Gaetano Auteri è pronto a sedersi sulla panchina del Foggia. All'indirizzo della quale, non di rado in passato sono partiti i suoi strali. Una scelta che difficilmente passerà inosservata in una piazza dove il suo nome, negli anni, è stato sovente associato a polemiche roventi, che spesso non è stato facile sopire. I precedenti non sono isolati. A cominciare dal diverbio con l’ex patron Pasquale Casillo a margine della sfida con la Nocerina nell‘aprile del '11 in cui i campani festeggiarono allo Zaccheria la promozione in B. Non se le mandarono a dire i due protagonisti di quella che fu una autentica rissa verbale, quel giorno al Foggia di Zeman furono annullati inspiegabilmente tre gol regolari, e l’ira giustificata di Casillo trovò in Auteri il destinatario preferito. Vecchie ruggini che ritornavano a galla e che risalivano alla stagione ‘01-02, quando proprio don Pasquale, all’epoca al vertice dell’Avellino, esonerò dopo 19 giornate Auteri preferendogli Sonzogni. C’è poi il duro scontro verbale con Roberto De Zerbi in un infuocato post Benevento-Foggia del ‘16 che fece discutere a lungo per quelle che furono le modalità, per finire alle frequenti frecciate lanciate all’indirizzo dei satanelli quando Auteri sedeva su altre panchine. Un feeling mai realmente sbocciato con il mondo rossonero, alimentato da schermaglie che hanno lasciato un segno nella memoria dei tifosi.
Come dimenticare l'inibizione che ormai oltre 15 anni fa colpì Casillo senior, che nel sottopassaggio dello Zaccheria arrivò quasi allo scontro fisico con l'allora allenatore della Nocerina, che per via di quella rissa sarebbe stato poi squalificato soltanto per una giornata. E come non rammentare la rivalità acerrima con Roberto De Zerbi (oggi cittadino onorario foggiano), che una decina di anni fa è stata una delle più celebri e accese del calcio di Serie C. Nella stagione ‘15/16, Auteri guidò il Benevento alla vittoria del Girone C di Serie C, mentre De Zerbi allenava il Foggia (entrambe le squadre diedero vita a una stagione memorabile per punteggi e qualità di gioco). Ne venne fuori una rivalità che è ricordata per la forte contrapposizione tattica e caratteriale. I due giunsero a sfiorare lo scontro fisico in un post-partita acceso fuori dallo stadio di Benevento, prima di proseguire le rispettive carriere su binari diversi. De Zerbi si è affermato a livello internazionale come un tecnico innovatore, arrivando ad allenare top club in Premier League e Champions League, fino ad approdare al Tottenham. Auteri, invece, è rimasto un punto di riferimento storico per la terza serie nazionale, continuando ad allenare piazze importanti del campionato di Serie C. Oggi, dunque, il suo approdo a Foggia rappresenta una sfida che va oltre l’aspetto tecnico. Dovrà convincere una piazza che non dimentica e che non concede cambiali in bianco. A Foggia il blasone non basta, l’esperienza nemmeno. Conta una sola cosa: vincere. Il calcio, però, offre sempre una seconda occasione. E così se Auteri riuscirà a costruire una squadra competitiva, a riportare entusiasmo e risultati, anche le vecchie ruggini potranno essere archiviate. In caso contrario, il passato tornerà inevitabilmente a galla ed avrà un suo peso. La sua avventura in Puglia, riparte da qui: non dalle polemiche, ma dall’obbligo di dimostrare, sul campo, di essere l’uomo giusto per riportare il Foggia dove una piazza così passionale ritiene di meritare. Perché il pubblico rossonero sa essere severo, ma ha sempre premiato chi ha saputo conquistarlo con i fatti. E per Gaetano Auteri non esiste una strada alternativa: soltanto con il lavoro e l’applicazione quotidiana sul campo (magari corroborata anche da con qualche vittoria di prestigio) potrà trasformare i fischi di ieri negli applausi di domani.
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