Il viaggio che può riaccendere la fiammella della speranza inizia oggi di buonora, attorno alle 9.30, coi rossoneri che si son dati appuntamento a Trinitapoli dove è fissato il raduno prima del lungo trasferimento in pullman a Siracusa: in tutto 675 chilometri da percorrere e 9 ore abbondanti da affrontare tutte d’un fiato, pausa-pranzo a parte. Non è una delle trasferte più lunghe via terra del Foggia alle quali ci ha abituati la gestione-Canonico, l’anno scorso per raggiungere Biella per la gara contro la Juventus Next Gen,i rossoneri si sorbirono fra andata e ritorno oltre 1700 chilometri, per 18 ore abbondanti di percorrenza.
Ma è quantomeno singolare che alla vigilia di una sfida che è sicuramente la più delicata di questa prima fase di stagione, il club abbia deciso di sottoporre la squadra e lo staff ad una autentica faticaccia, oltretutto dopo aver annullato il volo che pure per tempo era stato bloccato con direzione Sicilia.
Misteriosi i motivi che hanno portato a rivisitare integralmente il programma della trasferta isolana, o forse no, nel senso che sembrerebbe che la proprietà dopo la scadente prestazione di Trapani, trasferta che il Foggia aveva affrontato in aereo, abbia in tutta fretta virato sulla soluzione-pullman. Attirandosi qualche comprensibile mugugno di troppo, alla luce dell’importanza che il match di domani riveste nell’economia del campionato del Foggia.
Anticipata di conseguenza a ieri mattina la rifinitura, in considerazione del fatto che la comitiva rossonera per tutta la giornata odierna sarà in viaggio. Con unica sosta-pranzo prevista verso Cosenza.
Resta sempre indigesto l’aereo a Nicola Canonico, che in questi 5 anni di permanenza a Foggia raramente l’ha fatto utilizzare alla squadra, si possono contare sul palmo di una mano le volte che è accaduto. “Se viaggiamo in aereo e perdiamo, come accaduto a Trapani, allora meglio muoversi in pullman ed invertire così il trend per raggiungere Siracusa”, avrà giustificato in questo modo la sua decisione Canonico al tecnico, che non vuole tralasciare alcun particolare dopo il successo all’ultimo respiro col Cosenza, e che spera adesso di allungare la sua striscia positiva e di avviare la risalita in classifica.
L’ex presidente ieri era a Trinitapoli per assistere all’ultimo allenamento settimanale prima della partenza, non sarà al seguito della squadra domani, e così ha inteso incontrarla direttamente sul campo per spronarla alla vigilia di una sfida che il Foggia non può permettersi di perdere. Era disteso e sorridente il patron, che ha anche rassicurato tutti sulla prossima scadenza del 16 dicembre (pagamento degli stipendi settembre-ottobre e dei contributi fiscali e previdenziali, ndr) che sarà onorata senza problemi: un modo come un altro per tenere sulla corda il gruppo e far pesare la sua presenza.
Visita di cortesia che non sarà di certo dispiaciuta ai rossoneri ed al loro allenatore che dopo l’exploit con il Cosenza di domenica scorsa, non disdegnerebbe il bis per mettersi alle spalle un periodo-no. Ma domani non sarà semplice riuscire nell’impresa, perché l’avversario è tignoso, e ci vorrà il miglior Foggia per uscire indenne dal De Simone.
A trovare spazio stamattina in pullman sono stati in 22, praticamente gli stessi convocati per l’ultima gara di campionato, fatta eccezione per lo squalificato Buttaro. Assenti ancora Petermann e Castorri, Barilari avrà modo e spazio durante il lungo viaggio di meditare sulle scelte e stabilire se sarà il caso o meno di apportare qualche variante non tanto nel sistema di gioco quanto negli interpreti.
Dovrebbe toccare a Morelli avvicendare Buttaro in difesa, anche se non è da scartare l’opzione Staver, che resta in piedi soprattutto se Barilari dovesse decidere di coprirsi ancor più le spalle ricorrendo ad un difensore puro che per caratteristiche non è abituato a spingere sulle fasce com’è solito fare invece Morelli.
E’ ballottaggio inoltre in mediana fra Pazienza e Pellegrino, anche se il primo sembra partire in leggero vantaggio dopo la buona prestazione col Cosenza, mentre per il resto dovrebbe scendere in campo lo stesso undici vittorioso domenica scorsa.
Formazione che vince non si tocca, non si dice così?
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