Ci sono in alcuni casi discrasie rilevantissime nei bilanci 2024, in confronto ai risultati dell’esercizio 2023, rispetto alle società partecipate del Comune di Foggia. Lo scorso 28 agosto la giunta Episcopo ha preso atto delle risultanze dei rendiconti presentati dalla partecipata Amiu Puglia spa e dalle controllate Amgas spa, Ataf spa e AM Service srl. Quest’ultima - la più piccola delle imprese direttamente partecipate al 100% dall'ente municipale, affidataria delle attività di assistenza informatica, assistenza archivistica, accertamento dello stato di manutenzione degli impianti termici, gestione calore – ha fatto registrato un vero e proprio crollo dell’utile finale, che è stato pari ad appena 4.931 euro rispetto ai 192.627 euro dell’anno precedente, mentre nel 2022 fu pari a 42.095 euro. A cosa è dovuta una simile differenza? Per ora si sa solo che il risultato prima delle imposte è stato di 60.756 euro, a fronte di un valore totale della produzione di 3.163.409 euro e di costi totali per 3.102.666 euro, mentre nel 2023 il risultato ante imposte fu di 293.540 euro, 3.400.610 euro il totale valore della produzione e 3.107.078 euro i costi totali della produzione. Servirà attendere la pubblicazione degli atti inerenti al bilancio della srl, con la nota integrativa che spiega quanto è avvenuto nel corso dell’esercizio, per comprendere cosa sia successo di rilevante. Assai significativo anche il cambiamento dell’utile di Amgas spa – pure controllata totalmente da Palazzo di città, società in house affidataria diretta del servizio di distribuzione del gas naturale – che, però, a differenza di AM Service, mostra un nettissimo miglioramento: se il 2023 si era chiuso con una perdita di -487.521 euro, l’esercizio 2024 si è concluso in utile con +1.280.792 euro. Il valore totale della produzione è aumentato (da 5.559.743 euro a 7.034.340 euro), mentre solo calati i costi totali della produzione (da 5.688.693 euro a 5.228.343 euro), con evidente cambiamento del risultato prima delle imposte (da -475.586 euro a 1.473.751 euro).
Ataf spa - direttamente partecipata al 100% dall'ente, società in house affidataria diretta del servizio di trasporto pubblico locale – ha visto il proprio utile ridursi da 1.020.023 euro del 2023 a 269.946 euro del 2024. Non è mutato tanto il valore totale della produzione (da 17.049.413 euro del 2023 a 17.227.248 euro del 2024), quanto il totale dei costi della produzione (da 15.009.973 euro a 16.354.099 euro), per un risultato prima delle imposte passato da 1.451.879 euro ad appena 389.629 euro.
Ma l’attenzione dei più è rivolta soprattutto alla partecipata barese Amiu Puglia spa - partecipata al 21,87% dall’ente, società in house affidataria diretta del servizio di igiene urbana – dove l’esercizio 2023 si chiuse con una perdita pari a -573.492 euro, laddove quello del 2024 ha registrato un utile ammontante in 50.649 euro. Il valore totale della produzione è calato da 109.898.374 euro a 108.809.824 euro, il totale dei costi della produzione sono diminuiti da 110.167.837 euro a 107.114.660 euro, mentre il risultato prima delle imposte è passato da -486.638 euro a 1.419.748 euro (con imposte totali che erano 86.854 euro nel 2023 e 1.369.099 euro nel 2024).
Dalla nota integrativa firmata dalla presidente di Amiu Antonella Lomoro emerge la disparità nel risultato della raccolta differenziata a Bari (50%) e Foggia (27%), entrambe lontane dall’obiettivo minimo del 65%. Si evidenzia come, comunque, tra 2023 e 2024 a Foggia sia sensibilmente diminuita la quantità di indifferenziato: “Il raffronto con lo stesso periodo dell’anno 2023 mostra per la raccolta differenziata un incremento del +41,87% e un decremento della raccolta indifferenziata del -8,59%, per un complessivo decremento dei rifiuti raccolti del -0,11%”.
Poi si fa riferimento alle cause in corso tra la spa e il Comune di Foggia per le penali applicate dal socio di minoranza. “In data 17.03.2023 è stato sottoscritto il contratto di servizio tra il Comune di Foggia ed Amiu Puglia relativo al servizio di igiene urbana e raccolta e trasporto dei rifiuti del Comune di Foggia”, si ricorda riferendosi al periodo di gestione commissariale di Palazzo di città. “A partire da giugno 2023 si sono tenuti confronti tra Amiu, il RUP (responsabile unico del procedimento) ed il DEC (direttore dell’esecuzione del contratto) finalizzati a discutere delle modalità attuative del piano industriale, posto che nell’ambito dello stesso piano- pur essendo distinta una fase di avvio ed una fase a regime- non sono chiaramente definite le decorrenze di entrambe le fasi e gli obblighi relativi. Nonostante Amiu abbia più volte richiesto di condividere le modalità dei controlli, non vi è stato alcun riscontro e nel corso del 2024 Amiu si è vista applicare tre penali per un importo complessivo di 211.250 euro, che la società ha deciso di impugnare tramite legale ritenendo le stesse illegittimamente applicate e comunque prive di causa. Nelle more Amiu, oltre ad eseguire il nuovo contratto di servizio, ha continuato comunque ad eseguire i servizi richiesti in precedenza dall’amministrazione comunale mai disdetti, comunicati mensilmente dal responsabile della gestione operativa di Foggia e pertanto conosciuti come tali dal socio. All’esito di una complessa ed articolata discussione le parti hanno condiviso di dovere valutare una rimodulazione del transitorio che esiste alla data del 31.12.2024”.
Si tratta del primo bilancio frutto della gestione separata per centri di costo, chiesta con forza dall’amministrazione Episcopo su sollecitazione del M5S. Oggi, dopo tanti anni in cui Foggia ha finanziato la raccolta differenziata a Bari, resta il tema di capire dove siano finite le decine di milioni di euro sottratti fino al 2023 al capoluogo daunio in cambio di un servizio largamente deficitario. E’ quello su cui dovrebbe fare luce, facendo le veci dell’amministrazione Episcopo, il professore e avvocato siciliano Antonino Ilacqua, cui a febbraio scorso fu affidato dal Comune (al prezzo di 39mila euro oltre IVA, per un importo totale di 47.580 euro) l’incarico relativo al servizio di verifica legale, anche afferente agli aspetti finanziari correlati, in ambito di controllo analogo congiunto di Amiu Puglia spa relativi alle annualità 2013 – 2024 e supporto per l’efficientamento del controllo analogo e patti parasociali. Peraltro, se da un lato Amiu è sottoposta ad una forma di controllo rafforzato da parte della Prefettura di Bari, su indicazione del Viminale, dunque sotto un’ulteriore lente d’ingrandimento, dopo essere oggetto di due inchieste della Procura di Foggia in merito al servizio e al contratto che la legano al Comune di Foggia e del fascicolo aperto dalla Corte dei conti, dall’altro lato risale a settembre 2023 la nota del dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare che certificava il “travaso” di utili a vantaggio di Bari. Ebbene, da febbraio ad oggi sono ormai trascorsi ben sette mesi ma di Ilacqua non si è avuta ancora nessuna notizia.
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