Xylella, per il supporto ad Arif nella collaborazione col CNR l’affidamento diretto da 96mila euro al frantoio

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“Dalla Regione approssimazione sui fondi Xylella: preferiti frantoi a enti di ricerca”. A dirlo è stato, nei giorni scorsi, Nicola Gatta, dimissionario sindaco di Candela ed ex presidente della Provincia di Foggia, oggi candidato di Fratelli d’Italia per le elezioni regionali di novembre. “Bene la prospettiva di un commissariamento, non c’è più tempo da perdere e la campagna elettorale permanente del centrosinistra non può essere un’ulteriore zavorra”, ha affermato. “Sono 97 gli ulivi attaccati e distrutti dalla Xylella nella zona di Cagnano Varano. Nonostante le avvisaglie, il batterio ha continuato a risalire la Puglia fino al Foggiano, mentre la Regione è rimasta immobile. Grazie alla senatrice Annamaria Fallucchi abbiamo interessato il Governo sull’avanzata della Xylella in Capitanata, ma ancora una volta dobbiamo prendere atto della solita inerzia regionale. Per questo ritengo che l’idea del commissariamento proposta dal ministro Francesco Lollobrigida sia oggi l’unica via percorribile: non c’è più tempo da perdere”. Poi il riferimento a somme date a privati da Arif, pur senza fare nomi: “Nel 2022, nel pieno dell’emergenza, Arif destinò risorse non a enti scientifici, ma a semplici frantoi. Scelte incomprensibili, che hanno favorito la diffusione del batterio e penalizzato migliaia di agricoltori pugliesi. Serve ora un tavolo tecnico interistituzionale tra Ministeri competenti, Regione Puglia, Osservatorio fitosanitario, ente Parco del Gargano e organizzazioni agricole, e l’inserimento del territorio del Gargano in un programma nazionale di contrasto al dissesto agroforestale e di sostegno all’agricoltura resiliente”, è stata la conclusione di Nicola Gatta. Ma quali casi ci sono stati di affidamenti di somme a frantoi? 

Al 3 novembre 2022 risale una deliberazione a contrarre di Arif per l’affidamento diretto dei “Servizi di supporto tecnico e professionale, presso i vivai di ARIF delle province di Lecce e Brindisi, per l’attuazione dei programmi di miglioramento genetico per la resistenza a Xylella fastidiosa, per il coordinamento organizzativo e per la sorveglianza fitosanitaria”. Vi si spiegava che con nota del 25 ottobre 2022 il CNR - Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP) aveva avanzato “richiesta di supporto tecnico-logistico allo sviluppo di una proposta progettuale multidisciplinare su materiale biologico infetto da Xylella fastidiosa, il cui obiettivo principale è l’identificazione delle basi genetiche della resistenza finalizzata alla diretta applicazione in programmi di incrocio controllato per il rapido screening massale delle progenie”.

Nello specifico, “le attività sperimentali includeranno la produzione e la coltura di migliaia di semenzali da incrocio, seguita dalla moltiplicazione su larga scala dei genotipi “migliori”, presso i vivai Arif ubicati nelle province di Lecce e Brindisi”. Il 26 ottobre Arif confermò la disponibilità a collaborare per la realizzazione di una rete di siti sperimentali in area demarcata infetta, funzionale allo sviluppo di un programma di lungo periodo sulla sperimentazione di soluzioni di contrasto al batterio X. fastidiosa, mettendo a disposizione una figura tecnica specializzata, ferma restando la supervisione scientifica dei ricercatori del CNR-PSP”.

Ma “il numero di professionisti incardinati in Arif con specifiche competenze forestali è insufficiente all’ulteriore implementazione delle attività”, scrisse il direttore generale dell’Agenzia regionale Francesco Ferraro, sottolineando, pertanto, “la necessità di rafforzare la struttura tecnica dell’Agenzia con l’individuazione di una figura professionale di supporto, da inserire anche nell’ambito della collaborazione in essere con il CNR - Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (PSP), per l’attuazione dei programmi di miglioramento genetico per la resistenza a Xylella fastidiosa, per il coordinamento organizzativo e per la sorveglianza fitosanitaria, presso i vivai di Arif delle province di Lecce e Brindisi”. Da qui la decisione di contrattare mediante lo strumento della trattativa diretta su MEPA per l’affidamento del servizio, individuando come responsabile unico del procedimento il dottore forestale Marco D’Attoli e assumendo come impegno di spesa la somma pari a presumibili 76.800 euro, più cassa previdenziale al 4% oltre IVA se dovuta, per complessivi 97.443,84 euro, nell'ambito del bilancio pluriennale 2022/2024.

Ebbene, il 22 novembre 2022, sulla base dell’istruttoria fatta da D’Attoli, fu deciso l’affidamento diretto con altra delibera del dg Arif, in favore di Giovanni Melcarne, per un importo pari a 75.600 euro oltre cassa e IVA, per complessivi 95.921,28 euro. Tutto avvenne nel giro di pochissimi giorni: il 3 novembre fu fatta la trattativa diretta con Melcarne; il termine stabilito entro cui l’unico operatore economico fu invitato a presentare offerta relativa alla trattativa era fissato per il 10 novembre e il 7 novembre pervenne sul portale MEPA l’offerta di Melcarne. Il prescelto, che pure è agronomo, è un imprenditore agricolo di Gagliano del Capo, nel Leccese, titolare di una impresa attiva dal 1998 nella produzione per conto terzi e proprio e vendita all'ingrosso di olio. Quando nel 2022 ricevette l’affidamento diretto, oltre che olivicoltore, era (ed è tuttora) anche presidente del Consorzio Olio Dop Terra d’Otranto. Nella delibera di affidamento la partita IVA indicata è proprio quella dell’impresa, non di un professionista. Il frantoio, col marchio Forestaforte, è presumibilmente quello cui si riferiva Gatta criticando l’operato dell’Agenzia regionale.

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