In attesa di capire se il presidente della Regione Antonio Decaro, volendo dare prova di una nuova stagione nel solco della piena legalità e del rigore, metterà fine all’anomala ed illecita situazione relativa ad Arca Capitanata, dove siede ancora un amministratore che ha superato l'età pensionabile da oltre due anni nonostante la legge lo vieti espressamente (con le conseguenze gravi di atti per alcuni nulli, perché assunti da persona non avente i requisiti per rivestire quel ruolo, e dell’obbligo di restituzione di compensi illecitamente percepiti), negli uffici dell’ex IACP di via Caggese va avanti l’iter– da tempo attentamente monitorato dal capo di gabinetto di Decaro, Davide Pellegrino, intervenuto già due volte per far correggere questioni inerenti alla procedura - del concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura di due posti di dirigenti, di cui uno riservato agli interni, di profilo amministrativo a tempo pieno e indeterminato. Come reso noto nei giorni scorsi dal direttore dell’ente Massimo Raponi, sono pervenute, sul portale del Reclutamento inPA, 120 domande di partecipazione. 

Al cimitero di Foggia non ci sono solo affissioni abusive e non autorizzate di manifesti, scritte e fotografie evocative con le quali familiari ed amici tributano il ricordo di persone decedute, il più delle volte trattasi di giovani che hanno perso la vita in circostanze drammatiche. Per la verità di tali abusi, completamente in deroga al regolamento cimiteriale cittadino, l’Attacco se ne era già occupato diversi mesi fa. Sentinella vigile dell’osservanza legale e regolamentare si è reso nel tempo Biagio Orillo, responsabile regionale per Foggia dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada che su queste colonne ha fatto sapere della presenza di manifesti abusivi non solo commemorativi, ma anche goliardici, in quanto non legati al ricordo di chi non c’è più. Con diverse segnalazioni pervenute alla redazione, Orillo ha mostrato foto di gigantografie presenti nelle cappelle cimiteriali, legate addirittura al Foggia Calcio. Un fatto, quest’ultimo che sarebbe stato anche segnalato alle autorità preposte alla vigilanza cimiteriale, ma parrebbe che il personale sarebbe intimorito da ritorsioni degli artefici di tali totem calcistici, collocati da esponenti ultras della squadra rosso-nera. Il decoro cimiteriale delle tombe è regolato a livello nazionale dal D.P.R del 10 settembre 1990, n. 285 e dal Codice Civile, mentre la gestione quotidiana è affidata ai Comuni. Le normative generali sulle decorazioni tombali variano da comune a comune, ma ci sono alcune linee guida che sono generalmente seguite in tutto il paese. La prima regola fondamentale è che ogni decorazione deve essere approvata dall’amministrazione comunale o dalla gestione del cimitero, che può decidere i tipi di oggetti ammessi. In molte località, esistono regolamenti che stabiliscono le dimensioni e i materiali consentiti per le decorazioni. Tra i divieti c’è l’uso non consentito di oggetti troppo voluminosi che possano intralciare il passaggio, o di materiali che possano danneggiare l’ambiente o altre tombe. I vasi per fiori sono consentiti solo se vengono sistemati in modo tale da non occupare spazi comuni o ostruire la visibilità delle altre tombe. Alcuni cimiteri impongono l’uso esclusivo di fiori freschi o artificiali di dimensioni contenute, mentre altri permettono l’uso di piccole statue o commemorazioni personali. Inoltre, le decorazioni devono essere sistemate in modo che non intralcino le operazioni di manutenzione del cimitero, come la pulizia e la cura del verde. Ogni deroga al regolamento e alla legge nazionale è perseguibile. Chi viola le disposizioni rischia sanzioni amministrative, la rimozione forzata degli elementi non conformi, la decadenza della concessione in caso di grave incuria, o fino a 3 anni di reclusione per profanazione.

E siamo sempre lì… I social alimentano polemiche, ingigantiscono le questioni. Nel mirino degli odiatori seriali finisce di tutto, è vero, ma sembra che il Comune di Foggia si impegni particolarmente per fornire materiale da inserire nel “frullatore sociale”. L’ultimo episodio è “Mònde”, festa del cinema sui cammini, che è stata finanziata dal Comune per 85.000 euro (e quasi un milione per tre anni dalla Regione) e non sappiamo se tutti in liquidi o se l’importo comprende anche l’affitto del Teatro Giordano e servizi vari collaterali alla manifestazione.

Resta un campo minato, denso di contrapposizioni e ostilità, il campo largo di Foggia, atteso l’8 giugno prossimo dalla seduta di consiglio comunale per l’approvazione del consuntivo 2025. La convocazione, che di norma è fatta pochi giorni prima dalla presidente Lia Azzarone, stavolta è avvenuta mercoledì scorso, con netto anticipo rispetto alla seduta. Non è casuale né sorprendente, vista la spada di Damocle rappresentata dalla diffida del prefetto Paolo Giovanni Grieco in caso di mancato via libera al rendiconto della gestione, diffida dopo la quale ci sarebbero altri 21 giorni pena lo scioglimento dell’assise con nomina di un commissario ad acta. Come anticipato su queste colonne, la sindaca Marida Episcopo ha garantito di svelare il 2 giugno i nomi dei due nuovi assessori, ma le sue sono ormai considerate promesse da marinaio dai big ed eletti della coalizione, dove in tanti (Pd, M5S, socialisti, decariani legati al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti) minacciano di non votare il consuntivo in caso di mancata chiusura dell’infinita verifica di maggioranza, iniziata lo scorso anno. Mentre i più scommettono che anche stavolta Episcopo non farà alcun cambiamento, in seno al campo largo gli animi sono esasperati e l’un contro l’altro armati. Non si contano, ormai, più gli scontri verbali sui social tra consiglieri e i botta e risposta a distanza tra sindaca ed eletti. “Governare o comandare? C'è una differenza sottile ma fondamentale che troppo spesso viene ignorata”, ha rimarcato il contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio. 

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