Foggia Calcio, attentati e agguati: gli avvertimenti all’ex capitano Di Pasquale che aveva capito proprio tutto

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sono molteplici gli episodi che testimoniano la complessità, continuità  e virulenza della campagna estorsiva. A partire dalla vicenda che interessa l’ex capitano Davide Di Pasquale. Le indagini sull’esplosione di colpi di fucile contro l’autovettura di Davide Di Pasquale si arricchiscono dei risultati delle attività di intercettazione, da cui emergono elementi utili a sostenere che l’azione criminosa sarebbe stata finalizzata a colpire, indirettamente, la proprietà della società sportiva “Calcio Foggia 1920” e i relativi vertici societari.

Le intercettazioni fornivano univoca indicazione della circostanza che il Di Pasquale non fosse il reale destinatario dell’azione intimidatoria; costui, inoltre, ricevette manifestazioni di solidarietà da parte dei principali esponenti della tifoseria ultras rossonera, a dimostrazione che la minaccia - benché collegata alle vicende della società sportiva - non fosse rivolta espressamente contro di lui; di tale circostanza, per le esternazioni oggetto di captazione, egli risultava pienamente consapevole.

Rilevano, in tal senso, plurime conversazioni, nelle quali il Di Pasquale rassicurava i propri interlocutori del fatto che i colpi non fossero destinati a lui e che vi era una spiegazione diversa dell'atto intimidatorio, di cui avrebbe loro parlato a voce. Quelle del 20 giugno ‘23 con Sala Andrea. 
Di Pasquale Davide: No, no ma non era una cosa mirata a me, c'avevo la macchina li parcheggiata ed è capitato alla macchina mia 
Sala Andrea: Ma infatti dicevo che ca., ce. Ma poi perchè?
Di Pasquale Davide: No ma va, non c'entra niente l'incontro e Piccioti Cristiano (Picciotti Cristiano: Ma la macchina l'hai aggiustata?- Di Pasquale Davide: No, amico, la macchina ce l'hanno i RIS - Picciotti Cristiano: Ah ancora?- Di Pasquale Davide: E, stanno i colpi di pistola, la devono esaminare - Picciotti Cristiano: Mannaggia (ndv bestemmia) 
Di Pasquale Davide: Che vuoi fare. Eh ma non era, è una cosa che ci sono capitato io ma non è, e poi dopo ti dico a voce. 

Ma anche quella in cui dette rassicurazioni al presidente Canonico che, nel manifestargli vicinanza, imputava l’iniziativa criminosa esclusivamente ad un’aperta polemica (della tifoseria) contro i vertici della società. 
Canonico Nicola: ti sei ripreso ? 
Di Pasquale Davide: si, si. 
Canonico Nicola: perchè ti ho visto molto molto distrutto..
Di Pasquale Davide: si, no. con la rabbia. tutto quanto.. so che c'è qualche scemo, so benissimo che...
Canonico Nicola: cioè Davide. non c'è una logica oggettiva.. 
Di Pasquale Davide: no, no, certo..
Canonico Nicola: di dirci... a non fare calcio...cioè io la vedo più sulla società… perchè state a fare questi gesti ai giocatori? 
Di Pasquale Davide: si, è più un discorso societario secondo me. Non è un discorso legato. 
Canonico Nicola: c'è qualcuno che non mi vuole ? E ho capito. E che fai te la prendi con le macchine delle cose. Cioè questo è. 
Di Pasquale Davide: cioè lo so Pres.. di che cazzo parliamo so benissimo.

Lo stesso interessato confermava, al momento della presentazione della querela, di non avere problemi di sorta con alcuno e di non essere mai stato fatto oggetto di minacce da chicchessia.

Ha valore del tutto sovrapponibile la conversazione di Nicola Canonico, tenuta in data 12.07.2023 con Piergiuseppe Sapio, in cui lo stesso ricollegava l'episodio intimidatorio in questione ad un'azione di disturbo posta in essere nei confronti della società, per contestarne la gestione sportiva. 
Nicola Canonico: ...Omissis... c'è una parte di questa lobby che spara alla ma (ndv. intende dire alla macchina)... perchè per me è tutto un collegamento. non ho certezze perchè bisognerebbe realizzarle.
Sapio Piergiuseppe: non ho certezze?
Nicola Canonico: ...però la logica mi porta pensare a questo.
Sapio Piergiuseppe: mh.
Nicola Canonico: ti sono molto onesto.
Sapio Piergiuseppe mh. mh. (ndv incomprensibile) te lo chiamo.

