Qualche mese fa a Foggia si è diffusa insistentemente una notizia falsa: il Comune avrebbe emanato un’ordinanza per vietare ai bambini di cantare in centro. Naturalmente non era vero. Ma in tanti ci hanno creduto. Questa settimana, invece, un consigliere comunale ha pubblicamente chiesto che si facesse subito una disinfestazione straordinaria contro le zanzare, parlando di rischio West Nile Virus. Anche in questo caso: l’intervento straordinario era già partito e il calendario era già disponibile sul sito ufficiale del Comune.
È per casi come questi, e molti altri, che nasce la campagna di promozione del sito internet dell’Ente, come avviene nei comuni più evoluti d’Italia, dove appunto si investe da tempo nella promozione del sito istituzionale, sia rinnovando la piattaforma, sia orientando i cittadini a utilizzarla. Il Comune di Foggia sta semplicemente applicando un approccio che è già prassi nelle realtà più serie del Paese. A Foggia, invece, come spesso accade, si cade nel provincialismo e nel complottiamo più malsano, dove ogni grafica o avviso diventa pretesto per agitare fantasmi che non esistono.
Il mio sito sicuro è un invito semplice e utile: consultate il sito ufficiale del Comune, dove trovate: ordinanze, avvisi pubblici, delibere, bandi, calendari, tutte le evidenze oggettive, che non hanno bisogno di polemiche per esistere. Le reazioni di Fratelli d’Italia e Lega, con espressioni grottesche e depravate come “violazione della libertà di espressione”, “demonizzazione delle opposizioni indipendenti”, “intimidazione”, “censura”, “controllo dell’informazione”, “trovata illiberale e manipolativa”, sono talmente puerili da sfiorare l’analfabetismo funzionale. Ma da loro me lo aspetto: è l’opposizione delle grettezze, del parlare alla pancia, dell’alimentare costantemente gli istinti più malsani.
Ma ciò che mi sorprende e mi delude profondamente è vedere che anche il prof. Nunzio Angiola, da cui mi aspettavo ben altro stile, qualità, ricercatezza, senso delle istituzioni, si accoda a queste assurdità. Per uno che lavora in un ente come l’università, ci si aspetterebbe il riconoscimento del valore civico e amministrativo del sito istituzionale e dell’Albo Pretorio. Non accuse surreali di “autoritarismo”, “censura” o altre invenzioni da romanzo distopico. Le comunicazioni di servizio sono una cosa, fredda ed asettica; la stampa svolge invece un lavoro diverso e ben più importante di analisi, inchiesta, opinione e connessioni che non dovrebbe nemmeno essere accostato, come è stato fatto, alla mera consultazione di un semplice Albo Pretorio. In un Ente Pubblico la trasparenza vera si costruisce con i dati, con gli atti, con gli accessi pubblici.
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