Non ha deluso le altissime attese la messa in scena, ieri sera a Foggia, in una gremitissima piazza Cavour, dell'Andrea Chénier, il capolavoro del maestro Umberto Giordano. Per la conclusione della prima, straordinaria e riuscitissima edizione del GIO Festival, dedicato al compositore simbolo del capoluogo daunio, applausi ed entusiasmo autentico del pubblico di ogni età. Uno spettacolo dall'organizzazione complicatissima, che ha visto l'allestimento del Teatro alla Scala di Milano, la regia del grande regista napoletano Mario Martone, la direzione musicale della maestra foggiana Gianna Fratta, l'orchestra e il coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari. Un evento da tutto esaurito, cui hanno presenziato tra gli altri la sindaca Marida Episcopo, l'ormai ex assessora regionale al turismo Graziamaria Starace, i parlamentari Annamaria Fallucchi e Giorgio Lovecchio, numerosi eletti comunali a partire dalla presidente del consiglio Lia Azzarone. Ma è stata soprattutto la risposta della comunità, non solo cittadina, a confermare l'apprezzamento per l'imponente operazione culturale voluta dal presidente di Camera di commercio Pino Di Carlo, col supporto di Regione Puglia, Comune di Foggia, Provincia di Foggia e Puglia Culture.
Non a caso la domanda che subito tanti si pongono ora è quando ci sarà la seconda edizione del GIO Festival, che è stato pensato come biennale. Appuntamento dunque al 2028? Intanto gli organizzatori si godono il successo, che premia lo sforzo di chi - come il coordinatore della cabina di regia Carlo Dicesare e della segretaria generale dell'ente camerale Lorella Palladino, ha lavorato per molti mesi senza interruzione e dietro le quinte, in collaborazione con Università di Foggia, Conservatorio di musica Umberto Giordano, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Fondazione Apulia Felix onlus e Orchestra Suoni del Sud, Isnart. Il corale "bentornato a casa, maestro" è stato celebrato nella maniera più degna.
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