“L’ente Parco nazionale del Gargano ha fatto non male, ma malissimo a questo territorio”. E’ stato durissimo il giudizio espresso dal sindaco di Apricena Antonio Potenza in occasione dell’ultima seduta di consiglio comunale, svoltasi lo scorso 12 maggio. E’ noto che il fortissimo primo cittadino forzista fosse da tempo critico sull’ente e sulla governance solitaria Pazienza-Totaro che da anni perdura. Ma quest’ultimo affondo di Potenza è arrivato in un momento in cui l’esasperazione dei sindaci garganici è ormai massima, tanto da aver deciso – come rivelato da l’Attacco la scorsa settimana – di recarsi dal prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco perché solleciti il Ministero dell’ambiente rispetto alla nomina del consiglio direttivo e del nuovo presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano. E se non sarà possibile ottenere tale mediazione sono pronti a recarsi personalmente a Roma per incontrare il ministro Gilberto Pichetto Fratin. E’ quello che i primi cittadini garganici hanno deciso nella riunione della Comunità del Parco, svoltasi lo scorso 5 maggio a San Nicandro Garganico per discutere della situazione politico-amministrativa dell’ente di Monte Sant’Angelo. Ebbene, Potenza è intervenuto durante la seduta della massima assise cittadina, che era chiamata ad approvare l’adesione al patto associativo Città del Gargano, promosso pochi mesi fa dal sindaco di Rodi Garganico Carmine d’Anelli proprio sulla scorta della bocciatura dell’operato del PNG.
“In realtà questo patto associativo parte da molto lontano”, ha esordito Potenza. “Devo dire con estrema sincerità che non ci credo molto, perché esistono già organismi collegiali in cui il Gargano è rappresentato. Mi riferisco all’ente Parco, in cui pure non ci ho mai creduto e continuo a ribadirlo, tanto da aver chiesto alla mia delegata di essere lì con spirito critico. Quest’anno l’ente Parco compie 30 anni di vita ma finora non ha portato granchè, in termini di benefici, al Gargano e men che meno al nostro territorio”, ha sottolineato il primo cittadino apricenese, “se non per qualche contributo, una staccionata alcuni anni fa e una scultura in corso Roma, finanziata coi fondi del Parco dopo velata “minaccia” da parte del sindaco. Dunque, ci sono già meccanismi e luoghi in cui siamo tutti rappresentati. Ragionare in collegialità non è mai facile, anzi tutt’altro. Tuttavia, per non essere tacciato di essere un Comune che non vuol fare squadra, per un fatto di campanilismo e perché da sempre convinto che in politica fare squadra sia la cosa migliore, ho proposto di aderire a questo patto associativo Città del Gargano, auspicando possa rappresentare qualcosa di utile. Ho qualche dubbio al riguardo ma, ripeto, per non essere definito da opposizione e sindaci – per la maggior parte di area diversa dalla nostra (riferimento ai sindaci piddini o comunque di centrosinistra, ndr) – riteniamo giusto aderirvi. Peraltro non ci costa nulla”, ha concluso Antonio Potenza.
“Se son fiori fioriranno. Siamo forse gli ultimi ad aderire, se porterà benefici se saremo felici. Rispetto all’ente Parco, mi sono fatto carico presso il Ministero di sollecitare la nomina del consiglio direttivo. Purtroppo il governo ha un pacchetto di nomine da fare, tra cui quella del presidente del PNG che sblocca anche la nomina del consiglio direttivo. Questa cosa è drammatica, perché il Parco del Gargano da sei anni ormai è privo del consiglio direttivo ed è fermo, completamente fermo. Anziché essere un ente di valorizzazione del territorio, appare solo come un vincolo e un blocco delle attività. Non si muove né fa fare. Noi ad Apricena abbiamo, fortunatamente, solo una piccola parte di territorio in area protetta del Parco, pari a circa 5mila ettari. Ma posso garantire che in tante altre realtà del Gargano l’ente Parco ha fatto non male, malissimo. Lo sviluppo deve essere sostenibile, ma deve esserci”.
Com’è noto, il mandato commissariale del professore Pasquale Pazienza alla guida dell’ente Parco nazionale del Gargano, dopo gli anni da presidente, è stato prorogato fino a giugno prossimo. Contro di lui e lo stallo che da metà 2020 danneggia l’ente, privo degli altri organi, un mese fa si sono schierati i sindaci dei 18 Comuni dell’area protetta, invocando “una svolta immediata”.
Fonti parlamentari fanno sapere, intanto, che i tempi sono ancora lunghi rispetto alla nomina del nuovo presidente, visto che non solo la scelta va fatta nel novero di altri Parchi, ma ci sono pure postazioni di altro tipo da assegnare in Capitanata, come la presidenza dell’Accademia delle belle arti di Foggia. Stando ai beninformati, nonostante la reiterata disponibilità espressa dall’ex dirigente ASL FG Gino Urbano, l’unico nome rimasto in campo sarebbe quello del quarantenne avvocato e dipendente del Consorzio per la bonifica della Capitanata Raffaele di Mauro, consigliere comunale foggiano (Forza Italia come il ministro) ed ex candidato sindaco nel 2023. “Una nomina politica, purtroppo come PNG siamo scelta del governo e non della Regione. E il governo ci piazza sempre nomine politiche”, dicono alcuni eletti di centrosinistra a l’Attacco. “Ma essendo un politico di Mauro è una persona con cui si può dialogare e ragionare, a differenza di Pazienza, che non ha mai accettato le critiche e il confronto sulla gestione del Parco”.
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