“Si moltiplicano sempre di più le segnalazioni dei residenti di via Monfalcone, accompagnate da un video girato sabato sera e da fotografie scattate la domenica successiva, poche ore dopo il solito bivacco pomeridiano che, a quanto ci viene riferito - dicono dal comitato Difendiamo il Quartiere Ferrovia -, si ripete ormai quasi ogni giorno - dopo le 18 - nel tratto compreso tra via Podgora e il centralissimo viale XXIV Maggio, di fronte all’ex Bar Monte Bianco”.
“Le immagini mostrano una scena purtroppo sempre uguale: sporcizia, lattine lasciate a terra, bottiglie di alcol abbandonate sui marciapiedi, lerciume diffuso, graffiti di un gruppo ultras riconducibile a una squadra di calcio del Marocco. Tutto questo in un punto che dovrebbe trovarsi a pochi metri dal presidio statico della Polizia Locale”.
“La domanda è inevitabile: ma l’ordinanza anti-alcol che fine ha fatto? Perché se in strada restano decine di bottiglie e i residenti continuano a segnalare persone che bevono e bivaccano, allora è evidente che qualcosa non sta funzionando”.
“Noi lo diciamo con chiarezza, come sempre: non siamo contro l’accoglienza. Ma questa non è accoglienza. Chiunque venga qui è il benvenuto, ma deve rispettare le regole, il quartiere e chi ci vive. Non è tollerabile trasformare una strada storica e centrale in un punto di bivacco quotidiano, lasciando ai residenti il compito di convivere con sporco, odori e degrado. Gettare rifiuti a terra, lasciare bottiglie in strada, bivaccare e trasformare una via storica del quartiere Ferrovia in una discarica e in un punto di degrado non è accoglienza, non è integrazione, non è convivenza civile”.
“E allora diciamolo chiaramente: serve il pugno duro. Servono controlli veri, sanzioni vere, allontanamenti quando necessari e misure che impediscano materialmente il ripetersi di questo schifo. Perché se si parla tanto e i risultati sono sempre questi, la domanda che i residenti si fanno è inevitabile: davvero a qualcuno sta bene vedere Foggia ridotta in questo modo?”.
“Accanto ai controlli, va anche aperta una riflessione seria su strumenti di prevenzione anti-bivacco. Esistono soluzioni di arredo urbano e dissuasione passiva, e in alcuni contesti si valutano anche dispositivi tecnologici, compresi sistemi acustici ad ultrasuoni, già usati in diverse città d'Italia e del mondo per evitare il bivacco degli incivili. Quello che conta è il principio: se il dialogo con chi non vuole rispettare nulla non funziona, allora il decoro va difeso con strumenti concreti. Per questo invitiamo residenti, amministratori di condominio, proprietari e commercianti della zona ad attivarsi al più presto”.
“Via Monfalcone, in quel tratto, era una delle zone più belle del quartiere Ferrovia. Oggi molti residenti la descrivono come sempre più invivibile. E questo non può più essere ignorato”.
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