Elezioni provinciali, Nobiletti batte Piemontese: fuoco amico del Pd su Raf. L’accordo (malcelato) a Cerignola

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Prende forma ufficialmente il nuovo Consiglio provinciale di Foggia, rinnovato dopo le elezioni di domenica scorsa e ormai completo nel suo assetto insieme al presidente Giuseppe Nobiletti. Il quadro definitivo conferma il dominio del centrosinistra, ma registra anche un leggero rafforzamento dell’opposizione, che guadagna un seggio rispetto alla precedente tornata. Nel dettaglio, il Campo Largo per la Capitanata conquista quattro seggi ed elegge la consigliera comunale di Orta Nova Angela Fazi, la consigliera comunale di Foggia Anna Rita Palmieri e il Sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla in quota Partito Democratico, e il consigliere comunale di Foggia Mario Dal Maso del Movimento 5 Stelle. Tre seggi vanno alla lista civica del presidente, La Provincia Sei Tu, con la consigliera comunale di Orta Nova Lucia Caione, il consigliere comunale di Foggia Antonello Di Paola e la consigliera comunale di San Severo Raffaella Vene. Due seggi ciascuno per Insieme per la Capitanata, lista civica di centrosinistra costruita da Rosario Cusmai e Antonio Tutolo col sostegno di Sergio Clemente, e Fratelli d’Italia. I primi eleggono il consigliere comunale di Foggia Achille Capozzi e il consigliere comunale di Lucera Tonio De Maio. I secondi portano in Consiglio il consigliere comunale di Foggia Maurizio Accettulli e il consigliere comunale di Cerignola Nicola Netti. Completa il quadro Forza Italia, con un solo eletto: il consigliere comunale di Foggia Franco Nunziante. La ripartizione dei seggi vede dunque quattro consiglieri al campo largo, tre alla lista di Nobiletti, due alla civica di Cusmai e Tutolo, due a Fratelli d’Italia e uno a Forza Italia. Tra gli eletti, cinque sono conferme rispetto al precedente consiglio: Palmieri, Dal Maso, Di Paola, De Maio e Accettulli. Merla rappresenta l’unico Sindaco eletto, oltre al presidente. Sul piano dei numeri, hanno votato 655 amministratori locali su 773 aventi diritto, pari all’84,7%. Nei principali centri – Foggia, Cerignola, Lucera e San Severo – affluenza al 100%, mentre nei piccoli comuni si è fermata al 71%. Il dato politico più rilevante emerso dalle urne riguarda naturalmente il riequilibrio, ancora instabile ma evidente, dei rapporti di forza interni al centrosinistra. In Capitanata continua infatti il dualismo tra il presidente della Provincia e Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e l’assessore regionale e plenipotenziario dem Raffaele Piemontese, protagonista per tutto il 2025 di uno scontro frontale che ha di fatto paralizzato l’ente, con i consiglieri del Partito Democratico schierati contro il presidente. Una tregua arrivata solo a inizio 2026, anche grazie alla mediazione del nuovo governatore Antonio Decaro, sostenuto da entrambi alle elezioni regionali dell’autunno precedente. Sotto la superficie di ritrovata concordia, però, la competizione resta intatta.

I numeri di questa tornata raccontano molto di questa partita personale per il controllo politico del territorio provinciale. Nei voti assoluti – quelli reali, non ponderati – la lista del presidente, La Provincia Sei Tu, si afferma come prima forza con 206 preferenze, davanti al Campo Largo fermo a 203. Più staccate Insieme per la Capitanata di Tutolo e Cusmai con 122 voti, Fratelli d’Italia con 74 e Forza Italia con 49. Un risultato che ovviamente si riflette nei voti ponderati. Circa 25mila punti per Nobiletti contro i circa 20mila del Pd di Piemontese, con un distacco vicino a 5mila.

È qui che si misura il peso politico della partita delle provinciali. Il presidente consolida la propria crescita e si accredita sempre più come riferimento territoriale anche nei nuovi equilibri regionali, mentre Piemontese registra una forte battuta d’arresto e appare in una fase di arretramento dopo l’exploit di novembre. Un segnale non secondario, che arriva direttamente dalla classe dirigente del suo partito, considerando che quasi certamente nel 2027 dovrà giocare la partita parlamentare. Il clima a Palazzo Dogana, durante lo spoglio, ha restituito plasticamente questa dinamica. Piemontese ha lasciato la sede prima della conclusione, visibilmente contrariato, di fronte a un risultato inferiore alle attese. Le stime interne davano il Pd attorno ai 30mila voti ponderati, quasi 10mila in più rispetto al dato reale. Un passaggio che, pur dentro un equilibrio complessivo, segna un punto netto a favore di Nobiletti.

Non a caso, da Cerignola arrivano segnali di malcontento che colpiscono direttamente la gestione politica del Pd. L’associazione Noi – Comunità in Movimento parla apertamente di “scelte miopi” e di un partito “ripiegato su sé stesso”, accusando i dem di non aver sostenuto candidature del territorio come quella di Marcello Moccia e di aver invece favorito altre comunità. Nel mirino finisce la strategia di Raffaele Piemontese che, dopo aver puntato su Rossella Falcone di Vieste e su Maria Fiore di San Giovanni Rotondo alle regionali, ha spinto su Angela Fazi di Orta Nova alle provinciali. Sullo sfondo si muove anche un’ipotesi di accordo interno. In caso di approdo di Piemontese in Parlamento, la prima dei non eletti, Fiore, entrerebbe in Giunta regionale al suo posto, liberando il seggio per la terza, Teresa Cicolella del Pd di Cerignola. 

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