Una serie di commenti sui social ma nessuna smentita ufficiale della Sindaca Maria Aida Episcopo rispetto a quanto rivelato ieri da l’Attacco. Un post, che pubblicato su Facebook di primo mattino, recita così: “La legalità per me è un valore che nessuno potrà mai strapparmi dalla pelle. Anche per la ricevuta di una minima prestazione artigianale. O per la verifica di una pratica secondo scienza e coscienza. Ditelo ai vostri vicini. Le spallate legittime all'avversario si danno solo vincendo le elezioni. Avanti tutta!”. Nessuna smentita ufficiale dunque, per ora, in merito a quanto riportato da l’Attacco sulla sua frequentazione in qualità di cliente abituale del parrucchiere abusivo Gianluca Lupo: il salone di via Tugini del tutto fuori regola, avrebbe per anni accolto le clienti, compresa la prima cittadina, senza le necessarie autorizzazioni fino ad un paio di mesi fa, allorquando il sedicente coiffeur si è visto costretto ad abbassare definitivamente la saracinesca dopo la notifica di uno sfratto per morosità.
Anche l’avvio di accertamenti fiscali avrebbe velocizzato l’intervento dell’ufficiale giudiziario che accompagnato dagli agenti della Polizia municipale, ha messo fine non solo all’attività svolta in pieno regime abusivo, ma anche alla possibilità che Lupo potesse continuare a mantenere la residenza nello stesso locale, altra stranezza che risulterebbe dal quadro complessivo della situazione già compromessa.
Ma torniamo al messaggio social della Sindaca, che rivendica per sé lo spirito legalitario, come qualità che la contraddistingue: sarebbe interessante capire come da cliente di Lupo, riuscisse ad ottenere la ricevuta fiscale anche “per la minima prestazione artigianale” se il titolare non era in possesso di partita iva. E infatti le autorità hanno disposto la chiusura immediata del salone dove Episcopo era solita farsi accompagnare per i periodici restyling dall’autista.
La Sindaca non rappresenta certo un caso isolato di fruitrice di prestazioni che vengono erogate al di fuori delle norme stabilite per legge, va infatti detto che secondo la CNA, in provincia di Foggia sono circa 799 i parrucchieri abusivi, con una concentrazione di 190 solo nella città di Foggia e 89 a Cerignola.
Il dato emerge da un rapporto che evidenzia come l’abusivismo nel settore acconciatura ed estetica sia molto diffuso in Capitanata. Va pertanto ricordato che le conseguenze legali per un parrucchiere abusivo sono rilevanti e possono comprendere sia sanzioni penali che amministrative. Oltre a comportare serissimi rischi per la salute pubblica, i parrucchieri abusivi infatti spesso non rispettano le norme igieniche e sanitarie, esponendo i clienti a possibili lesioni, dermatiti, infezioni gravi come epatite C o AIDS.
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