Dopo De Vito, anche Longo fa un passo indietro e sceglie di accasarsi al Catania. Il Foggia incassa così un altro rifiuto e, a questo punto, due indizi iniziano a fare una prova. Cosa si nasconde dietro questi “no” in serie? Difficile capire come stiano realmente le cose, anche se qualche sospetto inizia legittimamente ad insinuarsi. Ma fino fino a quando il club non deciderà di fare chiarezza e svelare i piani per il futuro, ogni ipotesi può continuare a trovare terreno fertile in un frangente in cui il Foggia, è oggettivamente penalizzato.
La questione della riammissione c’entra, e rappresenta sicuramente un freno alla programmazione. Ma probabilmente c’è anche dell’altro a rallentare una ripartenza che dopo la retrocessione senza conseguenze in D adesso fa terribilmente fatica a decollare.
Luglio bussa alle porte, e il Foggia si ritrova ancora senza direttore sportivo e tecnico: Enzo De Vito pareva prossimo alla firma e pronto a colmare la casella del ds, ma il dirigente irpino dopo aver dato il suo assenso di massima ha poi fatto dietrofront per timore, si sussurra, di doversi muovere all’ombra del dt Peppino Pavone. Che al momento è l’unico riferimento sul piano tecnico del club, pur avendo il dirigente barlettano un raggio d’azione circoscritto.
Diverso il caso di Emilio Longo che, sembrerebbe, alla fine abbia preferito fare retromarcia perché non convinto dalla bontà del progetto. Si parla di richieste avanzate sul fronte dell’organico da assemblare che il Foggia non sarebbe stato in grado di soddisfare. E di qui il ripensamento di Longo, che alla fine ha ceduto alle lusinghe del Catania, pronto a sottoscrivere un lauto biennale, seppure con l’obbligo di vincere. Quanto al trattamento riservato al Foggia, l’allenatore salernitano comunque non ne esce immacolato: una parola a volte vale più di una firma, e l’improvvisa inversione ad U si porta legittimamente dietro qualche strascico polemico.
Al momento, senza direttore sportivo e senza allenatore, il Foggia continua a muoversi in una fase di stallo che comincia a preoccupare. Nelle ultime ore sono emersi tre nomi per la panchina: si parla con insistenza soprattutto di Coppitelli ed Auteri, due profili che lascerebbero intendere che in C il Foggia non vuol essere di passaggio.
C’è poi Bruno Caneo, reduce da una stagione di inattività, ma sulle cui capacità di gestire un gruppo c’è davvero poco da obiettare. In lizza però ci sarebbe anche Giuseppe Raffaele, in cerca di riscatto dopo la sfortunata parentesi con la Salernitana e la cui candidatura comincia a farsi largo prepotente. Sarà con ogni probabilità da uno di loro che ripartirà il nuovo corso rossonero che accusa un momento di stallo. Dopo questi rifiuti, quale sarà la prossima mossa del Foggia?
La società in questo frangente è chiamata a dimostrare di avere le idee chiare e un progetto credibile per invertire una tendenza che, almeno finora, ha portato soltanto porte chiuse. Nella settimana che va a cominciare bisognerà stringere i tempi e trovare la quadra sul piano tecnico: le alternative non mancano e sembrano peraltro tutte percorribili, anche se a questo punto sarà bene concentrarsi su un nome solo e portarne a casa la firma.
Oggi, intanto, potrebbe essere la giornata giusta per stringere i contatti con Raffaele, un nome che alla fine potrebbe mettere tutti d’accordo: il tecnico di Pozzo di Gotto è reduce da una annata controversa con la Salernitana, ma di recente nella vicina Cerignola è andato ad un passo dalla clamorosa promozione in B. E’ un profilo al quale negli anni scorsi il Foggia ha già pensato. E che sembra avere il carisma giusto per misurarsi in una piazza che ha bisogno di certezze, dopo l’ultima stagione contraddittoria che si è lasciata alle spalle solo macerie.
Sarà finalmente la volta buona?
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