In Capitanata può succedere perfino che sia una sentenza di Tribunale Amministrativo Regionale a raccontare la storia politica degli ultimi anni del centro-sinistra. Succede con il pronunciamento di due giorni fa a proposito del dimensionamento scolastico varato dalla Regione Puglia nel penultimo giorno del 2024, con una lunga serie di disposizioni, tra fusioni, accorpamenti e soppressioni evidentemente non concordate né con l’ente provincia e tanto meno con i Comuni che avrebbero poi dovuto attuarle. Ma a Palazzo Dogana non l’hanno mai mandata giù, e infatti hanno impugnato quella delibera della Giunta Emiliano che già all’epoca era parsa il risultato di un vero e proprio blitz oggi rivelato apertamente anche dalla Corte barese, mettendo per iscritto in maniera chiara che su alcuni provvedimenti c’era stata la “manina” degli assessori regionali, il salentino Sebastiano Leo (all’Istruzione) e Raffaele Piemontese (alla Sanità). A quest’ultimo era stata attribuita soprattutto la contestata e improvvisa decisione di fondere in un solo istituto l’alberghiero Mattei e l’IIS Fazzini-Giuliani, provocando un malcelato malcontento che poi si è tramutato nell’iniziativa giudiziaria a cui ha aderito il Comune di Foggia a sostegno della Regione, e quello di Vieste a supporto della Provincia, entrambi guidati da Giuseppe Nobiletti. Quelli erano i mesi in cui la contrapposizione tra quest’ultimo e il dominus del Pd di Capitanata, era al massimo, oggi solo apparentemente rientrata dopo un nuovo accordo poggiato sul precedente Consiglio provinciale e recentemente rinnovato. L’udienza più importante risale a novembre scorso, quando si sono ritrovati in aula tutti gli avvocati delle parti (per la Provincia, Antonio Leonardo Deramo e Ilaria Mari, per la Regione Carmela Patrizia Capobianco, per il ministero Piersabino Salvemini, per il Comune di Foggia Roberta Chiarella, Renata Fiore e Antonella Carlomagno, per il Comune di Vieste, Michele Fusillo) per discutere di un provvedimento che in realtà ha già sortito i suoi effetti nell’attuale anno scolastico (e con la prospettiva dei prossimi due), visto che le disposizioni hanno riguardato non solo la questione delle due scuole superiori viestane, ma anche altre situazioni garganiche e del capoluogo. I giudici baresi (presidente Gianmario Palliggiano, estensore Carlo Dibello) hanno ritenuto che quelle modifiche non si potevano fare, perché prive di numerosi requisiti, e quindi hanno annullato tutte la parte “foggiana” della delibera.