La prima sconfitta stagionale dell’Audace Cerignola arriva forse nel momento migliore per essere analizzata. Non tanto per il risultato in sé, quanto perché il 3-1 subito dalla Cavese ha messo in evidenza alcuni difetti che erano rimasti parzialmente nascosti nella convincente rimonta contro il Cosenza. Al Simonetta Lamberti gli uomini di Raimondo Catalano hanno mostrato una faccia diversa rispetto a quella dell’esordio: meno continuità, meno intensità e soprattutto una gestione insufficiente dei momenti delicati della partita.
Il primo tempo, in realtà, non è stato negativo, e il Cerignola ha avuto le sue occasioni, soprattutto con Nanula, che al 41’ si è trovato nella condizione migliore per sbloccare la gara, trovando però la risposta di Boffelli. Il problema è che, proprio nel momento in cui la partita sembrava poter girare a favore dei gialloblù, è arrivata la rete della Cavese. Il colpo di testa di Cionek al 42’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ha evidenziato una prima lacuna: la gestione delle palle inattive.
L’Audace ha concesso troppo alla fisicità dei padroni di casa e non è riuscita a difendere con sufficiente attenzione l’area. La reazione al gol, però, è stata quella di una squadra viva. A inizio ripresa Gambale ha trovato ancora una volta la porta, firmando il secondo gol consecutivo in campionato e riportando il Cerignola in parità.
Sembrava l’ennesima dimostrazione di carattere di un gruppo abituato a non arrendersi, ma stavolta la rimonta non si è completata. Anzi, appena 8’ dopo il pareggio, Macchi ha riportato avanti la Cavese. Ed è proprio da quel momento che sono emerse le criticità più evidenti. Il Cerignola ha perso progressivamente le distanze tra i reparti, allungandosi e concedendo alla formazione di Masitto campo per le ripartenze.
Il centrocampo ha faticato a garantire quella protezione che era stata uno dei punti di forza contro il Cosenza, mentre la linea difensiva si è trovata spesso esposta. Non è un caso che il terzo gol, firmato da Fusco all’84’, sia arrivato al termine di una ripartenza che ha trovato gli ofantini scoperti. Una volta incassato il 2-1, è mancata la capacità di restare dentro la partita con ordine. Ed è forse questa la lezione più importante della serata. Una squadra giovane e profondamente rinnovata può certamente avere momenti di difficoltà, ma deve imparare a gestire le partite anche quando non riesce a imporre il proprio calcio.
Catalano aveva già avvertito alla vigilia che a Cava sarebbe stato necessario “lottare pallone su pallone” e aveva sottolineato le insidie legate al campo e alla voglia di riscatto dei campani. La Cavese ha confermato quelle difficoltà, e il Cerignola non è riuscito a trovare le contromisure necessarie. Rispetto al successo sul Cosenza è mancato anche l’impatto della panchina.
Contro i rossoblù gli ingressi di D’Orazio e Vinciguerra avevano cambiato il volto alla gara, contribuendo alla rimonta; a Cava, invece, i cambi effettuati nella ripresa son stati impalpabili. Silvestro, Padula e Vinciguerra sono entrati quando la partita era già indirizzata e il Cerignola non ha più trovato la fluidità necessaria per riaprirla. Un dato che non va letto come bocciatura dei singoli, ma come indicazione sulla necessità di aumentare qualità e profondità dell’organico.
Ed è qui che entra in gioco il mercato. La società si è mossa con decisione negli ultimi giorni. Dopo gli arrivi di Alessandro Silvestro, terzino classe ‘02 proveniente dalla Triestina, e di Manuel Pinotti dall’Inter, arrivato in prestito, l’Audace ha aggiunto alla rosa anche Matiss Sellaf. Il centrocampista franco-algerino classe ‘05 è un profilo che Catalano conosce bene per averlo allenato ad Arzignano e può offrire una soluzione in più nel reparto centrale.
L’ultima novità riguarda invece la difesa, proprio il reparto che a Cava ha mostrato qualche crepa. È infatti in chiusura l’arrivo in prestito dal Sassuolo di Kevin Miranda, centrale classe ‘03 reduce dall’esperienza al Trento. Un’operazione che assume un significato particolare alla luce della partita del Lamberti: l’obiettivo della società è aumentare le alternative e la concorrenza nella linea a tre, dando a Catalano un ulteriore elemento per ruotare gli uomini e garantire maggiore solidità.
Sul fronte delle conferme, invece, va registrato il rinnovo di Carmine Cretella fino al ‘29. Una scelta che testimonia la volontà di costruire un nucleo stabile attorno al quale far crescere il nuovo progetto tecnico.
Il capitolo delle uscite, negli ultimi giorni, è invece meno movimentato. Il mercato ha già comportato una profonda trasformazione dell’organico e alcuni giocatori hanno lasciato spazio ai nuovi innesti; tra le situazioni già definite c’è quella di Samuele Neglia, che dal l’1 luglio risulta svincolato dopo la conclusione del rapporto con il Cerignola. La sensazione, dunque, è che l’Audace sia ancora un cantiere aperto, ma un cantiere con una direzione precisa.
La sconfitta di Cava non deve alimentare allarmismi: due giornate di campionato sono troppo poche per emettere sentenze e il successo sul Cosenza aveva mostrato qualità importanti, dal pressing alle transizioni fino alla capacità di reagire. Ma il 3-1 del Lamberti ha ricordato che, per competere con continuità, serviranno maggiore compattezza, gestione dei momenti e personalità. Il mercato può aiutare proprio in questo senso.
Miranda aggiunge un’opzione dietro, Sellaf una soluzione giovane in mezzo, Silvestro esperienza e gamba sulle corsie, mentre Pinotti e gli altri giovani completano un organico costruito anche in prospettiva.
Resta però un’ultima esigenza: capire come amalgamare rapidamente tutti questi elementi. Perché il Cerignola visto contro il Cosenza e quello sconfitto a Cava sono due facce della stessa medaglia. La sfida di Catalano sarà trasformare la prima in una costante e fare in modo che la seconda resti soltanto un passaggio a vuoto.
In questo senso il derby di Foggia di domenica prossima diventa già un significativo banco di prova per gli ofantini.
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