Pnrr agli sgoccioli, i rischi per definanziamento da oltre 9 milioni per i 56 alloggi e altre criticità PINQuA

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Quando manca ormai poco alla scadenza del PNRR, pesano sul Comune di Foggia alcune criticità relativi ad interventi che saranno completati oltre i termini. Il caso più grave è quello dell’intervento volto alla realizzazione di 56 alloggi in via Capitanata nell’ambito del programma PINQuA (Social housing - Piano innovativo nazionale per la qualità dell’abitare). L’annunciato definanziamento degli oltre 9 milioni di euro avrà inevitabilmente ripercussioni sul bilancio dell’ente. Mentre a Bari si sta cercando di capire, nell’interlocuzione tra l’amministrazione Episcopo e gli uffici della Regione, come spostare tale intervento su linee di finanziamento regionali, il tema a Palazzo di città riguarda le somme già spese, che finiscono a carico dell’ente come per tutti i progetti definanziati. Inoltre, a fronte dei contratti firmati con le imprese, il Comune deve garantire il pagamento di quanto già realizzato e il prosieguo dell’opera. Un discorso che vale per l’intervento relativo ai 56 alloggi ma anche per tutti gli altri casi, un contraccolpo che l’ente riuscirà a gestire avendo i conti in ordine. Dopo la nota arrivata dal Ministero lo scorso 9 febbraio, la sindaca Episcopo e gli assessori Davide Emanuele e Pino Galasso hanno scritto al dirigente finanziario Carlo Dicesare e alla dirigente Area 8 – Rigenerazione Urbana PNRR Alessia Cordisco dando linee di indirizzo per la gestione delle criticità in merito a sei interventi PINQuA:  l’intervento da 2.232.000 euro per la sostituzione dei capannoni dell’ex Istituto d’Arte di via San Severo e la realizzazione di 12 alloggi parcheggio di ERS (edilizia residenziale sociale); l’intervento da 9.234.000 euro di sostituzione degli insediamenti abusivi per realizzare 56 alloggi di ERS e spazi per attività sociali e scolastiche lungo via Capitanata; l’intervento da 180.000 euro per la fornitura di attrezzature materiali e arredi per rendere operative le strutture sociali e scolastiche previste ai piani  terra degli edifici di ERP; l’intervento da 112.800 euro per la riqualificazione delle aree di verde pubblico attrezzato e sistemazione e incremento della superficie permeabile prospicienti viale Dauno e via Capezzuto; l’intervento da 783.840 euro per la realizzazione di percorsi pedonali sicuri di attraversamento e di socializzazione del quartiere e potenziamento del sistema di piste ciclabili su via San Severo; l’intervento da 360.000 euro per il potenziamento del sistema di infrastrutture a rete. 

“Facendo proprio il monito riferito dal MIT – Ministero infrastrutture e traporti nella nota, si chiede di approfondire le valutazioni sulle effettive tempistiche/cronoprogrammi avanzamento lavori occorrenti per completare gli interventi, avendo riguardo a quelle eccedenti il termine di scadenza previsto dalla linea di intervento, con particolare riferimento e attenzione all’intervento relativo ai 56 alloggi, che presenta le criticità temporali più rilevanti”, hanno scritto sindaca e assessori, “al fine di prevenire eventuali sovraesposizioni finanziarie per il Comune di Foggia, quale soggetto beneficiario rispetto agli impegni assunti con la sottoscrizione del contratto, anche in considerazione dell’avvenuta duplice richiesta perfezionata dall’amministrazione al MIT di soprassedere all’avvio della procedura di definanziamento e alla Regione Puglia di valutare concretamente la possibilità di assegnare/prenotare/riservare l’importo finanziato PINQuA per l’intervento dei 56 alloggi, in modo da salvaguardare l’esecuzione integrale dell’opera pubblica, o quanto meno per assicurare la regolare prosecuzione dei lavori nelle more di conoscere i riscontri di MIT e Regione Puglia alle richieste formalizzate”.

In particolare, è stata chiesta a Dicesare “la soluzione finanziaria e contabile idonea ad assicurare regolare copertura della spesa in questa fase transitoria, sulla base della previsione avanzamento della spesa” e anche “soluzione finanziaria e contabile idonea ad assicurare regolare copertura della spesa nella fase eventualmente postuma all’emersione della formale non finanziabilità dell’intervento, circostanza che comporterebbe il venir meno dell’accertamento della corrispondente entrata, e quindi del finanziamento che assicurava la copertura finanziaria della spesa nel frattempo in parte sostenuta e interamente contrattualizzata, scongiurando per tempo qualsivoglia squilibrio nei conti del nostro ente”.

Su via San Severo l’avanzamento era indicato al 90%, sulle vie Dauno e Capezzuto al 65%, per i 12 alloggi al 30%, per le infrastrutture a rete solo all’1%. Ecco perché è stato chiesto a Cordisco di imprimere “la massima accelerazione ai lavori traguardando, ove possibile, la conclusione e chiusura al ReGiS entro il termine scadenza della linea d’intervento, e per tutti i CUP la totale liquidazione e rendicontazione ReGiS quanto prima e comunque non oltre il 31 dicembre 2026”. Sono dunque state date “linee di indirizzo per gestire le criticità della misura, in modo da traguardare il massimo conseguimento dei target nel minor tempo possibile, residuando inevitabilmente solo il raggiungimento dei target per i 56 alloggi all’anno 2027”. Infine al segretario generale Alfredo Mignozzi, coordinatore della struttura tecnica di staff PNRR, “in considerazione delle problematiche e dell’imminenza del termine di scadenza della misura, benché per quest’ultimo si ha notizia che siano pendenti valutazioni dell’Unione Europea su una richiesta di proroga conseguente ad uno stato di difficolta generale dei Comuni”, è stata evidenziata “l’opportunità di eseguire check di verifica frequenti”.

Dicesare ha risposto ammettendo che, rispetto ai 56 alloggi, “trattandosi di intervento di importo rilevante (9.234.000 euro), l’eventuale perdita della fonte PNRR determinerebbe un impatto significativo sugli equilibri pluriennali”, richiamando “la necessità di prevenire situazioni suscettibili di generare squilibri strutturali nel bilancio dell’ente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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