Molto di più che un concerto o una sagra - ci tiene a ribadirlo il presidente dell’associazione R.O.D.I., Daniele Volpe. “Verso il Sud - Music & Food”, in programma sabato 27 giugno a Rodi Garganico, proverà a tenere insieme più cose: la musica popolare, il cibo, il paesaggio, il conservatorio e l’idea di un territorio che si racconta camminando. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, quest’anno cambia pelle e si allarga al cuore del paese. Il percorso partirà da piazza Garibaldi, attraverserà corso Teodoro Moretti e piazza Rovelli per concludersi su corso Giannone, affacciato sul mare e sul castello. Un itinerario che trasforma il centro urbano in un palcoscenico diffuso, dove il pubblico non resta fermo davanti a un palco ma segue la musica “La particolarità dell’evento è proprio questa - spiega Volpe a l’Attacco - Non c’è un concerto fisso. La musica e il pubblico si inseguono lungo il percorso... È un modo diverso di vivere il paese e di scoprirlo”. L’idea nasce alcuni anni fa dall’incontro tra due realtà che a uno sguardo distratto potrebbero sembrare distanti: la tradizione popolare garganica e il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, che proprio a Rodi ospita il suo distaccamento. Da qui la volontà di costruire un filo diretto tra il mondo accademico e quello popolare, portando la musica fuori dalle aule e dentro le strade. “Ci siamo resi conto di avere una ricchezza straordinaria che spesso diamo per scontata - riferisce Volpe -. Avere una sede del conservatorio in un paese come Rodi non è una cosa comune. Con questa manifestazione proviamo a far dialogare quella realtà con il territorio”.
Ad affiancare la musica ci sarà il cibo, concepito come parte integrante del racconto. Le piazze ospiteranno produttori, ristoratori e operatori del territorio con un percorso dedicato ai sapori del Gargano: oli, vini, formaggi, prodotti da forno e piatti della tradizione marinara e contadina. “Il nostro obiettivo non è soltanto portare gente per una sera - prosegue Volpe - bensì mostrare cosa offre questo territorio. Chi arriva deve poter ascoltare la nostra musica, assaggiare i nostri prodotti e capire perché vale la pena tornare”.
Una filosofia che punta a distinguersi dai grandi eventi estivi concentrati attorno ai concerti di richiamo. Qui il protagonista non è un singolo artista ma il territorio stesso, motivo per il quale la manifestazione coinvolge gruppi provenienti da diverse aree del Gargano e della Capitanata. Ci saranno i Samen & Selea, Li Chiar D’lun, I Cantori di Civitate, I Tarantolati, Li Spruvvist e le giovani danzatrici di Fronna L’mon, chiamate a rappresentare il legame tra le nuove generazioni e la tradizione popolare. “Non è una manifestazione soltanto rodiana - rimarca Volpe -. Coinvolge una parte importante del Gargano e nasce proprio con l’idea di creare sinergie. Oggi si parla molto di fare rete, spesso abusando dell’espressione. Però nel nostro caso è esattamente quello che stiamo cercando di fare”.
La novità più ammaliante dell’edizione 2026 arriverà quando la notte sembrerà finita. All’alba, in una location affacciata sul mare trasformata in una platea naturale, il maestro Gianni Iorio accompagnerà il sorgere del sole con le note del suo bandoneón. Un appuntamento nato grazie alla collaborazione con il Conservatorio e con il vicedirettore Mattia Mistrangelo, che gestisce la sezione rodiana. Gli spettatori assisteranno al concerto seduti sugli scalini naturali del sito, rivolti verso l’orizzonte mentre il sole emergerà dal mare.
“Sarà un momento molto particolare - conclude Volpe -. Volevamo che la manifestazione avesse una chiusura capace di lasciare un ricordo e non c’è niente di più bello che vedere nascere il giorno accompagnati dalla musica”. Una notte intera, dunque, da attraversare passo dopo passo, perdendosi fra tamburelli e bandoneón, sapori antichi e panorami sul mare. In quest’ottica il Sud assumerà i contorni di un modo di stare insieme, di “farsi territorio” anziché limitarsi ad esserlo.
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