Forza Italia va giù morbida su scioglimento Comuni: “Rivedere norme, meno discrezionalità e regole certe”

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A far riprendere vigore al tema del commissariamento dei Comuni nei quali vi è il rischio o si è verificata una infiltrazione del sistema malavitoso è stato non più tardi di due giorni fa, il vicepresidente della Commissione nazionale antimafia, il brindisino Mauro D’Attis. “Il commissariamento dei Comuni - spiega il parlamentare pugliese - è un tema di estrema delicatezza, che ha investito diversi enti locali, nel tempo, chiudendo anche esperienze amministrative che contribuivano con qualità allo sviluppo dei territori. A tal proposito, formalizzerò la richiesta alla Commissione Antimafia di rivedere, in seno al comitato che se ne occupa, i casi di scioglimento come quelli dei Comuni di Ostuni, Squinzano e Carovigno dove i sindaci, peraltro, sono poi stati dichiarati candidabili. Se ci sono casi come questi, che lasciano sullo sfondo il dubbio sull’opportunità del commissariamento, d’altra parta è necessario un lavoro rigorosissimo su tutti i fascicoli allo studio dei commissari del ministero e da parte dei prefetti: le regole devono essere chiare per tutti. So che anche queste considerazioni sono all’attenzione del Ministro Piantedosi. Su tutto questo ritengo che sarà importante verificare la possibilità di un aggiornamento della normativa. Ciò a tutela dei tanti sindaci che svolgono con passione e trasparenza il loro servizio alla comunità, spesso finiti nell’agone senza motivi conclamati, ma anche nei confronti delle comunità che vanno difese dal fenomeno di infiltrazione mafiosa nella gestione della pubblica amministrazione”.

“La proposta del collega D'Attis, coordinatore regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Antimafia - spiega al quotidiano l’Attacco l’on. Giandiego Gatta -, è quella di approfondire il tema degli scioglimenti dei Comuni per mafia, partendo da una analisi di ciò che si è verificato ed è stato fatto fino ad oggi. Vi sono casi in cui, ad esempio, sindaci rimossi con consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, sono stati poi dichiarati candidabili ed addirittura rieletti alla stessa carica. Occorrono regole più certe, con margini di discrezionalità minori, per fare in modo che lo scioglimento per infiltrazioni non possa mai apparire, nemmeno lontanamente, come un disegno politico a danno di un sindaco e di una amministrazione in carica”. 

Dello stesso avviso il consigliere nazionale degli Azzurri, Raffaele di Mauro: “Il tema dello scioglimento dei Comuni per mafia è un tema che merita la massima attenzione e benissimo ha fatto il vicepresidente della Commissione Antimafia ad aprire una riflessione sul punto. L'analisi non può che muovere da quello che è avvenuto sino ad oggi per poter giungere ad uno strumento che possa essere meno discrezionale possibile, dotato di regole e canoni certi ed applicabili per tutte le situazioni alla stessa maniera così da non dare neppure lontanamente la sensazione che possa essere uno strumento di tipo politico”. 

Posizioni, quelle assunte dai parlamentari di Forza Italia che sembrano viaggiare in perfetta sintonia ma che pongono questioni concrete da affrontare nel breve termine. In sostanza D’Attis chiede maggiori cautele sui commissariamenti annunciando un’iniziativa mirata a rivedere la legge del 1991 su cui si basa il procedimento: “è necessario un lavoro rigorosissimo su tutti i fascicoli allo studio dei commissari del ministero e da parte dei prefetti: le regole devono essere chiare per tutti”. Il caso Bari da questo punto di vista potrebbe fare scuola poiché in riferimento a quanto accaduto nel capoluogo la posizione del partito è netta: “Ci sono comuni sciolti per molto meno”. 

Secondo D’Attis, a questo punto, andrebbe ridotto il margine di discrezionalità concesso dalla norma a commissioni ispettive e prefetti al fine di evitare che amministrazioni comunali vengano marchiate dallo stigma mafioso in attesa dell’esito delle indagini penali e che il tutto possa poi condurre a situazioni o episodi circoscritti, che con la mafia non hanno nulla a che fare ma che siano legati alla criminalità comune piuttosto che a semplici vicende corruttive. Situazioni che si sono verificate proprio in alcuni comuni del Salento con tanto di giudizi dei Tribunali civili che annullano le dichiarazioni di incompatibilità. “Su tutto questo - spiega D’Attis - ritengo che sarà importante verificare la possibilità di un aggiornamento della normativa. Ciò a tutela dei tanti sindaci che svolgono con passione e trasparenza il loro servizio alla comunità, spesso finiti nell’agone senza motivi conclamati, ma anche nei confronti delle comunità che vanno difese dal fenomeno di infiltrazione mafiosa nella gestione della pubblica amministrazione”. 

“Prima di commissariare un Comune - spiega al quotidiano l’Attacco Paolo Dell’Erba, coordinatore provinciale di FI - credo vadano viste con esattezza le motivazioni. Non si può arrecare un danno alle comunità se poi non c’è nulla di concreto e in mancanza assoluta di riscontri. Ricordo quanto accadde dopo lo scioglimento del comune di Monte Sant’Angelo. In quella vicenda - ricorda Dell’Erba - non ci furono neanche amministratori indagati. Laddove o in presenza di arresti o prove eclatanti provvedimenti di questo tipo potrebbero trovare una loro diretta giustificazione, ma credo alla luce di quanto accade, che si a necessario rivedere l’intera normativa ma soprattutto direi che è necessario agire con maggiore cautela soprattutto quando non si è in possesso di elementi concreti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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