Nel centrodestra pugliese, e in particolare in Capitanata, le prossime regionali d’autunno si stanno trasformando in un banco di prova decisivo. Il cuore del confronto è all’interno di Fratelli d’Italia, dove si consuma la sfida tra due figure di primo piano: il consigliere regionale uscente Giannicola De Leonardis e l’ex presidente della Provincia e attuale Sindaco di Candela Nicola Gatta, oggi responsabile unico del Cis Capitanata. Due candidati forti, ma che inevitabilmente spaccano il partito in correnti e ticket contrapposti. Alle scorse regionali, nel 2020, i meloniani raccolsero 27.600 voti (11,23%). Oggi, in molti nel partito si chiedono se sia possibile replicare quel risultato. A Foggia gli ottimisti scommettono su un vero exploit, ipotizzando addirittura due seggi anziché uno. Non mancano i sostenitori convinti: il gruppo di Bruno Longo, con i consiglieri comunali Amorese e Accettulli, ha scelto di schierarsi con il ticket De Leonardis–Valentina Cerisano, giovane avvocata foggiana, figlia d’arte e considerata la sorpresa della lista. Dall’altra parte, la senatrice Annamaria Fallucchi farà votare per l’amico Gatta, mentre altri hanno optato per la combinazione De Leonardis–Rita Montrone, l’ex commissaria di polizia e moglie del consigliere comunale Gino Fusco, che già alle scorse regionali contribuì in modo significativo al risultato del consigliere uscente. Le manovre si intrecciano soprattutto grazie al meccanismo della doppia preferenza di genere: nei Monti Dauni, ad esempio, la stessa Montrone si appoggia a Gatta, dimostrando come gli accordi possano essere fluidi e trasversali. Ma i veri equilibri dipenderanno anche dal deputato Giandonato La Salandra, che insieme ai suoi riferimenti Salvatore de Martino e Concetta Soragnese attende l’evoluzione della situazione. Secondo alcune ricostruzioni, se a Cerignola non dovesse scendere in campo l’amico Gianvito Casarella, La Salandra potrebbe convergere su De Leonardis, anche per preparare il terreno alle future politiche. Tuttavia, fonti vicine al deputato chiariscono che la scelta dipenderà da ciò che indicherà il sottosegretario e coordinatore regionale Marcello Gemmato.
Ed è proprio il rapporto con Gemmato a segnare una svolta. Alcuni fittiani hanno ironizzato sul fatto che De Leonardis sia diventato gemmatiano, e diversi esponenti vicini a Raffaele Fitto, sponsor storico di Gatta, si sono detti sorpresi e delusi. La partita si gioca dunque su due assi contrapposti del partito pugliese: da un lato Fitto e Gatta, dall’altro Gemmato e un De Leonardis pronto ad allargare il proprio raggio d’azione. Ma la vera domanda resta sui numeri.
Pur stimando 7.800 voti personali per De Leonardis a Foggia, difficilmente insieme a Gatta si riuscirà a toccare la quota dei 27mila del 2020. Si ipotizzano circa 5.000 voti nel Subappennino per Gatta, 1.000–1.500 nel capoluogo, e 6.000 totali a Foggia città per FdI: numeri lontani dalla soglia necessaria. Inoltre, il minor numero di liste del centrosinistra guidato da Antonio Decaro rispetto alle pletoriche di Michele Emiliano cinque anni fa ridurrà i benefici del sistema dei resti. FdI, al momento, conta su quattro nomi certi: oltre a De Leonardis, Gatta, Montrone e Cerisano, la lista resta scoperta in territori fondamentali come Manfredonia (dove dopo l’addio di Giuseppe Marasco e il suo passaggio nella Lega non c’è più alcun consigliere comunale), San Severo, Gargano e Lucera. Proprio in questi vuoti si rischia di perdere migliaia di voti.
In Forza Italia la situazione appare più definita. Il coordinatore provinciale e consigliere regionale uscente Paolo Dell’Erba è in campo, affiancato dai nomi della sanseverese Rosa Caposiena, del lucerino Antonio Bonavitacola, del giovane medico di Mattinata Luigi Falcone, oltre a un candidato manfredoniano (in pole l’ex sindaco Ugo Galli o altro profilo indicato dal parlamentare Giandiego Gatta) e un foggiano ancora in bilico: il capogruppo consiliare Raffaele di Mauro. In alternativa circolano i nomi di Pasquale Rignanese o di altri forzisti del capoluogo.
A Cerignola, il partito spinge per la candidatura del segretario cittadino Carlo Dercole, figura capace di garantire un ampio consenso, anche se restano le incognite sui rapporti con Gianvito Casarella di FdI. Nel frattempo, Noi Moderati ha messo in campo la manfredoniana Mary Fabrizio, ristoratrice ed ex consigliera con il Sindaco Gianni Rotice, che ha partecipato di recente al congresso regionale del partito.
Infine, a movimentare il dibattito è stato il consigliere comunale di Foggia Giuseppe Mainiero, voce storica della destra cittadina, che ha denunciato la presunta costruzione a tavolino della vittoria di Antonio Decaro. Secondo Mainiero, il Sistema Bari condizionerebbe pesantemente la politica regionale, e per ribaltare la situazione occorrerebbe la candidatura diretta di Marcello Gemmato: “È l’unico modo per tentare questa partita di riscatto. La Puglia va liberata dalla cappa asfissiante del potere della sinistra”.
Tra alleanze, strategie e incognite sui numeri, il centrodestra in Capitanata si prepara così a una sfida delicatissima: riuscire a presentare liste competitive, recuperare voti nei territori scoperti e dimostrare di poter contendere realmente il governo della Regione Puglia al centrosinistra.
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