Prima o poi doveva succedere. Meglio che sia successo, allora, con una big come il Cosenza. Una iniezione di autostima di inimmaginabile valore per il Foggia, che ha così ritrovato i 3 punti allo Zaccheria dopo tre mesi, nella domenica più difficile. Successo sofferto e all’ultimo respiro, che se non altro ha consentito ai rossoneri di abbandonare quell’ultima scomoda poltrona in classifica. Ma per il resto c’è poco da salvare, perché ai punti si sarebbe imposto (e largamente) il Cosenza. Che senza quei due rigori maldestramente calciati da Garritano, con ogni probabilità avrebbe portato via l’intera posta in palio.
Meglio così per il Foggia di Enrico Barilari, che con l’onestà che lo contraddistingue nel post-gara ha ammesso come la vittoria dei suoi sia stata agevolata da una buona dose di fortuna: “Contento per il risultato, meno per il gioco - la sua analisi -. Diciamo che ci è andata bene. Sul piano del palleggio abbiamo fatto molto meglio a Trapani nella ripresa, eppure lì abbiamo perso. Col Cosenza non ci è riuscito molto, eppure portiamo a casa la vittoria”.
Stranezze del calcio, che si intrecciano anche con una congiuntura astrale che domenica sera era tutta dalla parte del Foggia. E di Barilari e del suo Fattore C, che stavolta ha premiato la formazione meno meritevole.
Era però troppo importante andare a punti in una sfida come questa, anche il punto per come si era messa ad un certo punto avrebbe fatto comodo e morale. Figurarsi invece quanto possa giovare sul piano del morale la zampata in zona Cesarini di Winkelmann, arrivata all’ultimo respiro, quando sul match stavano ormai scorrendo i titoli di coda.
Con le unghie e con i denti il Foggia ha così trovato la forza per reagire alle ultime avversità e per dare un segnale di vitalità che serve a tenere vivo un gruppo che adesso sulle ali dell’entusiasmo potrà andarsi a giocare la sfida salvezza di Siracusa di sabato prossimo con uno spirito diverso. Ma è chiaro che si tratta solo di un piccolo passo in avanti. E che la strada per raggiungere la salvezza resta tutta in salita.
Il terzo cin-cin stagionale deve servire da sprone a non mollare, ma non deve diventare il pretesto per credere che questo successo possa rappresentare la panacea di tutti i mali. Pensando erroneamente che avendo battuto una delle migliori formazioni del girone, si sia nella condizione di giocarsela con tutti. Sarebbe un errore imperdonabile: viceversa gli ultimi 90’ non devono far perdere di vista i limiti di una squadra che erano e rimangono evidenti.
Lo ha riconosciuto implicitamente lo stesso Barilari, che adesso si aspetta segnali concreti dal mercato di riparazione: “Spero che i profili che abbiamo nel mirino accettino di venire da noi per quanto la situazione non sia delle più semplici - ha evidenziato-. Viceversa vireremo su altri obiettivi”.
Una riflessione che conferma quanto il tecnico ligure in primis abbia voglia ed intenzione di migliorare la qualità dell’organico che si ritrova fra le mani. Possibilmente senza attendere fine gennaio, quando sarebbe troppo tardi per incidere su un gruppo che, perlomeno, adesso qualche punto fermo comincia ad averlo: a cominciare da super-Perucchini, un portiere affidabile in grado di dare sicurezza al reparto, per proseguire con Buttaro e Rizzo, passando per Garofalo, Oliva e D’Amico. In attesa di recuperare anche Petermann e Castorri, due pedine fondamentali nello scacchiere di Barilari. Tutto il resto è contorno, o quasi.
Ecco perché servirà da subito mettersi al lavoro per individuare almeno altri 3-4 profili che diano sostanza al gruppo, e che consentano al tecnico ligure di avere qualche freccia in più a disposizione nel suo arco. Se poi il Fattore C di quì a gennaio si ricorderà del Foggia e gli darà una mano per restare attaccato al treno salvezza, tanto di guadagnato.
Vorrà dire che poi nella seconda parte di stagione ci sarà spazio e tempo per rimediare agli errori a ripetizione commessi la scorsa estate.
Quando fra ritardi e rifiuti, è stato assemblato un Foggia a scartamento ridotto.
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