“Non c'è stata alcuna convocazione da parte dei commissari straordinari del Comune, nonostante noi continuiamo a chiedere l'incontro da lungo tempo”. A parlare a l’Attacco è l’imprenditore foggiano Ortensio Demaio, titolare della Servizi Immobiliari srl, proprietaria dell’immobile che dal remoto 2001 ospita ad Orta Nova la stazione dei carabinieri. Su queste colonne nelle scorse settimane è stato raccontato il caso surreale della caserma abusiva, visto che il contratto tra impresa e Prefettura è scaduto dal 2019 e da allora non è mai stato rinnovato. A febbraio scorso, il Comune - commissariato per mafia dopo lo scioglimento del 2023 e prossimo al ritorno dell’amministrazione ordinaria a maggio – ha individuato per la stazione dell’Arma, o prossima sede della tenenza, un vetusto e abbandonato immobile di Corso Matteotti, di proprietà privata, fino a 15 anni fa sede della pretura. “Mi viene riferito che i commissari intendono andare avanti con l'iter intrapreso rispetto all’immobile ex pretura e che solo qualora non dovesse andare in porto sarebbero orientati verso il mio immobile. Il dirigente comunale Gallo ha sondato la mia disponibilità a venderlo ma poi non ho saputo null’altro altro”, spiega Demaio sottolineando come la scelta dell’ex pretura significherebbe una spesa di fondi pubblici assai maggiore per un fabbricato molto più piccolo e inadeguato.
“E’ vero che ci sono i fondi PNRR ma per l'ex pretura si spenderanno molti più soldi: parliamo di 740 mq scarsi, un edificio che può ospitare sì e no una dozzina di carabinieri ovvero un numero inferiore a quelli che oggi risiedono presso il mio immobile. Da noi, invece, ci sono 980 mq oltre a garage interrati per 1.018 mq e altri 2.500 mq esterni da adibire a parcheggio. Peraltro nell'immobile ex pretura la recinzione è inesistente in diversi punti e dunque la struttura non è protetta, è un immobile che risale alla fine degli anni ’60 che non corrisponde alle caratteristiche antisismiche e non è neanche adeguabile. Quindi va demolito e ricostruito ex novo. Ho verificato tali informazioni parlando con il progettista che 12 anni fa redasse la bozza di suddivisione degli ambienti di quell’immobile, che a tal punto non risponde ai requisiti dei bandi della Prefettura che l'impresa proprietaria non vi partecipò nemmeno. Ora è una forzatura volerlo acquistare, perché il costo approssimativo della spesa verosimilmente si aggira intorno ai 4,5 milioni di euro, mentre con noi si tratterebbe di poco più di un milione visto che chiediamo 93mila euro l'anno per 12 anni”, continua l’imprenditore.
“Ci siamo detti disponibili sia a locare l'immobile che a venderlo, in questo caso anche senza la condizione di chiudere transattivamente le liti in essere. In ogni caso, è chiaro che finché non verranno ultimati i lavori dell’ex pretura, magari tra tre anni, la stazione dei carabinieri resterà nel mio fabbricato. L’Avvocatura dello Stato ha tempo, insieme a noi, fino al 10 luglio per trovare una soluzione, così come è stato sollecitato dal giudice del Tribunale di Bari, ma si ritrova con le mani legate se non ha il via libera della Prefettura”.
Stando a quanto saputo da Demaio, dopo l’articolo de l’Attacco in Prefettura la questione sarebbe stata discussa in una o due riunioni alla presenza del capo di gabinetto Caccavone, del funzionario Fasano (che è anche commissario straordinario di Orta Nova), del Comando provinciale dei Carabinieri e del responsabile regionale della logistica dell’Arma. “Non c'è alcuno scontro tra noi e l'Arma, questa situazione purtroppo viene da lontano ed è stata gestita male. Ora serve arrivare ad una soluzione nel più breve tempo possibile”, conclude Demaio.
Intanto ieri la legale della Servizi Immobiliari srl, l’avvocata Saffioti, ha scritto a Prefettura e a tutte le altre autorità coinvolte (Agenzia del Demanio, Viminale, Comando provinciale dei carabinieri, Avvocatura dello Stato, Comune) prendendo atto della “dichiarazione di perdita di interesse da parte della Prefettura di Foggia alla stipula del contratto di locazione avente ad oggetto l’immobile già dal Ministero dell’Interno e per esso dalla Stazione dei Carabinieri di Orta Nova, occupato all’attualità e sin dal 2001”.
Ha poi evidenziato come al contempo, però, la Prefettura non si sia altresì premurata di comunicare quando intenda rilasciare lo stesso (essendo pacifica la sua occupazione in regime di extra-contrattualità), dato fondamentale da far conoscere alla proprietà, visto il danno economico subito giorno per giorno atteso che la Servizi Immobiliari srl (descritta implicitamente come soggetto “ondivago” nella nota riscontrata) attualmente fruisce di una indennità di occupazione, parametrata su un canone di locazione stabilito nel 2001, ridotto del suo 15% e mai rivalutato con l’indice ISTAT e subisce un’occupazione senza titolo da parte della pubblica amministrazione oramai da diversi anni e non si sa per quanto ancora”.
L’avvocata ha ricordato come l’impresa abbia sempre inteso procedere con la sottoscrizione del nuovo contratto di locazione, per la quale è però necessario il preliminare parere di congruità da parte del Demanio, in relazione al canone di locazione proposto da Demaio. “Sul canone annuo proposto dalla mia tutelata, si attendeva (e lo si è atteso per tempo vanamente) il parere del Demanio. Nel mentre si sono svolti ripetuti tavoli di bonario componimento aditi dalla Prefettura che ha inteso invece proporre canoni di locazione di gran lunga inferiori ai desiderata della cliente”.
Insomma, dopo “il perdurante silenzio del Demanio e della Prefettura”, l’impresa ha deciso di procedere con l’istanza di sfratto e di rivolgersi alla magistratura. “Solo con la costituzione dell’Avvocatura di Stato del 5 marzo scorso, si è finalmente appreso, che lo scorso 19 novembre 2024, il Demanio riferiva di dover necessariamente ricevere la certificazione di conformità impiantistica e l’asseverazione ai fini del nulla osta alla stipula, ma di essere disponibile al rilascio del parere di congruità del canone anche in temporanea mancanza di tale documentazione”, ha proseguito Saffioti. “Senonché, a questo punto, non è dato sapere se detto parere sia stato poi rilasciato o meno mentre va rilevato come la indicata certificazione di conformità impiantistica non poteva che essere in capo al Comando dei Carabinieri, atteso che nell’immobile erano state effettuate opere sugli impianti riscontrati dal CTU del Tribunale di Foggia”. Dunque, “non è di certo addebitabile all’impresa proprietaria la mancata stipula del nuovo contratto di locazione (che avrebbe comportato per la PA un notevole risparmio economico e una convenienza anche in tema di continuità)”. Netta la conclusione, con la disponibilità entro 20 giorni a “sedersi ad un tavolo di confronto al riguardo, che si ritiene possa ancora definire positivamente l’annosa questione con un accordo che potrà prevedere una delle tante ipotesi su cui si rimane disponibili a discutere (nuovo contratto, vendita, etc.)”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).