Due vicende distinte, ma intrecciate dallo stesso filo conduttore: il rapporto sempre più teso tra la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, gli assessori della sua giunta e i partiti che compongono la maggioranza di governo. Nell’ultima settimana, il dibattito pubblico e politico del capoluogo si è infiammato attorno a due dossier che, per ragioni diverse, stanno mettendo ulteriormente sotto pressione i fragili equilibri del campo largo cittadino e il funzionamento della macchina comunale di Palazzo di Città. Da un lato, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione – con al suo interno il programma triennale delle assunzioni – è finito al centro di uno scontro che va ben oltre il merito tecnico della questione. La richiesta di sospensione dell’iter, avanzata dai presidenti di commissione Italo Pontone (Pd), Mino Di Chiara (Psi) e Giovanni Quarato (M5S), da tempo sul piede di guerra nei confronti della prima cittadina e del suo esecutivo, ha fatto emergere in superficie una frattura evidente, che covava da mesi. Sullo sfondo, il confronto tra l’assessora al Personale Daniela Patano, fedelissima di Episcopo, e la presidente del Consiglio comunale, la dem Lia Azzarone. A pesare, in questo senso, anche il parere non favorevole dei Servizi Finanziari e le prese di posizione pubbliche del Partito Democratico cittadino, che ha preso le difese di Azzarone e messo in discussione il rapporto fiduciario con l’assessora Patano. Dall’altro lato, anche un evento simbolico come il concerto del Primo Maggio a Parco San Felice è diventato terreno di scontro.

“Provo una sincera emozione nel vedere trasformarsi in aiuto concreto un lavoro portato avanti con convinzione e senso di responsabilità" Così la senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI) annuncia, insieme al Vescovo Giorgio Ferretti, la destinazione di fondi a cinque chiese della città di Foggia, che saranno impegnate in attività benefiche e di sostegno alle persone più fragili.

Il sindacato degli impiantisti termoidraulici della Claai (la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane) di Foggia lancia un accorato grido d’allarme per la situazione delle oltre 44mila caldaie presenti nella città capoluogo. La manutenzione obbligatoria per legge e la certificazione della regolarità dell’impianto (il cosiddetto “bollino”) sono infatti a rischio perché le aziende che se ne occupano non hanno la possibilità di trasmettere i risultati delle loro verifiche all’Ente certificatore.



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