Vieste, il singolare senso della giustizia dell’(ex) assessore Tano Paglialonga (e Alessandro Corso)

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Un’inchiesta per concussione scaturita da registrazioni effettuate per mesi da un assessore comunale. Una concessione demaniale finita al centro di un contenzioso amministrativo e poi revocata in autotutela. Una storia privata che irrompe nella vita pubblica. Sono questi gli ingredienti che vengono messi in fila per raccontare la vicenda che vede indagati il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace e il dirigente comunale Vincenzo Ragno. Così però l’intera storia rischia di essere narrata in modo troppo semplice, tralasciando il  contesto in cui tutto accade: il comune di Vieste, con il suo rapporto complicato con l’abusivismo edilizio, fenomeno che negli ultimi anni l’amministrazione Nobiletti ha cercato di contrastare con una linea particolarmente rigida. A questo proposito, ci sono una serie di elementi che meritano di essere osservati con attenzione, perché restituiscono una vicenda che appare molto più articolata di quanto lasci intendere il semplice titolo di reato. Secondo la ricostruzione accusatoria, ancora tutta da verificare, la concessione demaniale riconducibile all’imprenditore viestano Alessandro Corso (classe 1972), ex marito dell’assessora Starace, sarebbe stata oggetto di provvedimenti amministrativi adottati per ragioni estranee all’interesse pubblico. Un’ipotesi che gli indagati respingono con decisione. A rendere ancora più delicato il quadro è il fatto che Corso risulti imputato in un procedimento per maltrattamenti aggravati nei confronti della ex moglie, processo in cui Starace è parte offesa. Anche in questo caso si tratta di un’ipotesi di reato, tuttavia la presenza di un rinvio a giudizio e di alcuni messaggi portati da Starace a conforto delle sue affermazioni, parrebbero avvalorare tale ipotesi”. Una posizione che ora viene richiamata dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il quale ha scelto la strada della prudenza nel commentare questa vicenda, consentendo all’assessora al turismo pugliese di mantenere il suo incarico e sottolineando come un’indagine rappresenti soltanto un’ipotesi di reato e non una condanna. Tra gli aspetti più singolari dell’intera vicenda c’è certamente quello delle registrazioni effettuate dall’ex assessore comunale Tano Paglialonga. È stato lui stesso a confermare di aver registrato conversazioni poi consegnate all’autorità giudiziaria. Audio che, secondo quanto emerso, sarebbero stati raccolti per un lungo periodo di tempo, a partire dall’estate del 2025. Paglialonga ha escluso di aver diffuso quel materiale ad altri soggetti e ha sostenuto di aver agito per senso di responsabilità istituzionale: “Mi sono semplicemente schierato dalla parte della legge”, ha dichiarato. Allo stesso tempo, ha chiarito un passaggio importante: “La denuncia non è partita da me”. L’ex assessore ha spiegato di essere stato inizialmente sentito come persona informata sui fatti. È proprio questo uno degli elementi che continuano ad alimentare interrogativi. Non è chiaro, infatti, se l’attività di registrazione sia stata suggerita o coordinata dagli investigatori oppure se si sia trattato di un’iniziativa autonoma di Paglialonga, successivamente messa a disposizione della Procura. Su questo punto nessuno dei protagonisti ha voluto sbilanciarsi. 

Un penalista viestano, interpellato sul piano generale, osserva come, quando le registrazioni vengono effettuate direttamente nell’ambito di attività investigative coordinate dalle forze dell’ordine, vengano spesso adottate modalità differenti, con strumenti predisposti dagli stessi investigatori e monitoraggi contestuali. Circostanza che renderebbe plausibile l’ipotesi di una scelta autonoma dell’ex assessore. Si tratta, tuttavia, di valutazioni tecniche che non consentono conclusioni definitive. 

Tornando agli indagati, la loro strategia difensiva sembrerebbe svolgersi sul piano degli accertamenti amministrativi. Negli ultimi anni il Comune di Vieste ha infatti avviato una politica particolarmente incisiva sul fronte della repressione degli abusi edilizi e delle occupazioni del demanio, nel corso della quale ordinanze di demolizione, sgomberi, acquisizioni al patrimonio comunale e sospensioni di procedimenti sono diventati strumenti ordinari dell’azione amministrativa. 

