Parco del Gargano, i Sindaci alzano il tiro: dal prefetto perché solleciti il Ministero o direttamente a Roma

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I sindaci andranno dal prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco perché solleciti il Ministero dell’ambiente rispetto alla nomina del consiglio direttivo e del nuovo presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano. E se non sarà possibile ottenere tale mediazione sono pronti a recarsi personalmente a Roma per incontrare il ministro Gilberto Pichetto Fratin. E’ quello che i primi cittadini garganici hanno deciso nella riunione della Comunità del Parco, svoltasi lo scorso 5 maggio a San Nicandro Garganico per discutere della situazione politico-amministrativa dell’ente di Monte Sant’Angelo. Com’è noto, il mandato commissariale del professore Pasquale Pazienza alla guida dell’ente Parco nazionale del Gargano, dopo gli anni da presidente, è stato prorogato fino a giugno prossimo. 

Contro di lui e lo stallo che da sette anni danneggia l’ente, privo degli altri organi, un mese fa si sono schierati i sindaci dei 18 Comuni dell’area protetta, invocando “una svolta immediata”. Il Ministero deve ascoltarci, deve nominare subito un nuovo presidente e avviare un cambio radicale di rotta, restituendo dignità e funzione al Parco”, dichiararono ad aprile in maniera congiunta quasi tutti i primi cittadini del Gargano. “Siamo stanchi di essere ignorati e non resteremo più a guardare. Se non ci saranno segnali concreti e immediati, se non verrà ristabilito un rapporto di ascolto e rispetto tra ente Parco e territori, siamo pronti a uscire dal Parco e, se necessario, a mettere in campo forme di protesta pubblica e coordinata”. A rafforzare la presa di posizione fu il presidente della Comunità del Parco (organismo che riunisce i 18 Comuni del Gargano), il sindaco di Carpino Rocco di Brina: “L’ente Parco, così com’è oggi, non serve al territorio. Lo diciamo con chiarezza e senza ambiguità. Abbiamo provato in tutti i modi a ricostruire un rapporto costruttivo, abbiamo lavorato per dare rappresentanza agli altri organi di governo – come il direttivo, la giunta, il vicepresidente – ma siamo stati sistematicamente ignorati. Oggi diciamo basta. Ora il ministero, sollecitato più volte da me e per conto di tutti i sindaci, deve fare la sua parte: nomini subito un nuovo presidente che sappia dialogare, ascoltare, coinvolgere; proceda immediatamente e contestualmente alla definizione del direttivo. E che non si perpetui lo schema di potere che ha portato all’isolamento del Parco”, conclude di Brina. “La prossima nota, se non ci sarà una risposta immediata, la invieremo anche al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio e contestualmente scenderemo in piazza insieme a tutte le nostre comunità. O si cambia passo o sarà inevitabile una rottura”.

In quest’ultima riunione della Comunità del Parco erano quasi tutti presenti. Assenti giustificati Filippo Barbano, che era alle prese col consiglio comunale in cui ha ventilato le dimissioni, e Serracapriola priva del sindaco.

I più duri contro Pazienza sono stati il sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo, di Brina e la sindaca di isole Tremiti Annalisa Lisci. I più morbidi, invece, i primi cittadini di Vico del Gargano Lello Sciscio, Peschici Luigi D’Arenzo (che pure è piddino) e Cagnano Varano Michele Di Pumpo. Ma tutti hanno convenuto su come alzare il livello della mobilitazione.

“E’ emersa una severa critica politica alla gestione del Parco, che tuttora è privo del Piano, vede i centri visita chiusi, una cartellonistica fatiscente e non curata. Sono tutti sintomi di un ente che non funziona, che è autoreferenziale, con progettualità insufficienti”, dicono alcuni dei presenti a l’Attacco. “Il Ministero ritarda ormai da troppo tempo la nomina del consiglio direttivo. E’ vero che anche altri enti Parco la stanno aspettando, ma nel nostro caso si tratta di un’attesa che dura da sette anni. Dovremmo rappresentare una priorità. In diversi si sono lamentati, rispetto a Pazienza, dell’incapacità di accettare i confronti con gli amministratori locali. La proposta che ha visto la convergenza unanime finale, al termine della riunione, è stata recarci dal prefetto perché interceda presso il Ministero affinchè sia nominato il consiglio direttivo. Qualora fosse infruttuosa tale azione, andremo tutti quanti a Roma. Non è una mobilitazione contro la persona, piuttosto invitiamo a chiedere ovunque cosa le comunità pensino dell’ente Parco nazionale del Gargano. I giudizi non sono positivi, tutt’altro, a differenza di quanto avviene per altri Parchi come Pollino ed Alta Murgia, visti molto favorevolmente dai cittadini. La gestione deve cambiare: ci sono 5 milioni di euro di avanzo, non si sa perché non utilizzati”. C’è chi, da tempo, tra i sindaci ha proposto invano di investire una parte delle risorse per iniziare a redigere il Piano del Parco e per la manutenzione e l’aggiornamento della cartellonistica.

Fonti parlamentari fanno sapere, intanto, che i tempi sono ancora lunghi rispetto alla nomina del nuovo presidente, visto che non solo la scelta va fatta nel novero di altri Parchi, ma ci sono pure postazioni di altro tipo da assegnare in Capitanata, come la presidenza dell’Accademia delle belle arti di Foggia. Stando ai beninformati, nonostante la reiterata disponibilità espressa dall’ex dirigente ASL FG Gino Urbano, l’unico nome rimasto in campo sarebbe quello del quarantenne avvocato e dipendente del Consorzio per la bonifica della Capitanata Raffaele di Mauro, consigliere comunale foggiano (Forza Italia come il ministro) ed ex candidato sindaco nel 2023. “Una nomina politica, purtroppo come PNG siamo scelta del governo e non della Regione. E il governo ci piazza sempre nomine politiche”, dicono alcuni eletti di centrosinistra a l’Attacco. “Ma essendo un politico di Mauro è una persona con cui si può dialogare e ragionare, a differenza di Pazienza, che non ha mai accettato le critiche e il confronto sulla gestione del Parco”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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