Di tenore analogo la conversazione dello stesso Canonico con Lo Muzio Gaetano, in cui ribadisce  la propria convinzione a proposito dell'intento sotteso alla minaccia di rovinare l'immagine della società nel mondo del calcio e di indurlo conseguentemente a lasciarne la gestione. Nello stesso senso parlando con Milillo, Canonico lasciava  trasparire tutta l'amarezza per l'impossibilità di continuare a “fare calcio a Foggia” e di costruire una squadra, per la difficoltà di convincere le risorse a restare in città.
Nicola Canonico: nel momento che io ho detto: non ne voglio sapere più perché non ci sono le condizioni. poi ho detto ma secondo l'idea tua tu pensi che a Foggia si possa fare il calcio dopo gli agguati al pullman dopo le sparatoria alle macchine. 
Milillo Vincenzo: giocatori che ci chiedono di andare via diglielo; 
Nicola Canonico: che è tutta l'immagine dietro a lui che è negativa perché tu quando devi allestire una squadra come fai a convincere una persona a venire a Foggia; 
Milillo Vincenzo: certo; 
Nicola Canonico: quando vedono che ti (ndv parola incomprensibile) le macchine dei giocatori. hai ragione presidente ma io non devo aver ragione...è l'oggettività; 
Milillo Vincenzo: certo; 
Nicola Canonico: a Foggia il calcio non si può fare.

Le conversazioni intercettate sono eloquenti e denotano la chiara matrice intimidatoria dell'atto, chiaramente percepito dai reali destinatari come diretto a condizionare le scelte gestionali della società, in un contesto ambientale evidentemente compromesso. Questa consapevolezza apparteneva con chiarezza a Canonico, che non celava la propria preoccupazione, facendone apertamente parola finanche con un giornalista locale, in una conversazione intercettata in data 14.7.2023; in detta conversazione, alludendo esplicitamente anche all'episodio di cui si discute, Canonico si doleva di come il clima che si era generato intorno alla squadra fosse capace di distogliere i calciatori dal restare, potendo evidentemente nuocere anche alla futura campagna acquisti. Tanto che Canonico fu presto costretto alla cessione del Di Pasquale dietro pressione dello stesso e dei familiari perché andasse via da Foggia.

Nella sua prospettiva il danneggiamento dell'autovettura del giocatore non poteva che assumere valenza di avvertimento. 
Canonico Nicola: ...Omissis... che non puoi essere il bersaglio di tutti, no assolutamente…
Erricchiello Tiziano: di un di un.di una certa frangia
Canonico Nicola: e quindi la frangia anche...qualcuno che spara alle macchine capito Tiziano, cioè non e.... una frangia e l'agguato al pullman...cioè devi stare...cioe se noi queste cose...io non le dico pubblicamente per non scoraggiare qualcuno che vuol venire a Foggia, ma c'è da essere obiettivi in quello che è accaduto quest'anno ... perchè Di Pasquale... diciamo gli trivellano la macchina senza che capiamo nulla, certo che io lo capisco è un segnale... a denigrare l'immagine del Calcio Foggia...a non fare arrivare i giocatori..ad aver paura di venire a Foggia a giocare... questa è la verità.

Canonico replicava lo stesso ragionamento alcune settimane dopo con il giornalista Carmine Troisi.
Se voi fate gli attentati, gli agguati, bruciate le porte, sparate alle macchine dei giocatori avessero destabilizzato pesantemente la piazza dauna (hanno destabilizzato una città, una società, i tifosi prendendoli in giro... ma a Foggia chi vorrà venire a fare calcio... e molti giocatori che oggi sono tesserati con noi se hanno un'alternativa se ne scappano... Quelle le mogli gli dicono senti io devo vivere tranquilla devo mettere ...devo portare i bambini all’asilo... si dici pure ma io voglio stare su un'isola felice mi danno gli stessi soldi anzi pure cinquemila euro di meno ma vivo una vita più serena...guardo la qualità della vita, io sto all'imolese però so che se perdo due partite di fila nessuno mi viene a mettere la bomba alla macchina... 

Risultava comunque chiaro che l'avvertimento a colpi d'arma da fuoco non si correlasse in alcun modo alla sconfitta della squadra dauna nella finale dei playoff, dal momento che, come si è potuto stabilire dall'analisi dei filmati e dagli orari di essi, esso avveniva quando ancora la partita non era terminata; questo dato temporale corrobora ulteriormente la tesi di una contestazione, nei confronti della dirigenza, che prescindeva dai risultati sportivi e che non proveniva dalle frange estreme della tifoseria Ultras, da cui, al contrario, continuavano a giungere messaggi di solidarietà al calciatore.

Elementi informativi utili si traggono, primariamente, dalle captazioni eseguite in data 8.3.2024, all'interno dell'autovettura Fiat Grande Punto tra Lombardi e Delli Carri. I relativi dialoghi, e le informazioni che se ne traggono, devono saldarsi al contenuto di quelli intercettati nei giorni immediatamente successivi al fatto, tra Delli Carri e Mustaccioli.  

