Il Consiglio dei Ministri ha stabilito di non sciogliere il Comune di Bari per infiltrazioni mafiose. In tarda mattinata, è arrivato il commento dell’ex Sindaco Antonio Decaro.
“Il Comune di Bari non è stato sciolto”, ha scritto. “Che non ci fossero i presupposti per lo scioglimento l’abbiamo sempre saputo. Eppure abbiamo subito un linciaggio mediatico indecente. Non parlo di me. Ma Bari e i baresi non meritavano, per quasi 12 mesi, di essere scaraventati sui giornali, le tv, i social e persino sui cartelloni in città, accostati alla parola mafia”, ha aggiunto. “Un danno che nessuno mai potrà risarcire. Per questo oggi non canto vittoria. Questa storia, da qualsiasi angolazione la si guardi, è stata una sconfitta. E provo anzi un dispiacere profondo, perché mio malgrado, di questa sconfitta, sono stato la causa. Forse è per battere me alle elezioni, infatti, che qualcuno aveva deciso di sacrificare il nome della nostra città. Intendiamoci, a Bari la mafia esiste. Io non ho mai avuto paura di dirlo. Perché io non ho mai avuto paura di sfidarla, la mafia, a viso aperto e a testa alta. E se non è stato abbastanza chiedo scusa ai baresi. A tutti i baresi, tranne a quelli che ancora provano a lucrare consenso su un provvedimento del governo che nemmeno conoscono”, ha affermato. “Bari non si scioglie, titolano i giornali oggi. È vero, Bari non si scioglie, anzi, rinasce più solida, più forte e coraggiosa di prima. E la stragrande maggioranza dei suoi cittadini continuerà a scegliere di stare dalla parte giusta: contro la mafia, contro i criminali. È per loro che oggi, dopo un anno di accuse strumentali, posso tornare a respirare”, ha chiosato.
“Il commissariamento delle società partecipate del Comune di Bari sarebbe la prova provata che sono emerse precise responsabilità dell’ex sindaco Decaro”, ha detto, invece, il deputato della Lega Davide Bellomo, componente della Commissione Giustizia della Camera. “Era lui, infatti, che aveva le deleghe. Era lui che faceva le nomine. E sempre lui, anima candida, non si era per niente accorto che almeno tre delle sue municipalizzate erano densamente infiltrate dalla criminalità organizzata. Decaro dormiva? Ha chiuso un occhio? Li ha chiusi tutti e due? Esistono delle precise responsabilità politiche. E vanno segnalate all’attenzione dell’opinione pubblica”, ha tuonato. "A Bari esiste solo un santo, ma veniva dalla Turchia e non faceva l’ingegnere. Sarebbe il caso che Decaro si decidesse a dare finalmente conto di come determinate scelte, rivelatesi sbagliate, sono maturate. E, ancor di più, quali criteri lo hanno portato a puntare su alcuni nomi, spesso impresentabili, anziché su professionisti di ben altro spessore e moralità”, ha proseguito.
"Le parole dell’ex Sindaco di Bari contro il centrodestra, accusato di aver gettato fango sulla città con la legittima e doverosa richiesta di una commissione ad hoc, appaiono ora ancora più ridicole e infondate. Il marcio c’era e non bisognava arrivare fino in Danimarca per trovarlo, bastava guardare in casa. Preoccupanti, dunque, sono i comportamenti di chi, per negligenza, imperizia o imprudenza, ha consentito alle mafie locali di trovare fin troppo facile accoglienza in società che sono diretta emanazione dell’amministrazione cittadina”, ha evidenziato. “O di chi, chiamato in causa da un pentito che parla di un suo incontro con un noto personaggio di una nota famiglia criminale, non avverte l’obbligo di querelare per diffamazione chi lo calunnia in modo così grave. Un politico che aspira a diventare governatore di una grande regione come la Puglia deve non solo dichiararsi onesto, ma anche apparire come tale. E fatti come questo sono ombre inquietanti sulle quali una seria riflessione va fatta”, ha concluso.
“Se fosse confermata la notizia del commissariamento di tre aziende municipalizzate su quattro del Comune di Bari, si avrebbe la dimostrazione della gravità, dello stato di emergenza sul fronte della legalità, in cui si è trovato il capoluogo pugliese”, hanno sottolineato, poi, i parlamentari di Forza Italia. “Anni e anni di silenzi e omessi controlli. Il Sindaco Decaro deteneva la delega alle municipalizzate: dove era quando la mafia si appropriava della gestione di queste società pubbliche come un cancro? Ci sono responsabilità politiche pesantissime. Se confermata la notizia delle società, avremmo l’ulteriore dimostrazione della cura e dell’attenzione del governo verso Bari e i baresi: il commissariamento di tutto il Comune avrebbe delle conseguenze disastrose e il bollino rosso delle infiltrazioni mafiose verrebbe posto, così, senza investire tutta la comunità”, hanno terminato.
“Dal mancato scioglimento del Comune di Bari trapelano comunque elementi di interesse dell’antimafia: perciò, durante il prossimo ufficio di presidenza, chiederò l’audizione in commissione del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”, ha annunciato, infine, il segretario regionale forzista Mauro d’Attis. “È un passaggio imprescindibile, perché la notizia del commissariamento di tre delle quattro aziende municipalizzate del Comune è un campanello d’allarme serissimo”.
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