Ha dismesso i panni del politico già da un po' di tempo a questa via e, liberatosi anche dagli incarichi che stava svolgendo per conto del presidente regionale Michele Emiliano, ha imboccato la strada dell’imprenditoria diventando una sorta di facilitatore. Questo è il compito che Angelo Riccardi avrebbe svolto – stando a quello che riferiscono beninformati -, fungendo più esattamente da raccordo tra il Comune di Manfredonia, la Provincia di Foggia e la Regione Puglia al riguardo del progetto per un impianto per la produzione di biometano avanzato e ammendante organico, consentito in agricoltura biologica, mediante trattamento biologico integrato di rifiuti organici. “L’area di intervento ricade in zona agricola tabulare e priva di aree e nuclei residenziali in vicinanza”, è scritto nella relazione che accompagna il progetto. “A 300 metri ad ovest dell’area si rileva il metanodotto SNAM, ricettore del biometano prodotto dall’impianto di progetto, mentre a circa 2900 metri a sud si rileva l’azienda fertilizzanti Beccarini, possibile utilizzatore di parte del compost prodotto dall’impianto di progetto”. L’iter procedurale per ottenere la valutazione di impatto ambientale (VIA) in ambito P.A.U.R. si è concluso positivamente lo scorso 28 febbraio. Si tratta di un impianto - proposto dalla società abruzzese Talete srl di Lanciano e progettato dagli ingegneri Farenga dello studio SIT&A di Bari - che prevede il trattamento biologico integrato dei rifiuti organici, compresi quelli provenienti dalla raccolta differenziata regionale e nazionale, nonché sfalci, potature e legno da parchi e giardini. L’obiettivo è duplice: produrre biometano e compost in parallelo. Nel 2021, Riccardi fu nominato consigliere del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con deleghe in materia di occupazione e politiche del lavoro. In questo ruolo, ha fatto parte della task force regionale per le politiche del lavoro. L’ex primo cittadino sipontino è stato pure consigliere del presidente per le tematiche ambientali. Una scelta che suscitò polemiche e critiche da parte di diversi esponenti politici e associazioni, che contestavano la mancanza di competenze specifiche di Riccardi in ambito ambientale. Il concittadino Paolo Campo, presidente della commissione Ambiente della Regione Puglia, e altri membri del Partito Democratico definirono la nomina “inopportuna” e “largamente incomprensibile”.
Emiliano tirò dritto senza dare ascolto a nessuno, tuttavia, nel 2024, Riccardi rassegnò le dimissioni dall’incarico, spiegando che la decisione era motivata da impegni lavorativi esterni alla Regione e dalla necessità di evitare strumentalizzazioni politiche legate alla sua posizione. “Impegni lavorativi” che, con buona probabilità, hanno proprio a che fare con quelli suddetti.
La Talete srl è una società con sede nella zona industriale di Lanciano, in provincia di Chieti. La società risulta essere stata costituita il 3 gennaio 2001 e ha natura giuridica di società a responsabilità limitata. Il codice ATECO associato alla Talete srl è 823, che si riferisce all’organizzazione di convegni e simili. Tuttavia, non ci sono informazioni specifiche sulle attività operative della società in questo settore o su eventuali altre aree di interesse.
L’impianto di biometano e compost sarà situato nel territorio di Manfredonia, in località Lavalla, non molto distante dall’Oasi Lago Salso, su un’area di circa 113.000 metri quadrati lungo la S.P. 60, a sud del canale della Contessa e del torrente Candelaro. Il costo totale del progetto è stimato in 38.693.802 euro, come indicato nella relazione economica firmata dall’ingegnere Giuseppe Velluzzi. Un nome noto, il suo, dal momento che ha ricoperto il ruolo di direttore generale di ASE spa dal 2013 al 2017, arco temporale durante il quale Riccardi era Sindaco di Manfredonia.
“Mettere l’impianto lì, in quel punto, mi sembra una di quelle decisioni che non guardano al futuro, né per l’ambiente né per una gestione sensata del territorio - il pensiero che aveva riferito su queste colonne Vincenzo Rizzi, referente della Federazione Pro Natura -. Spostarlo in un’area industriale già esistente sarebbe più logico. Così si potrebbe avere il meglio dei due mondi: il lavoro che serve e un posto che salvaguardi i suoi valori paesaggistici e ambientali”.
La produzione di biometano può contribuire significativamente alla decarbonizzazione, riducendo le emissioni di CO2 rispetto al metano fossile. Il biometano, infatti, può offrire un risparmio di gas serra tra l’80% e l’85% rispetto al ciclo di vita del metano fossile. L’impianto utilizza la frazione organica dei rifiuti solidi, contribuendo alla riduzione dei rifiuti inviati in discarica e promuovendo l’economia circolare. Comunque, è importante considerare le perdite di metano durante la produzione, che possono avere un impatto negativo sul clima. Altrettanto negativo potrebbe essere l’afflusso degli automezzi, se questi utilizzassero la strada provinciale. Piuttosto, come osservato dal mondo ambientalista, sarebbe preferibile avvalersi della altrettanto vicina strada statale.
Stando al progetto, l’impianto sarà posizionato a circa 70 metri da una strada paesaggistica e a 1000 metri dal sito archeologico di Masseria Cupola, mentre parchi e riserve si trovano a circa 3 chilometri di distanza.
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