Le intercettazioni ambientali in data 8.3.2024 ed 11.3.2024 si svolgevano nell'autovettura in uso al Lombardi. Le attività tecniche documentavano che il Lombardi prelevasse Delli Carri dalla propria abitazione e che compisse un'attività di perlustrazione, allo scopo di indicare al proprio interlocutore alcuni obiettivi da colpire. Tale ricostruzione fonda sulle esternazioni dei dialoganti.

"Allora qua è uno", diceva Lombardi trovandosi, secondo le coordinate gps, in Via Donato Menichella; in tale luogo insisteva l'abitazione di Milillo, direttore generale del "Calcio Foggia 1920". Qui il Lombardi sollecitava il proprio interlocutore e, per aiutarlo nella memoria, gli rievocava di essere già stato in quel posto ("qua dovresti ricordarti perché cí sei già stato qua"). Per poi andare oltre ("mo andiamo al due e al tre...sono tre").

I due, a bordo dell'autovettura, giungevano dapprima in via Martiri di via Fani n. 56, ove abitava Severo, segretario generale della società sportiva ("il secondo è qua... di solito è qua...poi magari ti dico che macchina"); quindi in viale Ofanto ove, invece, abitava D'Ascanio, capo ultras del Foggia Calcio ("senti qua è.. vedi qua.... è la tre').

Al termine della perlustrazione il Lombardi consegnava al Delli Carri un bigliettino, dopo avervi annotato, nell'ordine, i modelli delle autovetture, ciascuno abbinato ad un luogo tra quelli oggetto del sopralluogo: "Marco Lombardi: sta la farmacia 20 metri più avanti sta il Chez Tony...io mo mi prendo un bigliettino... Delli Carri Fabio: eh si eh, hai capito! Lombardi: uno, due tre e quattro; Delli Carri: bravo.. bravo.. possibilmente mi riporti...ahh il numero del cuscino, il numero del cuscino...capito?".

All'evidenza, la richiesta del Delli Carri ("il numero di cuscino") doveva interpretarsi come diretta a conoscere il numero di targa dei veicoli da prendere di mira, venendo tale significato reso palese nei momenti successivi della conversazione ("Delli Carri: ci sono le targhe? Lombardi: no, e tanto non, uno é. non ce ne stanno due o tre, non puoi sbagliare").

Il dialogo non può che assumere un'univoca valenza sul pianto dell'esegesi del suo contenuto. Quello compiuto da Lombardi e Delli Carri fu certamente un sopralluogo, con l'obiettivo di individuare i luoghi nei quali fossero consuetudinariamente in sosta le autovetture da colpire.

Il foglio manoscritto venne rinvenuto nel corso della perquisizione eseguita nell'abitazione di Delli Carri Fabio il 20.3.2024. Il manoscritto non riportava indirizzi o targhe, ma l'indicazione di punti di riferimento (esercizi commerciali, ospedale, caserma dei vigili del fuoco), associando alla Jeep Renegade il nome di un bar ("Luimar"), che risultava ubicato nelle immediate vicinanze dell'abitazione di Milillo Vincenzo.

Altri episodi della stessa natura si registravano nel successivo mese di novembre. L'informativa di reato prot. n. 44/6 del 10.01.2024 della Stazione Carabinieri di Modugno compendia l'esito delle attività di p.g. svolte nel corso dell'intervento eseguito dopo il rinvenimento dell'ordigno esplosivo nella sede della società CN Costruzioni, ubicata in Modugno in via Via Vigili del Fuoco Caduti in Servizio.

L’acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza dell'azienda documentava il sopraggiungere, alle ore 18.05 circa, di un'autovettura Lancia Ypsilon, di colore chiaro, con delle vistose macchie di fango; quando il veicolo arrestava la marcia, dallo sportello anteriore destro scendeva un individuo corpulento, con indosso un giubbotto con colletto chiaro ed un visibile stemma della squadra di calcio della Lazio, un pantalone grigio, scarpe scure; il volto non era visibile poiché coperto da un passamontagna/cappellino, mentre era nettamente percepibile l’utilizzo di guanti. 

Detto individuo teneva nella mano destra un sacchetto di colore marrone; dopo aver superato il cancello pedonale di accesso, lo stesso procedeva a collocare detto sacchetto nelle immediate vicinanze dello sportello sinistro dell'autovettura Audi Q5, targata GH788EM, che si trovava parcheggiata davanti all'ingresso; si dirigeva, quindi, immediatamente verso l’uscita carraia, per risalire a bordo dell'autovettura, ove ad attenderlo vi era il complice, che riprendeva subito la marcia. L’individuo esibiva un'andatura del tutto peculiare, oscillando vistosamente le braccia in concomitanza dei passi. 

