Ottobre è ormai alle spalle. E novembre è già inoltrato. Ma dell’inaugurazione ufficiale di Croci Nord non c’è ancora traccia. Ritardi fisiologici, che erano stati anche messi in preventivo a monte, ma la consegna della struttura che sarebbe dovuta avvenire entro settembre sta andando troppo a rilento, e sta procurando un inevitabile malumore generalizzato. In particolare fra le tante società dilettantistiche locali che si aggrappano a Croci Nord per svolgere la propria attività agonistica anziché continuare a peregrinare sui campi di provincia. All’apertura dell’impianto di rione Candelaro guarda con interesse anche il Foggia, che dopo l’esilio a Trinitapoli dal luglio scorso e dettato direttamente dalla proprietà, non vede l’ora di tornare in città e di allenarsi a casa. È una delle priorità che si sarebbe dato anche il neo-allenatore Enrico Barilari, che come Rossi ha compreso quanto sia fondamentale nell’economia generale riportare il quartier generale a Foggia, e che all’atto del suo insediamento ha dunque espressamente chiesto di poter usufruire di una struttura cittadina per evitare al gruppo di lavoro al completo inutili e faticosi spostamenti che incidono sulla quotidianità. E che hanno avuto inevitabili ripercussioni anche sulla lunga sequela di infortuni che stanno tartassando la squadra da inizio di stagione. Nel frattempo, al club sarebbe stata recapitata una pec da parte dell’amministrazione comunale nella quale sono specificati gli orari in cui il Foggia può beneficiare di Croci Nord non appena la struttura sarà inaugurata.
E sulla necessità di disporre di un impianto alternativo allo Zaccheria, è tornato a parlare anche il patron Nicola Canonico domenica sera nel post-gara col Benevento: “Non conosciamo la struttura, dovremmo prima vederla, capire se si può dotare della palestra e di tutte le relative attrezzature ha detto -. Se ci spostiamo, lo dobbiamo fare con le attrezzature, la lavanderia, la segreteria, la sala a disposizione del tecnico. Quando ci daranno la possibilità di vedere, potremo capire. A oggi non sappiamo ancora quando potremo allenarci”. Fa evidentemente un po’ lo gnorri l’ex presidente, al quale evidentemente sfugge che la struttura polivalente di cui sta per dotarsi la città, è innanzitutto patrimonio della collettività. E quindi ad uso e consumo anche di tutte le altre realtà calcistiche locali che ne hanno avanzato regolare richiesta di utilizzo. Al Foggia verrà concessa la possibilità di allenarsi, così già come anticipato, ma solo al mattino. Mentre al pomeriggio alcune fasce orarie saranno disponibili per il settore giovanile rossonero. Appare del tutto pretestuosa invece la richiesta di poter disporre di ambienti dell’impianto che non possono essere ad uso esclusivo del Foggia, come ad esempio l’ufficio di segreteria o una sala a disposizione del tecnico. Ambienti di cui il club avverte l’esigenza, a maggior ragione dopo che i locali dello Zaccheria sono stati svuotati a seguito della convenzione biennale che è stato sottoscritta con l’Heraclea. Nessuna replica ufficiale si registra da Palazzo di Città a seguito delle pretese di Canonico, con l’assessore allo sport Di Molfetta che sta serrando i tempi per entrare nella piena disponibilità di Croci Nord. Ma l’allaccio dell’energia elettrica non è stato ancora effettuato, e per quanto anche gli arredi siano nel frattempo disponibili, il sopralluogo dei Vigili del Fuoco per concedere l’agibilità della struttura non può di fatto avere luogo.
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