Elezioni provinciali, notte fonda a destra: Cera (Lega) striglia gli alleati, sarà resa dei conti nei partiti

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L’esito delle urne a Palazzo Dogana certifica, oltre agli equilibri numerici, una difficoltà sempre più evidente del centrodestra a presentarsi come coalizione compatta e riconoscibile. In Capitanata, più che altrove, emergono fratture, ambiguità e alleanze variabili che rendono fragile l’intero impianto politico, esponendolo a una perdita progressiva di credibilità. A fotografare con durezza questo scenario è il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera. “Il centrodestra non può diventare il rifugio della confusione politica. Le provinciali hanno acceso una spia rossa chiarissima. In Capitanata, in troppi casi, il centrodestra rischia di perdere identità, forza e credibilità. A San Severo l’unica eletta della città nel nuovo Consiglio provinciale è Raffaella Vene, entrata con la lista civica del presidente Nobiletti. Un segnale politico che pesa e che non può essere fatto passare sotto silenzio”. Parole che intercettano un malessere diffuso e che trovano riscontro nei risultati, dove il centrodestra appare incapace di costruire un’alternativa solida al sistema di potere del centrosinistra, finendo spesso per inseguire logiche locali e alleanze contraddittorie. “Ma il caso ancora più grave è San Giovanni Rotondo. Qui si voterà il 24 e 25 maggio 2026, dopo la fine anticipata della precedente amministrazione e il commissariamento del Comune. Eppure il centrodestra si presenta con una coalizione in cui convivono partiti e pezzi civici che fino a ieri stavano dentro un’esperienza politica di altra natura. La coalizione Progetto Futuro, che sostiene Floriana Natale, include anche In…Formazione, lista che nel 2024 faceva parte della coalizione che sosteneva Filippo Barbano. E allora la domanda è semplice: dov’è il confine? Dov’è la coerenza? Dov’è l’alternativa?”. È proprio su questo punto che la critica diventa politica e strutturale. L’assenza di una linea chiara rischia di trasformare il centrodestra in un contenitore indistinto, incapace di offrire una proposta credibile agli elettori. “Non si può chiedere fiducia agli elettori del centrodestra e poi costruire contenitori buoni per tutto e per il contrario di tutto. Così non si allarga il consenso, lo si tradisce. Da Consigliere regionale della Lega lo dico con chiarezza: Forza Italia e Fratelli d’Italia battano un colpo. Perché senza identità non c’è credibilità. E senza credibilità non c’è futuro”. In un centrodestra in costante affanno, Fratelli d’Italia prova a leggere il risultato provinciale come un segnale di crescita, ma il dato politico resta più complesso. Il partito porta a casa due seggi – raddoppiando la propria presenza – ma senza riuscire a scalfire davvero l’egemonia del centrosinistra. Se la riconferma di Maurizio Accettulli era ampiamente prevista, la vera sorpresa è l’elezione, per un soffio, di Nicola Netti a Cerignola, risultato maturato sul filo e contro i pronostici della vigilia. Dal coordinamento provinciale rivendicano il risultato.

“Raddoppiata la nostra rappresentanza a Palazzo Dogana. Consenso di voti assoluti e ponderati in crescita. Buon lavoro ai consiglieri Accettulli e Netti”, con un attacco diretto al “sistema di gestione del potere del centrosinistra”. Una lettura confermata anche dal consigliere regionale Nicola Gatta, che parla di “risultato storico” e sottolinea come “a Cerignola il civismo ha di fatto scelto di convergere sul nostro Nicola Netti”. Ma è lo stesso Gatta ad ammettere, tra le righe, i limiti strutturali. “Ancora una volta il centrodestra non riesce ad arginare un centrosinistra che, a Foggia come a Bari, continua ad avere vita facile”. Un passaggio che fotografa la difficoltà di costruire un’alternativa credibile, nonostante i segnali di apertura al civismo rivendicati dal partito. Proprio da Cerignola arriva un’ulteriore chiave di lettura, con i consiglieri di opposizione che parlano di “intesa tra i gruppi” come fattore decisivo per l’elezione di Netti, evidenziando come il risultato sia frutto più di convergenze locali che di una strategia politica strutturata. Nel complesso, Fratelli d’Italia cresce ma resta lontana da una reale capacità competitiva. Un limite che si inserisce in un quadro più ampio. Anche a livello nazionale, infatti, la fase di slancio del partito guidato da Giorgia Meloni sembra essersi visibilmente attenuata dopo la sconfitta referendaria e la successiva apertura di vari fronti di crisi, e con essa l’aura di invincibilità costruita negli ultimi anni. In Capitanata, questo si traduce nella necessità sempre più evidente di un ricambio della classe dirigente e di una ridefinizione profonda della proposta politica.

Il caso più emblematico delle tensioni interne al centrodestra resta però quello di Forza Italia, dove il risultato finale nasconde uno scontro politico consumatosi fino all’ultimo voto. Alla vigilia, Franco Nunziante veniva dato in vantaggio su Pasquale Rignanese, ma negli ultimi giorni di campagna elettorale si era registrato un forte attivismo del segretario provinciale Paolo Dell’Erba e del Sindaco di Apricena Antonio Potenza per ribaltare i pronostici e portare all’elezione proprio Rignanese. Durante lo spoglio, infatti, quest’ultimo è rimasto avanti a lungo, alimentando la convinzione di aver centrato l’obiettivo. Poi il colpo di scena. Il voto decisivo del capoluogo ha cambiato tutto, consegnando il seggio a Nunziante e gelando i vertici locali del partito. A Palazzo Dogana, secondo diversi presenti, Dell’Erba e Potenza avrebbero accusato visibilmente il contraccolpo di un esito inatteso.

Determinante potrebbe essere stato anche il voto del consigliere comunale foggiano Giuseppe Mainiero, civico di area centrodestra, che il giorno successivo ha dichiarato di aver sostenuto proprio Nunziante. Un risultato che ha aperto crepe evidenti all’interno del partito, sfociate nello sfogo pubblico dello stesso Dell’Erba. “Faccio i migliori auguri di buon lavoro al neoeletto consigliere provinciale Nunziante, candidato nella lista Forza Capitanata, che ha ottenuto 17 voti ponderati rispetto ai 25 voti raccolti da Rignanese che, per la bizzarra legge elettorale, arriva secondo. Dovrei essere contento del risultato raggiunto, ma non è proprio così. Devo esprimere rammarico e perplessità sul fatto che da Manfredonia, dove abbiamo un parlamentare, e da San Severo, dove il Presidente del Consiglio Comunale è di Forza Italia, due comuni importanti, non siano arrivati voti. Un fatto di particolare gravità e su cui, mi auguro, i vertici regionali e nazionali assumano posizioni definite per il bene del partito”. Proprio la presidente del Consiglio di San Severo, Rosa Caposiena, infatti, sarebbe arrivata a Palazzo Dogana accompagnata dal consigliere comunale Alfredo Tardio, politicamente vicino a Giuseppe Manzaro. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che secondo molti osservatori indicherebbe una convergenza di voto su Raffaella Vene, eletta nella lista del presidente Nobiletti.

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