L'autovettura Audi Q5 era in uso a Canonico Emanuele, figlio di Nicola. Era lo stesso Emanuele a rinvenire il sacchetto intorno alle ore 19.25. Il sacchetto conteneva un pacco incerottato con nastro da imballaggio, da cui fuoriusciva una miccia di colore rosso. L’intervento delle forze dell'ordine consentiva di verificare la presenza, nel sacchetto, di un congegno esplosivo di oltre un chilogrammo di peso, con miccia, che veniva prontamente disinnescato e distrutto da personale specializzato.

All'informativa sono allegati i fotogrammi estrapolati dalle telecamere di sorveglianza della CN Costruzioni, riportati nella richiesta del Pubblico Ministero alle pagine da 81 a 92. Le immagini sono sufficientemente nitide e fanno rilevare dettagliati particolari dell'autovettura Lancia Y utilizzata dagli agenti: quanto alla presenza di una vistosa macchia di fango, in corrispondenza dello sportello anteriore sinistro; quanto ai copricerchi, ne rivelano la presenza, oltre a colore, modello e caratteristiche. Le intercettazioni in corso consentivano di captare una pluralità di dialoghi utili in chiave di ricostruzione della vicenda.

Anzitutto, le conversazioni tenute da Emanuele Canonico , dopo il rinvenimento dell'ordigno, con Diego Valente (team manager della società sportiva), con Vincenzo Milillo (dirigente della medesima società) e con il padre Nicola facevano luce sul possibile movente del gesto. A ciascuno degli interlocutori il Canonico esternava la propria preoccupazione. 
Canonico Emanuele: Mi hanno messo sotto la macchina 1,2 kg di tritolo
Milillo Vincenzo: Che è?  
Canonico Emanuele: Hai capito bene  
Milillo Vincenzo: Ma veramente stai parlando?  Canonico Emanuele: Si. E nonostante tutto, dopo che... 
Milillo Vincenzo: Mado (ndv le voci si sovrappongono)
Canonico Emanuele: Abbiamo chiamato i Carabinieri, sono venuti gli artificieri 
Milillo Vincenzo: Me ..  
Canonico Emanuele: Abbiamo fatto tutto il macello, loro hanno provato a seguirmi, con la fortuna che due macchine che erano in partenza nella stradina che loro non potevano vedere si sono accollati dietro di loro, li ho avuti a 10 metri da me, non me ne sono reso conto perchè stavo andando dai Carabinieri poi per chiudere la denuncia

Correlando l'episodio intimidatorio alle vicende della società sportiva, e non già di quella edile in concreto presa di mira (Canonico Emanuele: non abbiamo problemi con nessuno, cioè l'unica rottura di coglioni ma tra virgolette sono stupidaggini sono quelle di Foggia però visto che a Foggia è stata sparata la macchina Garattoni, incendiata... ahhhhh di di Di Pasquale ahhh accesa la macchina di Garattoni, sono sono...ecco non voglio dire perché non abbiamo contestazioni in atto non voglio dire che il Fog. Foggia ha la storia ma il marchio di fabbrica è eloquente, è esplicito) negando di avere mai ricevuto minacce o richieste estorsive per detta società, al contrario lamentando interferenze continue da parte di Lombardi, autore di un'aspra attività di contestazione nei confronti dei vertici del Foggia Calcio, attuata con la diffusione in rete di una serie innumerevole di videoregistrazioni, l'ultima delle quali proprio del giorno in cui era stata piazzata la bomba sotto la sua autovettura. 
Canonico Emanuele: Ho capito direttore e chi è? Allora l'unico che ieri ha fatto un video 
Milillo Vincenzo: Si 
Canonico Emanuele: Nel quale dice testuali parole alle curve sappiate che se voi non iniziate a contestare Canonico da domani mattina, la società che sta per entrare non vi riconoscerà, vi terrà fuori'"
Canonico Emanuele: ...Omissis... Allora, manco a farlo apposta, esce ieri 
Milillo Vincenzo: Hanno fatto di nuovo il video?  
Canonico Emanuele: Lui 
Milillo Vincenzo: A no, non lo so, Emanuele, tu non sai che non sto sui social 
Canonico Emanuele: No, me l'hanno raccontato, io non vedo i video suoi, me l'ha raccontato Alessio, Alessio mi ha raccontato questa storia, e lui dice proprio testuali parole 'la società che sta per entrare. Chi è questa società? Io non so niente di questa cosa, che cos'è un atto intimidatorio che mi hanno fatto per farmene andare. 
Milillo Vincenzo: E chi è questa società? 
Canonico Emanuele: Che ne so.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet