Stiamo imparando a conoscere monsignor Ferretti come un vescovo che si muove con un approccio attento e costruttivo dentro le contraddizioni della città e che, fin dal suo insediamento, ha assicurato una presenza costante ai tavoli dedicati alle emergenze sociali. L’ultimo appuntamento in ordine di tempo, il momento di riflessione allargata su criminalità minorile e rieducazione sociale, promosso da Comune e Università di Foggia nell’ambito del programma “100 giorni per la legalità”.
A margine dell’incontro, Ferretti ha ricordato di aver scritto un mese fa alla Sindaca e al comandante della polizia locale per denunciare le criticità del centro storico, in particolare nelle aree attorno alla Cattedrale, via Arpi e piazza Mercato. “Non ho ancora ricevuto risposta – ha rivelato agli organi di stampa –. Le forze dell’ordine dovrebbero essere più presenti sul territorio”.
Il presule, originario di Genova, ha dunque espresso pubblicamente il proprio rammarico per il silenzio seguito alla sua segnalazione a Episcopo, sottolineando la mancanza di riscontro istituzionale. Una presa di posizione che assume i toni di uno “sgarbo” istituzionale, che l’arcivescovo ha scelto di non sottacere per sottolineare con trasparenza e franchezza la situazione.
L’episodio rischia di aggiungere ulteriore tensione al momento già delicato per la Sindaca Episcopo, impegnata a mantenere la stabilità della propria coalizione, mentre cresce il rischio di un indebolimento della sua posizione pubblica e si rafforza la percezione di solitudine della prima cittadina.
Così come la Sindaca ha partecipato da sola venerdì scorso in Cattedrale - e va dato atto che non sia mancata - all’evento dedicato all’Iconavetere, forse uno degli ultimi simboli in cui la città riconosce la propria identità storica e devozionale.
Non sono mancati i saluti di benvenuto del vescovo, ma l’incontro non si può dire sia stato particolarmente cordiale. Per tutta la durata della conferenza, durante la quale sono stati illustrati i dettagli tecnici del restauro, pur seduti uno accanto all’altra, tra i due non si sono registrati scambi di parole.
Da segnalare, inoltre, che Episcopo, per gran parte dei lavori - che pure hanno offerto contenuti di grande interesse - ha consultato frequentemente il cellulare, mantenendo lo sguardo spesso rivolto allo schermo. Un atteggiamento che, in un contesto istituzionale di questo tipo, appare sinceramente poco opportuno.
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