rossi in primis, lo sa perfettamente.

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