Per una mattina il confronto sull’aeroporto “Gino Lisa” è uscito dalle sedi istituzionali ed è entrato in redazione. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile, i rappresentanti dei comitati Vola Gino Lisa e Mondo Gino Lisa e il direttore de l’Attacco, Piero Paciello dando vita a un dibattito serrato che ha riportato al centro una domanda destinata a segnare il futuro della Capitanata: cosa serve davvero perché lo scalo di Foggia diventi un’infrastruttura stabile e competitiva? Il confronto, a tratti acceso, ha fatto emergere due letture differenti della stessa realtà.
Da una parte Vasile ha ribadito che Aeroporti di Puglia ha già garantito le risorse per aerostazione, piazzale e caserma dei Vigili del Fuoco, assicurando l’avvio dei cantieri tra settembre e ottobre e il completamento delle opere entro il 2027. Dall’altra i comitati hanno espresso la preoccupazione che il masterplan non sia sufficientemente ambizioso e che Foggia continui a rincorrere gli altri scali pugliesi senza una reale prospettiva di crescita.
Ma il vero punto di caduta del dibattito è stato un altro. Per il presidente di Aeroporti di Puglia il successo dell’aeroporto dipenderà innanzitutto dalla capacità del territorio di generare economia, turismo e domanda di mobilità, mentre per i comitati è esattamente il contrario: senza infrastrutture adeguate diventa difficile attrarre investimenti e costruire sviluppo.
Due visioni diverse che finiscono però per convergere su un elemento essenziale: il Gino Lisa non può più essere considerato un tema esclusivamente aeroportuale, ma un tassello di una strategia più ampia che coinvolge imprese, istituzioni, turismo, agricoltura e collegamenti.
È in questo scenario che interviene la politica. Da una parte la senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che torna a chiedere con forza il completamento dell’iter per la continuità territoriale, considerandolo il passaggio decisivo per dare stabilità allo scalo. Dall’altra il consigliere regionale Antonio Tutolo, convinto che l’aeroporto possa diventare davvero strategico soltanto se inserito in un più ampio progetto di sviluppo della Capitanata fondato su agricoltura, acqua, trasformazione industriale e infrastrutture.
Due approcci differenti, accomunati però dalla convinzione che Foggia non possa più permettersi di perdere altro tempo. Il futuro del Gino Lisa, sostengono entrambi, riguarda l’intero territorio e richiede responsabilità condivise ben oltre gli schieramenti politici.
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