Lo stesso Vincenzo Ragno, mesi fa, aveva illustrato a l’Attacco come l’ente avesse iniziato a destinare risorse specifiche alle demolizioni, arrivando a stanziare mediamente circa 250 mila euro all’anno. Un cambio di approccio che, secondo il dirigente, avrebbe contribuito a ridurre sensibilmente il fenomeno dell’abusivismo. Oggi Ragno evita di entrare nel merito dell’inchiesta, ma ribadisce la serenità rispetto al proprio operato. “Ho piena fiducia nella magistratura”, afferma. E aggiunge: “Fino a quando qualcuno non mi dirà che se c’è un abuso io non devo fare niente, che quando vengono occupate delle aree del demanio io non devo ordinare lo sgombero, continuerò a farlo. Diversamente compirei un’omissione”. Parole che rappresentano, di fatto, la sintesi della linea difensiva del dirigente comunale. 

Anche il caso specifico della concessione demaniale presenta aspetti che le difese ritengono significativi. La società Verdemare aveva infatti impugnato davanti al TAR una serie di provvedimenti amministrativi, tra cui verbali di sopralluogo e atti relativi alla concessione. Successivamente, il Comune di Vieste ha scelto di intervenire in autotutela, revocando gli atti contestati. Alla luce di tale decisione, il Tribunale amministrativo ha dichiarato cessata la materia del contendere. Un aspetto che, secondo i difensori, confermerebbe come l’attività amministrativa si sia svolta nell’ambito delle ordinarie dinamiche tra ente pubblico e concessionari. 

L’avvocato Alessandro Ciliberti, che assiste Vincenzo Ragno e fa parte del collegio difensivo di Nobiletti e Starace insieme all’avvocato Michele Vaira, ha dichiarato che: “le indagini confermeranno la correttezza e la legittimità dell’operato dei nostri assistiti, svoltosi nel solo rispetto della legge e nella parità di trattamento di tutti i cittadini e gli operatori”. I legali sostengono inoltre di disporre di “elementi difensivi inequivocabili” che saranno sottoposti alla Procura.

Resta ora da capire se gli inquirenti riterranno che, nel caso specifico, quelle prerogative amministrative siano state esercitate correttamente oppure se vi sia stato un utilizzo distorto del potere pubblico. È questo il perno dell’inchiesta, dove diritto penale e amministrativo si incontrano.

Riguardo il piano strettamente politico, non sembrano esserci conseguenze, almeno per il momento, sul ruolo dell’assessora regionale. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha infatti scelto di non procedere ad alcuna revoca dell’incarico, rinviando ogni valutazione all’evoluzione dell’inchiesta. “Chi ricopre un incarico pubblico è tenuto a uno standard più alto di quello della responsabilità penale. L’asticella non è il casellario giudiziale, ma la reputazione”, ha affermato Decaro, che ciò nonostante ha evidenziato come la vicenda presenti elementi di particolare complessità, intrecciando una delicata situazione familiare - denunciata alle autorità competenti - e un’indagine ancora nella fase delle ipotesi accusatorie. Per questo motivo ha spiegato di non voler assumere decisioni dettate dall’impulso, riservandosi di attendere ulteriori sviluppi investigativi prima di compiere eventuali valutazioni sul piano istituzionale. 

Una scelta che, nei fatti, consente a Starace di restare al proprio posto in giunta regionale, pur lasciando aperta la possibilità di future determinazioni qualora il quadro dovesse evolvere in maniera diversa. Sarà la magistratura a stabilire se ci si trovi davanti a un grave abuso oppure all’ennesimo capitolo di una lunga guerra personale finita  dentro le istituzioni. Per ora Vieste assiste a uno dei passaggi più delicati della sua recente storia politica, mentre sullo sfondo restano aperti interrogativi destinati a pesare non solo sul futuro giudiziario degli indagati, ma anche sugli assetti amministrativi e regionali dei prossimi mesi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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