Il Coordinamento Capitanata per la Pace ha inscenato ieri una manifestazione per rivolgere un appello al Prefetto di Foggia Grieco affinché si faccia interprete presso il Ministro degli Esteri Antonio Tajani della necessità di un intervento diplomatico immediato, forte e deciso per la liberazione con forza l'immediata liberazione di Dina Alberizia, originaria di Foggia, residente in Piemonte e essa stessa componente del Coordinamento provinciale Capitanata per la pace. Insieme a lei, si chiede il rilascio del molfettese Domenico Centrone e degli altri otto componenti del Global Sumud Land Convoy, bloccati in Libia dallo scorso 24 maggio.
La situazione dei cooperanti, degli attivisti e dei volontari bloccati o detenuti nel territorio libico desta profonda preoccupazione. Da ore cresce l’angoscia delle famiglie, degli amici e delle organizzazioni umanitarie che chiedono chiarezza sulle loro condizioni e il rispetto dei diritti fondamentali della persona.
Il convoglio, nato come iniziativa internazionale di solidarietà e cooperazione umanitaria, si inserisce in un contesto già estremamente fragile e segnato da tensioni geopolitiche, instabilità e violazioni dei diritti umani. “Proprio per questo motivo è indispensabile che la diplomazia italiana ed europea si attivi con urgenza per garantire l’incolumità e il rilascio di tutti i cittadini coinvolti” chiedono i pacifisti foggiani.
Il Consiglio regionale della Puglia ha già approvato all’unanimità, in data 9 giugno, una mozione che esprime preoccupazione per la sorte dei due attivisti e impegna il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo italiano perché promuova ogni azione utile a garantire il loro rapido ritorno a casa.
Ma non basta. È necessario che il Governo, attraverso il Ministero degli Esteri, intraprenda ogni iniziativa diplomatica utile per ottenere la liberazione immediata degli attivisti e garantire il loro rientro in sicurezza. Al presidio di ieri davanti alla Prefettura, c’era anche il fratello di Dina, Giuseppe Alberizia, che ha lanciato un appello accorato: “Dobbiamo essere uniti per riportarli a casa”.
L’iniziativa testimonia la determinazione della famiglia e della comunità nel chiedere alle istituzioni italiane un intervento diplomatico più forte e deciso.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).