Il paradosso: conti in ordine da anni ma servizi scadenti. Accantonati 8,7 mln per il Palazzetto dello sport

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Ci sono diversi elementi interessanti all’interno della relazione illustrativa al rendiconto della gestione - esercizio 2025, approvata dalla giunta comunale Episcopo lo scorso 15 aprile. Tale relazione, redatta dal dirigente finanziario Carlo Dicesare,  contiene le valutazioni di efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi e ai costi sostenuti, i criteri di valutazione del patrimonio e delle componenti economiche, nonché gli scostamenti principali intervenuti rispetto alle previsioni, con la motivazione delle cause che li hanno determinati. Il primo aspetto da sottolineare concerne i conti dell’ente, ormai in ordine da alcuni anni. Una situazione risanata che vede l’avanzo attuale pari a 12.001.774,51 euro e un 2025 chiusosi con una cassa pari a 156.233.277,26 euro, rispetto ai 143 milioni di euro circa dell’esercizio 2024. Ma c’è un evidente paradosso, chiaro a chiunque viva a Foggia o la conosca: a fronte di conti in ordine il livello dei servizi essenziali offerti alla comunità è scadente. Il pensiero corre in primis al mediocre servizio di igiene urbana, svolto dalla partecipata barese Amiu Puglia spa e mai arrivato alle soglie minime attese per il capoluogo daunio, a partire da una raccolta differenziata che arrivi al 65% previsto dalla legge. 

Un secondo aspetto rilevante, che emerge dalla relazione, attiene all’analisi delle quote destinate agli investimenti nel risultato d'amministrazione. Con riferimento alle quote accantonate in bilancio, spicca la manutenzione straordinaria delle strade per 2.668.909,28 euro ma soprattutto l’avanzo destinato agli investimenti per la realizzazione del Palazzetto dello sport, per 8.678.156,84 euro.

Fu l’Attacco a febbraio scorso a rivelare come la novità assai ghiotta che trapelava dalla NADUP (Nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione 2026-2028) appena approvata riguardasse la “definizione di un documento di fattibilità delle alternative progettuali per la realizzazione di un Palazzetto dello sport, previa ricognizione delle aree urbanistiche ed infrastrutturali tecnicamente idonee ad inserire all'interno di un contesto più ampio finalizzato alla realizzazione di una Cittadella dello Sport”. Stando a quanto trapelò dalla maggioranza, alla luce dell’ottima situazione finanziaria e di cassa di Palazzo di città si intende finalmente concretizzare l’antica promessa di dotare il capoluogo daunio di un nuovo, moderno ed efficiente Palazzo dello sport. Per la sua localizzazione si sta valutando l’enorme zona della Fiera, che si estende su ben 22 ettari e dove stanno per essere ultimati i lavori del parcheggio e del Centro direzionale. Per “riempire” di contenuti e attività il quartiere fieristico, dove da anni latitano le attività organizzate dall’ente Fiera, si spera da tempo che possano insediarsi altri enti, come l’Università o per l’appunto il Comune. Perché dunque non realizzare qui il Palazzetto dello sport? Del resto il Comune ha qui in essere con l’ente Fiera il contratto per la costruzione del Palatenda, opera mai portata a compimento e di cui c’è la struttura a terra. I beninformati rivelarono a l’Attacco che si stimava un costo di progettazione pari a un milione di euro. Adesso invece dalla relazione sulla gestione dell’esercizio 2025 si apprende che sono stati accantonati, oltre all’avanzo, quasi altri 8,7 milioni di euro per i lavori di realizzazione del Palazzetto dello sport.

Tra i fatti rilevanti avvenuti nel corso dell’esercizio 2025 Dicesare cita la sentenza del Tribunale ordinario di Bari – Sezione specializzata in materia di Impresa, tra la curatela Fallimento Amica spa in liquidazione e il Comune di Foggia, per un importo complessivo di 27.498.334,25 euro oltre interessi e rivalutazione, che è stata finanziata destinando la quota disponibile del risultato di amministrazione 2024 al Fondo rischi contenzioso. Poi ricorda la sentenza della Corte d’appello di Bari che, nella controversia tra l’ente e il Fallimento OIS srl in Liquidazione, lo scorso anno ha condannato l’ente per un importo di 2.540.967,95 euro oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali, per un importo complessivo di 5.144.976,78 euro. Infine c’è il definanziamento PNRR – PINQUA: per PINQUA Borgo Croci - lavori di piazza di quartiere e verde pubblico attrezzato e contestuale eliminazione di baracche e superfetazioni nell'area tra Viale Candelaro e Via Capitanata è venuto meno un milione di euro; per PINQUA Borgo Croci - Parco Pubblico nell’area del Tratturo Regio in prossimità del Real Tempio Calvario (monumento nazionale) e contestuale eliminazione di baracche e superfetazioni la perdita è stata pari a 1.600.000 euro.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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