Si conclude oggi a Foggia la terza edizione della PRM Academy, la scuola di formazione residenziale intensiva dedicata al giornalismo investigativo under 30 nata nell’ambito del Premio Roberto Morrione. Per tre giorni il capoluogo dauno è diventato un laboratorio nazionale del racconto d’inchiesta, ospitando 22 giovani giornalisti provenienti da tutta Italia per un percorso fatto di lezioni, laboratori, confronti e incontri pubblici. L’iniziativa si è svolta all’interno del programma “La città che vorrei – Una bussola per la legalità”, promosso dall’assessorato alla Legalità del Comune di Foggia insieme all’Università di Foggia. Novantadue le candidature arrivate per questa edizione, con una selezione finale di 22 partecipanti under 30 chiamati a confrontarsi con alcune delle principali firme italiane del giornalismo investigativo. Durante l’Academy i partecipanti hanno lavorato anche alla costruzione di un pitch, cioè alla presentazione di un possibile progetto d’inchiesta, esercitandosi nella capacità di ideare, argomentare e sostenere un lavoro giornalistico davanti a professionisti del settore. Tre le inchieste analizzate come casi studio. “Sulla loro pelle”, dedicata all’opacità della gestione privata dei CPR e alle conseguenze sui diritti fondamentali dei migranti, realizzata da Marika Ikonomu, Alessandro Leone e Simone Manda. “La Giostra”, il lavoro di Iacopo Valori sulle donazioni ricevute dal partito europeo ECR guidato da Giorgia Meloni. E poi “La rotta delle mangrovie”, l’inchiesta di Novella Gianfranceschi e Niccolò Palla sugli effetti della crisi climatica sulle migrazioni e sulle contraddizioni delle politiche europee di cooperazione e gestione delle frontiere. A Foggia sono arrivati alcuni tra i principali nomi del giornalismo investigativo italiano. Nel corpo docente figurano, tra gli altri, Giulia Bosetti, Paolo Mondani, Stefano Lamorgese, Francesco De Augustinis, Gabriele Cruciata, Francesco Cavalli, Roberto Reale, Cecilia Strada e Michele Vollaro. La PRM Academy ha coinvolto anche le scuole superiori cittadine. Gli autori delle inchieste hanno incontrato gli studenti del liceo Volta, del Pascal e dell’Altamura-Da Vinci, portando il confronto sul valore dell’informazione e sull’importanza del giornalismo d’inchiesta anche fuori dagli ambienti professionali. Ieri sera, inoltre, Palazzo Dogana ha ospitato l’incontro pubblico “Giornalismo sotto minaccia”, con Paolo Mondani e Giulia Bosetti, moderati da Stefano Lamorgese. L’Academy è stata completamente gratuita per i partecipanti grazie alla rete di promotori e partner coinvolti nel progetto, tra cui Amici di Roberto Morrione ETS, Consulta Provinciale per la Legalità, Provincia di Foggia, Comune di Foggia, Fondazione dei Monti Uniti, Università di Foggia e Libera. L’Attacco ha seguito da vicino le giornate della PRM Academy raccogliendo le storie e le impressioni di alcuni dei giovani partecipanti. Ne emerge il ritratto di una generazione che, nonostante precarietà e trasformazioni profonde del settore, continua a credere nel valore del giornalismo investigativo e nella necessità di raccontare ciò che resta nascosto.

Valorizzare il territorio a tutto tondo è l’obiettivo del Distretto del cibo della Daunia rurale, con la sua presidente, Paki Attanasio, che ha lanciato un chiaro messaggio col primo focus sui PAT – Prodotti Agroalimentari Tipici, per partire dal cibo e raccontarlo, contestualizzandolo, attraverso il territorio. Il tutto è in fase di programmazione anche per istituire in tavolo con le competenze utili e necessarie a creare un’agenda “coinvolgente” per le aziende, per l’economia, per comunicare, per restare o ritornare. Serve riprendere il motto mazziniano di “pensiero ed azione”, per far crescere la comunità e farla uscire, a volte, dalla triste logica dei loghi sulle locandine e dei salotti. “Siamo partiti con questo focus sul patrimonio elaio-eno-gastronomico della Daunia rurale, raccontando le storie dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) tra passato e futuro – ha dichiarato Paki Attanasio -. La Palazzina Liberty di San Severo, ha l’evento ‘PAT patrimonio da custodire’, un incontro pubblico di condivisione, per approfondire l’importanza del riconoscimento dei PAT e delle sue utilità.

Continua l’impegno dell’Associazione Michele Di Salvia APS, con la collaborazione dell’Assessorato alla Legalità della Città di Foggia e la partecipazione della Polizia di Stato - Sezione Polizia Stradale, per una congiunta attività di educazione stradale e di legalità. Il Progetto IO VIVO intende rivolgersi ai ragazzi delle Scuole Secondarie della Città di Foggia, sensibilizzando su una tematica tanto attuale che conta numerose vittime in Capitanata anche tra i giovanissimi. Sabato 16 maggio, alle ore 11:15, presso il Liceo “C. Poerio” di Foggia si svolgerà l’ultima tappa del percorso di sensibilizzazione all’educazione stradale e alla legalità che rientra nelle attività dei "100 GIORNI PER LA LEGALITA’ DELLA CITTA’ DI FOGGIA”. L’incontro sarà suddiviso in una parte teorica e in una pratica, in cui prenderanno parte ai lavori: la Polizia di Stato - Sezione Polizia Stradale, il 118, l’Associazione Michele Di Salvia. Saranno presenti Istituzioni e Autorità: Sua Eccellenza il Prefetto – Paolo Giovanni Grieco, il Signor Questore - Alfredo D'Agostino, l’Assessore alle infrastrutture e alla mobilità della Regione Puglia – Raffaele Piemontese, l’Assessore alla Legalità della Città di Foggia – Giulio De Santis.

Un libro trasformato in occasione di confronto, riflessione e crescita personale all’interno della Casa Circondariale. È il senso dell’incontro che si è svolto nel teatro del carcere di Foggia per la presentazione di “Fammi stare bene. Il benessere in tre atti” di Fabrizio Cerusico, autore e medico chirurgo specializzato in ginecologia e ostetricia. L’iniziativa, promossa dal CPIA 1 Foggia “David Sassoli” nell’ambito del progetto “La Primavera dei Libri”, ha coinvolto le persone detenute della sezione scolastica in un percorso di lettura e approfondimento sui temi del benessere psicofisico, della consapevolezza personale e della possibilità di cambiamento. Alla base del progetto, la visione educativa della dirigente scolastica Antonia Cavallone, da anni impegnata nel rafforzare il ruolo della scuola in carcere come spazio reale di inclusione, crescita culturale e opportunità di riscatto personale attraverso la formazione e il dialogo.



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