A breve potrebbe esserci un campione del mondo nelle file del Foggia. Se lunedì prossimo il Marocco nella finale iridata U20 in corso di svolgimento in Cile dovesse infatti piegare anche la resistenza dell’Argentina, Naim Byar si fregerebbe di un titolo che solo un mese fa pareva distante anni luce. Ma gli impavidi africani contro ogni previsione si stanno facendo largo a suon di vittorie oltreoceano, ed ora c’è un intero paese che intende trascinarli verso l’impresa storica.
Un piccolo motivo di orgoglio per il Foggia e per Delio Rossi in un momento della stagione assai complicato che non promette nulla di buono e nel quale il tecnico riminese ha dovuto rinunciare ad un giocatore che gli avrebbe fatto particolarmente comodo per fronteggiare l’emergenza.
Intanto la selezione guidata da Mohamed Ouahbi mercoledì notte è volata in finale dopo una partita incredibile contro la Francia, segnata da una scelta mai vista prima: in campo sono scesi tutti e tre i portieri del Marocco. Il match si è chiuso sull’1-1 dopo 120’ combattuti.
Il primo estremo difensore, Yanis Benchaouch Marty, era stato costretto a uscire per infortunio nel secondo tempo, con la gara ancora in equilibrio. Nei supplementari, in vista della lotteria dei rigori, il CT marocchino ha deciso di giocarsi una mossa audace: inserire Abdelhakim El Mesbahi, il terzo portiere, specialista dai tiri dal dischetto. La scelta si è rivelata profetica.
El Mesbahi è diventato l’eroe della serata neutralizzando il rigore decisivo di Djyilian N'Guessan, dopo che Gady Beyuku aveva colpito il palo per la Francia e Byar aveva fatto centro dal dischetto. Al pari di El Bahraoui, Boumassaoudi, Zabiri, e El Haddad, chiudendo la serie sul 5-4.
Con questo successo, il Marocco scrive una pagina di storia e conquista per la prima volta la finale del Mondiale Under 20 contro l’Argentina, vittoriosa 1-0 sulla Colombia grazie al gol di Mateo Silvetti.
Dell’impresa degli africani di parlerà a lungo, come delle scelte del ct marocchino che curiosamente per conquistare la finalissima ha dovuto ricorrere a tutti e tre i suoi portieri: il titolare Yanis Benchaouch si è difatti infortunato al 64°, costringendo l’ingresso di Ibrahim Gomis, che ha difeso i pali fino agli ultimi minuti dei supplementari. Poi, con il risultato ancora in parità, l’allenatore ha giocato la carta più rischiosa: ha mandato in campo Abdelhakim El Mesbahi, il terzo portiere, specialista nel neutralizzare i rigori.
El Mesbahi è diventato così in pochi minuti l’eroe del Marocco. Entrato a due minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, ha affrontato la serie dal dischetto con una piccola “arma segreta”: un foglietto dove aveva annotato nomi, direzioni e abitudini dei rigoristi francesi.
Quando Djylian N’Guessan si è presentato sul dischetto per il tiro decisivo, Mesbahi ha consultato rapidamente gli appunti, intuendo la direzione: si è tuffato sulla destra e ha respinto il pallone che ha consegnato al Marocco la vittoria e un posto nella storia.
Con questa impresa, la squadra di Ouahbi vola per la prima volta in finale del Mondiale Under 20, dove sfiderà l’Argentina. Una partita che resterà negli annali non solo per il risultato, ma per l’audacia, la preparazione e la freddezza di un portiere che in pochi minuti è diventato leggenda.
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