Allo Squitieri di Sarno il Manfredonia esce con un pareggio che ha il sapore dell’occasione persa. Un 1-1 che muove la classifica ma non la scuote, che conserva ma non rilancia, che racconta di una squadra capace di reagire ma ancora prigioniera di quelle distrazioni che, in un campionato come la Serie D, fanno la differenza e finiscono con il condizionare prestazioni che meriterebbero ben altro esito.
In una gara che sapeva tanto di scontro diretto, i sipontini avevano bisogno di uno scatto, di un segnale forte. Ne esce invece una prestazione double-face: generosa, intensa, ma punita da un errore grave e salvata solo dalla qualità offensiva nel momento di massima pressione.
Il primo tempo si apre con un Manfredonia intraprendente, propositivo, capace di manovrare con ordine. Babaj e Hernaiz dialogano con buona fluidità, mentre Jallow prova a rompere gli equilibri sull’out destro. Al 16’ proprio Babaj chiama Petrone alla deviazione, preludio a una fase di pressione culminata con il colpo di testa di Biagioni, di poco a lato.
La Sarnese, però, cresce col passare dei minuti, affidandosi alla vivacità di Felleca e Addessi: Brahja è chiamato a un paio di interventi puntuali, fino al palo colpito da Bezzon che fa tremare la retroguardia sipontina.
La ripresa si apre con il peccato originale della gara: al 12’ un disimpegno superficiale spalanca la porta a Felleca, che non perdona e firma il vantaggio campano. È l’ennesima dimostrazione di come, a questo livello, l’errore individuale abbia un peso specifico devastante.
Il Manfredonia, però, non si disunisce: alza il baricentro, cambia volto con l’ingresso di Urain, Balba e Cicerelli, e inizia una fase di assedio metodico. La pressione produce frutti al 28’: Babaj pennella un cross dalla destra, Urain lo aggancia in area con tempismo e freddezza, battendo Petrone che vale l’1-1. È il momento migliore dei sipontini, che continuano a spingere con De Luca e Jallow sulle corsie, sfiorando il raddoppio con uno scambio stretto tra Urain e Jallow e con una ripartenza fulminea guidata da Balba.
La Sarnese risponde con la potenza di Rajkovic, neutralizzata da un prodigioso Brahja, prima dell’ultima fiammata di Rondinella, il cui fendente al 44’ termina di poco alto.
Alla fine, il pareggio fotografa una partita equilibrata, ma non appaga nessuno. Per il Manfredonia resta il rammarico per un’occasione mancata e la consapevolezza che, in un campionato che sta prendendo forma, ogni distrazione costa caro. Eppure, nella reazione dopo lo svantaggio, nella qualità delle trame offensive e nella personalità mostrata in casa di una diretta concorrente, si intravede ancora una squadra viva, capace di pensarsi oltre il presente.
Il pareggio di Sarno sa di bivio: o il Manfredonia imparerà a coniugare ardore e rigore, oppure continuerà a restare sospeso in quella terra di mezzo dove il potenziale non basta a fare classifica. E il campionato, impietoso, non aspetta nessuno.
(Foto: L. Melcarne)
SARNESE-MANFREDONIA 1-1
MARCATORI: 12' st F. Felleca (S), 28' st E. Urain Aird (M)
SARNESE 1926: A. Petrone, G. La Monica, A. Bezzon, M. Rajkovic, F. Felleca, A. Bottalico, A. Barone, G. Galeotafiore, T. Mazzei, S. Addessi, F. Malvestuto.
A disposizione: L. Pizzella, D. Solaro, S. Velasquez, G. Carotenuto, A. Puca, C. Foggia, P. Santarpia, S. Lombardo, N. Tiberti
All: Campilongo Salvatore
MANFREDONIA CALCIO 1932: T. Brahja, G. Ceparano, D. Babaj, L. Hernaiz Daschner, F. Nobile, V. Di Maso, G. Carullo, L. Biagioni, G. Rondinella, L. Jallow, M. Spinelli
A disposizione: L. De Simone, U. De Luca, B. Cicerelli, M. Giacobbe, E. Urain Aird, D. Balba, A. Esposito, P. Capogna, M. Scoccola
All: Pezzella Luigi
Arbitro: L. Meta;
Assistenti: S. Brandimarte, M. Leli;
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).