La retrocessione scatenerà uno tsunami. Le cui proporzioni saranno quantificabili solo fra qualche tempo, quando le acque saranno meno agitate. Il salto nel buio della D, in attesa dei possibili scenari che da qui alla prossima metà di luglio potrebbero prendere forma con l’opzione riammissione (o ripescaggio) che sicuramente il Foggia cavalcherà, inciderà sui futuri assetti del club. Che in questi giorni si sta leccando le ferite per un risultato sportivo devastante che a livello d’immagine ha procurato e procurerà notevoli danni, ma che sottotraccia ha già iniziato a tracciare le linee programmatiche per il futuro.
Da dove ripartire? E, soprattutto, con chi? Se lo stanno cominciando a chiedere Gennaro Casillo e Giuseppe ed Antonio De Vitto, la triade che è al timone del club dallo scorso gennaio, e che in campo per il Foggia ha già investito ingenti capitali finalizzati a rilevare il club e alla gestione ordinaria.
L’uscita di scena definitiva della Fondazione La Capitanata per lo Sport (sembrerebbe ormai prossimo anche il disimpegno per il settore giovanile, ndr), che nella primissima fase era stata in prima linea al fianco della proprietà subentrante orientandone anche le scelte iniziali, inaugura una nuova fase in senso alla governance rossonera. Chiamata ora ad individuare le figure manageriali di riferimento alle quali sarà affidato il gravoso compito del rilancio. Non prima però di aver verificato se esistano o meno, le condizioni per l’allargamento della base societaria, una idea che non è stata mai del tutto abbandonata, e che ritorna d’attualità adesso che a bocce ferme c’è spazio e tempo per sondare eventuali appetiti. I tre soci non hanno mai nascosto la volontà di voler aprire a nuovi possibili ingressi, ed anche le recenti esternazioni del presidente di Camera di Commercio di Foggia Pino Di Carlo che da queste colonne ha auspicato new-entries, lasciano supporre che dietro le quinte si stia lavorando in questa direzione.
La recente presenza a Foggia in occasione delle due ultime gare casalinghe di campionato con Siracusa e Salernitana dell’ex presidente Roberto Felleca, col quale sarebbero in corso contatti per verificarne eventuali disponibilità a rientrare nei futuri asset societari, conferma che qualcosa sottotraccia si sta muovendo. L’imprenditore sardo, com’è noto, si è detto pronto a rimettersi in gioco nel calcio dopo un periodo di esilio, e la soluzione Foggia lo intrigherebbe parecchio dopo che da queste parti sotto la sua presidenza nel ‘20 si è consumato il ritorno dei rossoneri fra i professionisti. Felleca però sembrerebbe intenzionato a subentrare (rilevando anche parte delle quote) solo se investito in prima persona della supervisione della sfera tecnica, condizione imprescindibile perché la trattativa decolli e giunga a conclusione. Ed è proprio attorno a questa specifica richiesta che le parti starebbero ragionando ormai da qualche settimana per trovare un possibile punto d’incontro.
Difficile ipotizzare quali potranno essere gli sviluppi della vicenda anche perché, com’è noto, a monte Casillo e De Vitto al momento del loro ingresso nel Foggia avrebbero raggiunto un accordo di massima con il ds dell’Audace Cerignola Elio Di Toro, in procinto di concludere la sua fortunata parentesi con gli ofantini dopo 7 anni di grandi successi. L’ex rossonero, che ai tempi della gestione dei fratelli Sannella ha già gravitato nell’orbita Foggia nei panni di responsabile del settore giovanile, è l’uomo che Casillo e i De Vitto avrebbero scelto quale referente del progetto tecnico. Di Toro in questa prima fase di trapasso gestionale è stato alla finestra ed ha rimandato ogni decisione a fine stagione, dopo cioè che il Cerignola avrà concluso il suo percorso nei playoff e che il club passerà definitivamente di mano. Ma adesso che il Foggia è precipitato in D una domanda sorge spontanea: la sua candidatura resta sempre salda e in piedi? Le sirene per il dirigente abruzzese ovviamente non mancano, a farsi avanti nelle ultime ore ci sarebbe soprattutto il Casarano che ha progetti ambiziosi per il futuro: Di Toro, evidentemente, non potrà temporeggiare a lungo e sarà chiamato a sciogliere la riserva a stretto giro.
Accettasse l’incarico ancor prima di sapere in quale categoria si ritroverà il Foggia a metà luglio, a seguirlo nella sua avventura-tris in Capitanata (visto che in passato ha anche indossato la maglia rossonera da calciatore) sarebbe con ogni probabilità anche Gianni Francavilla. Per il quale, così come per Di Toro, si tratterebbe di un gradito ritorno dopo gli ultimi anni trascorsi dietro la scrivania con l’Audace.
Francavilla sembrerebbe destinato a ricoprire la carica di direttore amministrativo con ampie deleghe, e ritroverebbe così quello che nel suo lungo girovagare lungo lo Stivale, è stato il suo primo amore. Di Toro e Francavilla, comunque, non sono gli unici nomi che circolano in questi giorni in cui in casa Foggia si prova a delineare un primo orizzonte: c’è, ad esempio, un altro foggiano doc in lizza per la carica di direttore sportivo, e si tratterebbe di Daniele Delli Carri, che dopo la fortunata parentesi di calciatore (Torino, Genoa e Fiorentina le tappe più significative della sua carriera), si è affermato anche nei panni di dirigente. A Trieste la sua ultima esperienza professionale, conclusasi anticipatamente nel luglio ‘25. Delli Carri, che pare sia attenzionato anche dal Bari, conosce l’ambiente e tornerebbe con entusiasmo nella città che gli ha dato i natali, e dove nel ‘07 prima di appendere le scarpe al chiodo ha collezionato 5 presenze in C con Campilongo in panchina. Candidatura, quest’ultima, che i vertici societari starebbero valutando con attenzione fra le possibili opzioni a disposizione.
C’è poi una pista che sa più di fantasia che di interesse concreto, e che porta direttamente al nome di Giorgio Perinetti, attualmente direttore generale all’Athletic Club Palermo in Serie D. Perinetti non ha bisogno di presentazioni, a parlare sono i suoi trascorsi: dirigente navigato e di grande esperienza sarebbe un semplice outsider, non è detto però che alla fine non possa rientrare nel lotto dei papabili, soprattutto nel caso in cui si optasse per una figura di alto profilo alla quale affidare il compito di riorganizzare dalla base il club. Già, perché poi al di là degli obiettivi che il Foggia si porrà a breve e medio termine, a viale Ofanto occorre un’accurata operazione di lifting a tutto tondo.
Con l’inserimento di quelle figure apicali che al momento non figurano nell’organigramma societario e che hanno difettato in questi primi mesi di gestione del nuovo corso. Provocando qualche corto circuito di troppo che ha avuto inevitabili riflessi negativi nella stagione dei rossoneri a livello di risultati. Dopo aver individuato nel commercialista Giuseppe Martino l’amministratore unico, ed aver affidato all’avvocato Roberto De Rossi il ruolo di responsabile legale e Compliance, figura strategica che assicurerà la conformità dell'azienda alle leggi vigenti, ai regolamenti di settore e alle procedure interne, adesso urge chiudere per dg e ds. Passaggio obbligato per una rifondazione che si rende indifferibile.
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