Caso Engie nel Golfo: al centro dell’indagine della Procura l’ex assessore Salvemini e l’ex dirigente Di Tullo

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Quelle al centro dell’inchiesta “Giù le mani”, il cui processo inizierà il 6 maggio prossimo presso il Tribunale di Foggia non sono le sole vicende politiche, elettorali e amministrative relative al Comune di Manfredonia finite all’attenzione degli inquirenti. Come rivelato ieri da l’Attacco lo stesso sostituto procuratore Roberto Galli – destinatario di un chiarissimo messaggio intimidatorio sabato scorso con gli spari di fucile contro l’auto della madre – si sta occupando, oltre che di “Giù le mani” col collega Giuseppe Mongelli, anche dell’indagine scaturita dalle denunce sporte in Procura e in Prefettura sul caso Engie, ovvero sull’affaire dell’appalto della pubblica illuminazione, che valeva circa 30 milioni per la durata di 20 anni. Entrambe le inchieste coinvolgono l’Ufficio tecnico comunale e l’ex assessore ai lavori pubblici Angelo Salvemini, avvocato.  Un caso rovente, quello della pubblica illuminazione, che nel 2023 – ai tempi dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Rotice - vide Salvemini andare su tutte le furie dopo la decisione del primo cittadino di dire addio alla proposta di finanza di progetto ventennale avanzata da Engie Servizi spa. L’ex assessore, scatenato, fece capire che vi fossero state pressioni ma oggi si intuisce come l’indagine della Procura coinvolga proprio lui e l’ingegnere e funzionario Giuseppe Di Tullo, già dirigente comunale a tempo determinato ex articolo 110 Tuel.

Non è un caso quanto trapelato nelle scorse ore da Palazzo di città in merito alle varie motivazioni delle attuali tensioni e nervosismi nella maggioranza del sindaco Domenico la Marca. Era in ballo il reincarico a Di Tullo come responsabile del settore lavori pubblici, oggi retto con l’urbanistica da Lucio Barbaro, ma dalla Prefettura è stato fatto capire chiaramente a la Marca che sarebbe stato inopportuno proprio alla luce del coinvolgimento nelle inchieste della Procura di Foggia sugli appalti relativi alla pubblica illuminazione e, probabilmente, anche al cimitero comunale.

Indagando nell’ambito di “Giù le mani” su Salvemini&Co., la Guardia di Finanza – incaricata dalla Procura daunia, ha scoperto diverse questioni relative all’affaire Engie. Nelle carte di quella inchiesta le Fiamme gialle mettono in rilievo la campagna mediatica posta in essere già da fine 2022 da Salvemini contro l’amministrazione Rotice, culminata nella conferenza stampa su Engie del 2 febbraio 2023, dopo la revoca delle deleghe assessorili avvenuta il 23 gennaio.

“Se non mi avessero fatto fuori, mi sarei dimesso”, disse Salvemini sostenendo di esser stato silurato da Rotice prima che gli fosse concesso di relazionare in consiglio sulla proposta di finanza di progetto per la concessione del servizio energia e gestione integrata degli impianti termici e degli impianti di pubblica illuminazione.

“In consiglio comunale è andato in onda un teatrino scandaloso, in cui hanno travisato i fatti e hanno ribaltato la frittata addossando la responsabilità all’ingegner Di Tullo”, continuò il più suffragato della città (719 preferenze nella civica Strada Facendo) difendendo l’Ufficio lavori pubblici. 

Il 21 gennaio, dopo una riunione di maggioranza, l’assessore scrisse una lettera sulle remore manifestate dal sindaco in relazione alla proposta di project financing: “Il cambio di rotta del sindaco sarebbe motivato da una ‘confusione’ sulla vicenda generata da un paio di comunicazioni-proposte/diffide inviate dapprima dalla società Elettrogesuele srl, proponente un partenariato pubblico privato avente ad oggetto il solo servizio di pubblica illuminazione e poi dal consorzio CNS, richiedente un incontro per la valutazione della offerta dei servizi di energia sugli immobili comunali (riscaldamento e raffreddamento, per intenderci), essendo risultata aggiudicatrice dell’appalto, per detti servizi, su Consip. Addirittura la società Elettrogesuele srl, avendo ricevuto un riscontro 'negativo' (in relazione al non interesse di questi uffici ad avviare una procedura di comparazione con la proposta dalla stessa formulata), a ridosso del consiglio comunale del 23 gennaio, ha riscontrato detta nota comunale con una diffida a firma di un legale, nella quale lamenterebbe la violazione di non meglio specificati diritti”.

L’opposizione di centrosinistra, capitanata dall’ex candidato sindaco Gaetano Prencipe, andò in Prefettura ma anche Rotice e i suoi si rivolsero al prefetto dopo le dichiarazioni di Salvemini. Ebbene, che l’irruente avvocato penalista spingesse per Engie è apparso chiaro agli inquirenti specie dopo l’ascolto della conversazione dell’allora assessore col referente locale della spa Luca Taggio, avvenuta il 24 ottobre 2022. Salvemini chiese al foggiano Taggio di “fare quella attività” presso la sala consiliare (installazione di prese usb e spine alle postazioni occupate dai membri del consiglio) entro il 27 ottobre 2022, poiché si sarebbe tenuta una seduta di consiglio in cui sarebbe stata presentata al Comune di Manfredonia la proposta del project finacing di Engie Servizi spa. “Al consiglio gli facciamo presente...guardate quello che avete sotto i banchi…quella è opera di Engie...hai capito?”, disse l’assessore. Stesso contenuto nella intercettazione tra Taggio e l’allora dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Di Tullo (apparso molto vicino a Salvemini e non a capo oggi caduto in disgrazia presso la commissaria prefettizia Grandolfo). Poi, i due interlocutori discussero dell'incontro che il dirigente sosteneva di aver tenuto con i gruppi consiliari in cui gli avrebbero chiesto delle cose, aggiungendo a Taggio “…e poi dobbiamo parlare...poi dobbiamo parlare un poco…che poi dobbiamo fare qualcosa…che dobbiamo tenerli contenti”.

Il 14 novembre 2022 Salvemini fu intercettato mentre parlava telefonicamente con l’ex consigliere comunale M5S Massimiliano Ritucci (oggi nuovamente eletto di minoranza legato all’ex parlamentare Antonio Tasso e referente dell’associazione Agiamo). Gli raccontò di aver interrotto qualsiasi comunicazione col sindaco Rotice per via del suo atteggiamento contro il “Guarda che luna” e contro l’affidamento dell'appalto ad Engie Servizi spa. “Io col sindaco ormai non mi parlo proprio più! Perché purtroppo le storture sono tante, io poi ho preso una posizione...ehm diciamo diametralmente opposta…Cioè io non mi sto prestando a quel suo ehm...patto diciamo a dare...fare...a dare seguito a quel patto che lui ha sottoscritto con la Prefettura…non nasce solo dalla questione del “Guarda che luna…poi a questa si è aggiunta anche la questione di Engie…”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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