Le OO.SS. FILT CGIL Foggia e FAISA CISAL Foggia comunicano che “si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tenutosi nella giornata di ieri presso la Prefettura di Foggia, finalizzato ad esperire le procedure di raffreddamento e conciliazione in merito allo stato di agitazione dei dipendenti della società ATAF S.p.A. Al tavolo istituzionale erano presenti tutte le parti interessate: la proprietà, rappresentata dalla Sindaca dott.ssa Maria Aida Tatiana Episcopo e dall'assessore alle Partecipate avv. Davide Emanuele; il presidente del Consiglio di Amministrazione di ATAF SpA, dott. Domenico Morsuillo, insieme al componente del CdA, Paolo D'Agnone; i dirigenti dell'azienda, tra cui la R.U.A.C. dott.ssa Stefania Piarullo e il direttore di Esercizio ing. Leonardo Ciuffreda. All'incontro ha preso parte, in veste di mediatore, il Capo di Gabinetto della Prefettura, il dott. Salvatore Guerra”. 

Ha trovato conclusione nel pomeriggio di ieri lo scontro istituzionale Regione-Unifg rispetto alla scelta del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro in favore di Yanko Tedeschi quale nuovo direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia, annunciata lo scorso venerdì in conferenza stampa insieme ai nomi degli altri futuri vertici, tra cui Tiziana Di Matteo come nuova direttrice generale dell’ASL di Foggia al posto di Antonio Nigri, fedelissimo dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Piemontese (compaesano dell’ex sindaco di Monte Sant’Angelo). Il rettore dell’Università di Foggia Lorenzo Lo Muzio giorni fa non aveva nascosto il proprio disappunto per l’assenza di un previo confronto, che sarebbe stato necessario trattandosi di un’Azienda ospedaliero-universitaria rispetto alla quale l’Ateneo daunio è un interlocutore obbligato per la Regione. Nei giorni successivi si è pensato anche all’ipotesi più clamorosa, ovvero l’indicazione da parte di Lo Muzio di un altro nome al posto del manager barese della sanità, direttore amministrativo uscente dell’ASL di Lecce, voluto da Decaro per sostituire Giuseppe Pasqualone al Policlinico del capoluogo daunio. Al di là delle polemiche politiche di chi ha registrato un eccesso di baricentrismo nelle scelte di Decaro per ASL e istituti sanitari, le rimostranze interne ad Unifg sono state dovute al fatto, oggettivo, che “non era mai accaduto prima d’ora che il direttore generale del Policlinico fosse individuato senza preventive consultazioni con l’Università”, come rimarcato da Lo Muzio. Lo dice chiaramente il decreto legislativo 517 del 21 dicembre 1999, all’articolo 4: “Il direttore generale è nominato dalla Regione, acquisita l’intesa con il rettore dell’Università”. “Decaro ha fatto un casino”, commentava ancora ieri mattina a l’Attacco dietro le quinte un addetto ai lavori, che ben conosce la politica regionale. Il clima nervoso pareva lontanissimo da quando, appena pochi mesi fa, a marzo scorso, proprio Lorenzo Lo Muzio volle il neo presidente Decaro come ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico, per rinsaldare la sinergia tra i due enti e per consegnargli il sigillo d’oro dell’Ateneo. Poi, ieri pomeriggio, la notizia dell’invio, da parte di Lo Muzio, dell’adesione alla proposta di Tedeschi fatta da Decaro. Caso rientrato. 

Tengono banco, a Foggia, le problematiche connesse alla installazione dei primi cassonetti intelligenti, una modalità di raccolta differenziata che in una città che parte quasi da zero (ed è lontanissima dal 65% indicato dalla normativa) rischia di deresponsabilizzare ulteriormente i cittadini. Un vero esperto di gestione di imprese pubbliche del servizio di igiene urbana è Raphael Rossi, oggi amministratore unico dell’impresa di gestione rifiuti di Aprilia, nel Lazio. Negli scorsi anni fu amministratore unico della società in house ASE spa di Manfredonia, ma Rossi fu anche consigliere di amministrazione della barese Amiu Puglia spa. Il manager conosce molto bene la realtà del capoluogo daunio, dove nel 2012 fu incaricato dal sindaco Gianni Mongelli della riorganizzazione del settore rifiuti dopo il fallimento della società comunale Amica spa; curò i rapporti tra Comune e curatela fallimentare e contribuì a redigere il piano industriale grazie al quale il ramo d’azienda fu poi assorbito da Amiu, assicurando la continuità del servizio. “Quello dei cassonetti intelligenti”, afferma Rossi a l’Attacco, “è un sistema che ha dei pro e dei contro, come anche gli altri sistemi". 



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