Cambia la proprietà di Rosso Gargano, la società consortile agricola per azioni con sede nella zona ASI di Foggia Incoronata. A rilevarla è l’abruzzese De Cecco, stando a quanto trapela dal mondo imprenditoriale locale. Rosso Gargano è un marchio molto noto in Capitanata. Dal conferimento di tanti agricoltori locali nascono prodotti di prima scelta, apprezzatissimi dagli amanti della buona tavola: pelati, pomodorini, cubettata, datterini, polpa fine, passata, doppio concentrato. L’indiscrezione relativa alla cessione di Rosso Gargano a De Cecco arriva inattesa e, in attesa dei particolari, suscita grande curiosità tra gli addetti ai lavori, che ipotizzano una buona offerta dietro la scelta della vendita. Il 2025 si è chiuso per Rosso Gargano con un utile di 4.557.000 euro, in netto miglioramento rispetto ai 3.671.000 euro del 2024; nel 2023 era invece stato pari a 6.134.000 euro. Il valore della produzione è costantemente aumentato nel corso dell’ultimo triennio: 75.845.000 euro nel 2023, 78.253.000 euro nel 2024 e 78.369.000 euro nel 2025. Idem i ricavi netti, passati dai 66.463.000 euro del 2023 ai 71.378.000 del 2024 fino a quota 83.487.000 euro dell’anno scorso. Numeri che confermano come sia stato condotto un ottimo lavoro, portando l’impresa in equilibrio e creando valore. Costituita nel 2005, Rosso Gargano ha avuto finora come amministratore Domenico Demaio, un capitale sociale pari a 6.890.900 euro, 514 addetti, 26 soci e titolari di diritti su azioni e quote, sette amministratori. La società è stata finora partecipata da Domenico Demaio per 1.082.556 euro, da Nazzareno Zerillo (vicepresidente cda) per 1.029.988 euro, da Luigi Mario Zerillo per 1.009.383 euro, da De.ma. dei F.lli de Matteo Vincenzo e Luigi società agricola per 889.572 euro, da Lucia Franca Scirpoli per 694.300 euro, da Nicola Linsalata per 573.473 euro, da Giovanni Andrea Demaio per 460.507 euro, da Il Vignale di Demaio e F.lli de Matteo società agricola per 317.919 euro, da Emanuele Linsalata per 209.728 euro, dalla società agricola F.lli Zerillo per 175.327 euro, da Mirko Vitobello per 150.000 euro, da Giuseppe Saraò per 149.880 euro, da Michele Parracino per 60.000 euro, da Giuseppe Stasi per 60.000 euro, da Maria Zerillo per 19.927 euro, da Gestioni agricole – società cooperativa agricola per 1.599 euro, da Giovanni Zerillo per 1.459 euro, da Nicola Zerillo per 1.459 euro, da Tenuta Ricci srl società agricola per 1.459 euro, da società agricola Zerillo bio per 400 euro, da Alesso Cianno per 372 euro, da Carme Zerillo per 372 euro, da Leonardo Iannantuono per 310 euro, da società semplice azienda agricola Facchino per 310 euro, da Agricola Torre Guiducci per 300 euro e da Demaio bio società semplice agricola per 300 euro.
Chi invece già da diversi anni era uscito dalla compagine sociale di Rosso Gargano è Giuseppe de Filippo, patron di Futuragri, presidente del Consorzio per la bonifica della Capitanata ed ex presidente di Coldiretti Foggia, dove è stato sostituito proprio da Mario de Matteo, attuale vertice dell’organizzazione agricola.
Finora Rosso Gargano è stata guidata principalmente dalle famiglie de Matteo e Demaio, da cui sono nati il Gruppo Herdonia e, per l’appunto, Rosso Gargano, una delle più grandi imprese di trasformazione del pomodoro del territorio; poi diverse imprese agricole, tra cui Il Vignale, le cantine e il frantoio Teanum e infine Wine Bar Teanum (enoteca, ristorante e punto vendita ufficiale Teanum).
“Noi lo definiamo un “ecosistema” poiché attraversa l’intera filiera produttiva, garantendo la tracciabilità e la qualità dei prodotti dalla terra alla tavola. Le tre farmacie agricole del Gruppo Herdonia forniscono i prodotti necessari a far crescere in salute le colture del Vignale, ovvero uno dei maggiori fornitori di uva e olive destinate a Teanum e dei pomodori utilizzati da Rosso Gargano. Infine, le verdure, i pomodori, l’olio e il vino vengono serviti nel ristorante di proprietà, Wine Bar Teanum”, spiegavano anni fa i soci ed amministratori Mario de Matteo e Andrea Demaio.
“Anche se molto diverse tra loro, Rosso Gargano e Teanum sono accomunate dalla presenza sul territorio foggiano e dalla scelta di utilizzare solo le materie prime prodotte dai soci fondatori. Inoltre, l’impresa agricola Il Vignale costituisce il primo “banco di prova” per i principali prodotti per la cura e la difesa delle colture, venduti all’interno delle farmacie agricole del Gruppo Herdonia. Una filosofia aziendale che applichiamo da sempre ad ogni attività, poiché per noi non c’è innovazione senza sperimentazione”.
Il Gruppo De Cecco non ha bisogno di presentazioni. Fondata da Filippo De Cecco nel 1886 a Fara San Martino, in provincia di Chieti, dove mantiene stabilimento e sede legale, è una realtà aziendale di grande successo attivo nel settore alimentare. In particolare si occupa di produrre paste alimentari secche, olio extravergine di oliva, sughi pronti e derivati del pomodoro. Nel 2025 il Gruppo De Cecco, terzo produttore mondiale di pasta, ha venduto circa 2,6 milioni di quintali di prodotti, con un traino dell'export pari al 58% dei volumi, mentre il mercato italiano rappresenta il 42% delle vendite complessive. Dati che trovano conferma in un fatturato in crescita: una stima prevede per il 2025 un valore che supererà i 680 milioni di euro. Sono circa 1.200 le persone impiegate, tra gli stabilimenti italiani e quelli esteri.
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