Foggia Calcio, guarda Gallo e Marchionni dove sono: rossoneri arrancano, 2 ex fanno faville a Vicenza e Ravenna

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Fabio Gallo anziché Marco Marchionni. Avrebbero potuto fare le fortune del Foggia, fosse dipeso da loro. E invece dopo non essere stati valorizzati per come avrebbero meritato, oggi fanno le fortune di Vicenza e Ravenna. Il primo, dopo la cavalcata con la Virtus Entella della scorsa stagione che è valsa la promozione in B, nel girone A di serie C coi veneti veleggia in testa alla classifica a 25 punti ancora imbattuto (8 vittorie ed un pari), con 4 lunghezze di vantaggio sul Lecco; anche l’altro nel girone B è primo a 24 punti in condominio con l’Arezzo, in sella ad una squadra che ha condotto egli stesso in terza serie direttamente dai dilettanti. Il tutto avviene mentre a Foggia un certo Delio Rossi, non un tecnico qualunque, arranca nel tentativo di dare un’anima ad una squadra dai mezzi tecnici assai limitati. Ed è destinata a lottare fino in fondo per conservare la categoria. 

Marchionni, Gallo (ed ora Rossi) sono le facce di una stessa medaglia che raccontano la recente storia di un club che non ha fatto nulla per trattenere due tecnici vincenti che, se adeguatamente supportati, avrebbero portato sicuramente il Foggia fuori dalla condizione di anonimato che ora la sta avvolgendo. 

Le loro storie in rossonero sono tristemente note: Marco Marchionni arriva a Foggia 5 anni fa, nell’estate del ‘20, dopo un tourbillon sulla panchina rossonera che vede in un paio di mesi avvicendarsi prima Eziolino Capuano e poi Enzo Maiuri. Rappresenta una felice intuizione del dg Ninni Corda che punta dritto sul vice di Silvio Baldini (oggi ct dell’U21, ndr), alla Carrarese. La scelta si rivela vincente: il Foggia che è stato appena ripescato in Lega Pro e che in piena emergenza Covid-19 deve fare i conti anche con le risicate risorse economiche della gestione-Felleca, dopo una partenza al rallenty riesce a risalire la china e a centrare addirittura i playoff. 

E’ una squadra sbarazzina quella di Marchionni,  che fa leva su buone individualità come Fumagalli, Curcio, Vitale, D’Andrea, Del Prete, Garofalo, Rocca e Balde, i  rossoneri nel primo turno a sorpresa elimineranno il Catania (battuto 1-3 in casa sua), prima di arrendersi al Bari di Auteri al San Nicola. Marchionni si sarebbe guadagnato a furor di popolo la riconferma in panchina, non ci fossero state di mezzo sempre le intricate vicende societarie che portano prima all’ingresso al vertice del club dell’imprenditrice sarda Maria Assunta Pintus. E poi all’avvento di Nicola Canonico. 

Che ha altri progetti per il Foggia, vuole presentarsi col colpo ad effetto-Zeman, e dunque dà il benservito a Marchionni. Al quale non resterà che prendere atto della decisione della proprietà. Uscirà in punta di piedi l’ex centrocampista di Juve e Parma: “Non voglio polemizzare, ma ognuno è libero di prendere le proprie decisioni. Ci sta che la nuova società abbia idee diverse. Riportare Zeman a Foggia credo sia un atto importante anche per la città, va bene così. Ho allenato un gruppo che ha fatto cose inimmaginabili. E il mio ringraziamento va a loro, si era creato qualcosa di magico con chi ha giocato e con chi ha lavorato dietro le quinte. Un pezzo di me rimarrà sempre a Foggia. Come prima esperienza, trovare un ambiente del genere, mi porta soltanto a dire grazie a tutti”.

Fabio Gallo a Foggia, invece, è stata una invenzione del ds protempore Matteo Lauriola. Chiamato al capezzale del Foggia dopo una partenza-horror. Chiamato ad avvicendare Boscaglia, Gallo condurrà il Foggia dal penultimo gradino al quarto posto. Prima di congedarsi in un mattino di febbraio. 

Stressato dal rapporto divenuto insostenibile con la proprietà: “Sono stato paragonato a Schettino, bisogna pesare le parole”, dirà nel giorno del commiato in risposta ad alcuni apprezzamenti fatti dal patron -. Ho deciso di andar via per la mancanza di presupposti, non mi sono dimesso per motivi economici. Prima della trasferta di Pescara ho saputo dal mio agente che avrei rischiato l’esonero in caso di sconfitta. E di lì per tutte le gare a venire. Solo a Potenza sono stato esonerato, altrove no. Questa storia viene fuori perché Gallo è l’unico allenatore che Canonico non ha scelto, quindi non ne conosceva la sua storia. Sono andato a fare il collaboratore in Azerbaijan , ho messo i cinesini con grande dignità. Per me è stato un onore essere scelto da un grande allenatore come De Biasi. Ingerenze? Non  nego di averne avute in questi mesi, mi hanno chiesto di alcune scelte anticipandomi che il presidente mi avrebbe chiamato per dirmi le stesse cose. Io ho risposto che sono l’allenatore, e ogni decisione tecnico-tattica è solo di mia competenza”.

Da Foggia Marchionni e Gallo sono andati via quasi con le lacrime agli occhi: a vederli oggi dove sono si prova tanta nostalgia. Oltre ad un senso di rabbia. Provate ad indovinare perchè?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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