Che successo avrà a Foggia la raccolta differenziata tramite i cassonetti intelligenti? Dopo l’installazione dei primi esemplari, attesi da anni, pullulano in città polemiche, critiche, conferimenti sbagliati. La sindaca Marida Episcopo e l’assessora all’ambiente Lucia Aprile difendono l’operato di Comune ed Amiu Puglia spa sottolineando i comportamenti incivili di troppi foggiani, ma l’assenza di una preventiva opera di sensibilizzazione ed educazione è rimarcata anche da pezzi di maggioranza. “Ci sono due modi di chiedere ai cittadini di cambiare, ma solo uno funziona davvero”, osserva l’eletto M5S Giovanni Quarato, collega di partito di Aprile. “Si può cercare di cambiare le abitudini dei cittadini con una ordinanza, oppure si può cambiare attraverso un percorso. Il primo approccio è rapido: si approva, si comunica, si aspetta che tutti si adeguino. Il risultato? Qualcuno segue, molti resistono in silenzio, qualcuno protesta. Il cambiamento funziona sulla carta. Il secondo richiede tempo: si ascolta, si spiegano le motivazioni, si coinvolgono le persone prima ancora di decidere. Il risultato? Una comunità che non subisce il cambiamento lo sceglie. Un'amministrazione non governa bene perché decide dall’alto. Governa bene quando i cittadini capiscono, partecipano e riconoscono quella scelta come propria”. “Oggi è tutto sbagliato”, analizza Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia, che pure sostenne Aprile alle comunali del 2023. “Sbaglia chi conferisce male, sbaglia chi delinque, sbaglia chi dovrebbe garantire un servizio efficiente e sbaglia soprattutto chi avrebbe dovuto accompagnare la città verso un cambiamento vero. La colpa, però, non è dei cittadini. La responsabilità è di chi avrebbe dovuto indicare una strada chiara, credibile e condivisa. Una città non si educa “controllando dentro l’immondizia” o “riesumando cani seppelliti”. Così si alimentano soltanto rabbia, sfiducia e tensione sociale. Oggi a Foggia si è riusciti persino a far percepire alberi, erba e verde pubblico come un problema. Domani toccherà alla raccolta differenziata. Questa non è educazione ambientale: è diseducazione, è disinformazione. E quando il cittadino perde fiducia nelle regole, il danno culturale diventa enorme, più grave di tutto ciò che questa città ha già vissuto finora. Serve un cambio radicale di visione, competenza e metodo. Altrimenti, abbiate almeno il coraggio di fare un passo indietro”. Ma nel resto d’Italia come hanno funzionato le esperienze coi cassonetti intelligenti? L’Attacco lo ha chiesto ad un esperto. “In Italia rispetto alla raccolta differenziata le esperienze migliori, sia per quantità che per qualità, sono nate da un punto di partenza imprescindibile, che è quello della raccolta porta a porta. E’ quello il vero snodo per una gestione dei rifiuti urbani che cominci ad essere efficiente, perché avere il porta a porta per tutte le frazioni responsabilizza il gestore, il cittadino, dunque ne trae beneficio tutta la comunità”, spiega a l’Attacco Andrea Minutolo, geologo, con una lunga esperienza nel campo delle indagini in situ, prove di laboratorio, analisi ambientali. Attualmente è il coordinatore dell'ufficio scientifico di Legambiente dove segue in particolare temi quali rischio idrogeologico, bonifica dei siti inquinati, rifiuti, inquinamento atmosferico, attività per l’estrazione di idrocarburi.