Foggia Calcio nel cul-de-sac, penultimo posto grida vendetta: inizia ad aleggiare lo spettro retrocessione

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Stallo totale in casa Foggia. Con il club (e l’amministrazione giudiziaria) che provano a divincolarsi in quello che è diventato un vero e proprio ginepraio. E con Delio Rossi che non sa più a quale santo votarsi per uscire dall’impasse del momento che ha portato la squadra sull’orlo del baratro. Potesse, farebbe subito un passo indietro e si scrollerebbe di dosso volentieri il peso di responsabilità che ormai lo stanno zavorrando.

Vorrebbe, ma non può il tecnico riminese, l’ha promesso al Tribunale lo scorso settembre che non si sarebbe tirato indietro, il progetto è tutto incentrato attorno alla sua figura, un  eventuale suo disimpegno aprirebbe un’ulteriore falla in un club che sta vivendo uno dei momenti più difficili e travagliati della sua recente storia.

Senza Rossi, oltretutto, cadrebbe anche il castello (di sabbia) modellato in estate da Canonico. Che, non ci fosse stata di mezzo l’amministrazione giudiziaria, con ogni probabilità lo scorso giugno avrebbe staccato la spina. Come peraltro aveva garantito nello scorso marzo, quando preannunciò il proprio disimpegno. Complice anche la vicenda giudiziaria che è venuta a galla a maggio, e che sarebbe stata la causa scatenante di tutte le scelte dell’imprenditore di Paolo del Colle.

Ora però la situazione pare fuori controllo e sta debordando, adagiato sul penultimo gradino della classifica il Foggia non dà segnali di una qualunque reazione che lascino pensare ad una possibile ripresa in prospettiva.

Si è infilato in un cul de sac, un vicolo cieco dal quale non si capisce bene come ne potrà venire fuori: da un lato Rossi, obtorto collo, deve andare avanti perché a monte i patti pare fossero chiari, dall’altra l’amministrazione giudiziaria deve tutelare il club, e Nicola Canonico non ha altra scelta che proseguire in quello che è diventato un proprio e vero stillicidio. 

A meno che il patron, che da qualche tempo comincia a manifestare qualche malumore di troppo nei riguardi del suo allenatore, non decida di sua sponte di dettare la svolta sul piano tecnico, e di procedere ad un esonero che però sul piano economico non sarebbe proprio una passeggiata di salute.

Canonico dovrebbe infatti onorare gli impegni contrattuali col tecnico romagnolo e con il suo staff, e poi procedere all’assunzione di un nuovo allenatore e dei relativi collaboratori. Sempre ammesso che ci sia chi si renda disponibile a venire a Foggia in una situazione che se non è compromessa, è comunque fortemente deficitaria.

Un bel rompicapo, insomma, che comporta valutazioni a tutto tondo che poi inevitabilmente avranno riflessi sulla stagione dei rossoneri. Che a Potenza hanno infilato il terzo ko consecutivo fra campionato e Coppa e che ancora una volta  per evidenti limiti strutturali non sono stati in grado di contrastare adeguatamente l’avversario.

Un refrain che sta diventando regola nella tormentata stagione del Foggia che, per quanto rinvigorito dai rientri di Rizzo in difesa, Byar in mezzo al campo e di Ilicic a tempo pieno, a parte il primo quarto d’ora del match, poi è stato sempre in balia del Potenza. Che non poteva sperare in avversario più arrendevole per risolvere la propria crisi. Un altro pomeriggio da incubo, insomma, che conferma la sensazione che ci si stia avviando verso l’eclissi totale.

Di questo passo si rischia lo sfinimento, nel senso che in uno scenario ristagnante come quello attuale si corre concretamente il rischio entro la fine dell’anno di ritrovarsi staccati in classifica. E di rendere dunque impalpabili quegli interventi che a gennaio si rendono imprescindibili sul mercato per dare un’anima ad una squadra che va lentamente spegnendosi. 

“Dobbiamo restare uniti: spetta a me trovare la chiave giusta per restituire fiducia e coraggio a questo gruppo”, ha detto Rossi nel post-disfatta di Potenza -. I ragazzi si impegnano, ma dobbiamo crescere nella gestione dei momenti difficili.  Adesso sembra tutto negativo, ma non posso criticare chi dà tutto ogni giorno. La squadra combatte, ma è in difficoltà. Parlare di mercato non serve: dobbiamo pensare al prossimo allenamento, non alla prossima partita”. Sarà pure così, ma come la spieghi al tifoso questa preoccupante involuzione, con la prospettiva di ritrovarsi addirittura in D il prossimo anno?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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