Foggia Calcio, girone d’andata ai minimi storici: le pagelle dei promossi e bocciati al giro di boa

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La sconfitta allo stadio Arechi di Salerno nell’ultima giornata chiude ufficialmente uno dei peggiori gironi di andata della storia recente del Foggia. Se si guarda al ‘25, si può affermare senza tema di smentita che, quello appena archiviato, sia stato il più negativo del terzo millennio. Appena 7 vittorie complessive, otto se si considera anche la più pesante e significativa: quella allo Zaccheria contro il Messina nella finale di ritorno dei playout. 

Nonostante qualche segnale incoraggiante arrivato nelle ultime settimane con l’avvento del nuovo tecnico Enrico Barilari, il Foggia chiude la prima metà del campionato con soli 18 punti. Numeri che parlano da soli: 4 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte. 

Un ruolino che riporta i rossoneri sotto la media di un punto a partita, evento mai verificatosi nell’ultimo decennio, da quando la Serie C è tornata a 20 squadre. Così male neppure nella scorsa stagione, segnata dall’estromissione di Taranto e Turris e dalla conseguente riscrittura della classifica. 

Il girone di andata può essere idealmente diviso in due fasi: la prima, affidata a Delio Rossi, racchiude 12 gare e si è chiusa con appena 10 punti raccolti, per una media di 0,83 punti a partita. La seconda, con in sella Enrico Barilari, mostra un leggero cambio di passo: 8 punti in 7 partite, per una media di 1,14. Non abbastanza per risalire la classifica, ma sufficiente per intravedere qualche spiraglio di ripartenza. 

La maggior parte dei punti il Foggia li ha conquistati allo Zaccheria: 3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. Un rendimento altalenante, accompagnato da un dato che fa riflettere e che parla di appena 459 spettatori presenti sugli spalti. Un numero che racconta più di tante analisi il distacco crescente tra la società e la piazza. Eppure, i rossoneri non perdono in casa da tre partite, un piccolo segnale incoraggiante. 

Il Foggia ha chiuso il girone di andata con soli 15 gol segnati, peggio ha fatto soltanto il Latina. I gol subìti, invece, sono 31: un dato pesante, anche se Giugliano (35) e Picerno (37) hanno fatto peggio. Con Barilari qualcosa si è mosso: 8 reti realizzate, di cui 7 nelle ultime quattro gare, un trend che lascia almeno qualche speranza in vista della ripresa di gennaio. 

I numeri fanno rabbrividire i tifosi: si tratta del peggior girone d’andata dell’era Canonico, dopo il piccolo dramma sportivo della scorsa stagione. Ma soprattutto, a Foggia non si respirava un clima così cupo dal campionato ‘09/10 – escludendo i fallimenti societari – quando i rossoneri chiusero l’andata a 19 punti e il torneo al 15° posto, salvandosi poi solo grazie ai playout contro il Pescina. 

Da quando l’imprenditore di Palo del Colle è alla guida del club, il Foggia aveva sempre superato quota 20 punti al giro di boa. Anche l’anno scorso, senza le cancellazioni di Taranto e Turris, i punti sarebbero stati 24. 

Il miglior girone d’andata con l’attuale proprietà resta quello con Zdenek Zeman in panchina: 32 punti (diventati 29 dopo l’esclusione del Catania). Quel Foggia, trascinato dal tridente Merola–Ferrante–Curcio, segnò 30 gol e ne subì 20. 

Nell’anno della finale playoff persa contro il Lecco, la squadra di Fabio Gallo chiuse l’andata a 27 punti, dopo un avvio complicato con Boscaglia. Guardando ancora più indietro, nel pre-Canonico, spicca il capolavoro del Foggia di Giovanni Stroppa nella stagione della promozione in Serie B: 37 punti nelle prime 19 giornate, frutto di 10 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte, con 30 gol fatti e 17 subiti. 

In un contesto così complicato, le pagelle di metà stagione fotografano una squadra che ha faticato in ogni reparto. 

Tra i pali Borbei merita un 6 pieno per aver evitato guai peggiori nei momenti più delicati, mentre Perucchini, salito in cattedra con l’arrivo di Barilari, si guadagna un 6,5 grazie all’esperienza e alla sicurezza mostrate come in occasione del rigore parato contro il Cosenza. 

In difesa spicca Buttaro, da 6,5 per letture pulite e iniziative efficaci nelle ripartenze; Morelli raggiunge la sufficienza grazie ai due gol, anche se il rendimento recente è calato. Sufficiente anche Panico, più convincente da terzino sinistro. Sotto la sufficienza Rizzo, Valietti, Olivieri e Staver, con quest’ultimo penalizzato però dall’infortunio. 

A centrocampo pesa l’assenza di un leader come Petermann, Garofalo è il faro della squadra: voto 7, doppietta e carisma che giustificano la fascia al braccio. Il foggiano Pazienza merita 6,5: giovane, ordinato, già maturo. Oliva porta continuità e duttilità, da 6 pieno. Castorri, talento purtroppo frenato dagli infortuni, si prende un 7 per quanto mostrato fino a quando non si è infortunato. Rimandati Byar e Agnelli, entrambi giovani con qualità interessanti. Winkelmann, a metà tra centrocampo e attacco, sfiora il 7 grazie alle ultime prestazioni. 

Davanti, D’Amico è la nota più lieta: voto 7, tre gol e fiuto da attaccante vero. Sylla non va oltre il 5,5: qualche buona giocata, ma troppo poco. Bevilacqua e Fossati si fermano al 6, con margini di crescita ancora evidenti. 

In panchina Delio Rossi paga un avvio disastroso e non va oltre il 5. Barilari, invece, porta idee, ordine e una squadra più viva: 6,5 meritato. 

Il quadro complessivo resta negativo, ma i segnali delle ultime settimane indicano che il Foggia è in ripresa. Ora serve trasformare i progressi in punti: il margine d’errore al giro di boa sarà minimo.
(Gianni Gliatta - l’Attacco)

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